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Discussione: La poesia del giorno

          
  1. #1
    Master Member L'avatar di Claire
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    La poesia del giorno

    Oggi per me è questa qui. Da stamane mi frulla in testa e che bella!

    Libellule


    Libellula, chi ti diè questo nome?
    Chi scelse la successione musicale delle labiali,
    li-bel-lu-la,
    come note uscite dai tasti di un pianoforte?
    Due grandi e colorati ali trasparenti, tremule e trepidi, quelle sei tu.
    E tanto alata sei che quando sorvoli le acque stagnanti e le erbe dei prati
    di te solo le ali si vedono, velate veline di seta lucente.
    A volte ti fermi nell'aria, tu, senza peso ed imponderabile, leggera aligera.


    Se lieve sulla pista di ghiaccio io vedo una fanciulla
    che forma aeree figure danzanti, e sicura volteggia, salta, si leva e atterra,
    è a te che penso, a te paragono la sua leggerezza.
    "Come una libellula"
    vuol dire una controllata eleganza in una liberata energia.


    E controllata eleganza e liberata energia, come la tua, cerca nelle sue frasi
    lo scrittore mentre vola la sua fantasia
    e a volte si ferma - come fai tu - e a volte arretra - come fai tu -,
    sospeso anche lui e oscillante, accampato a mezz'aria.
    Libellula, bella libellula, dai a lui le tue ali.


    Raffaele La Capria
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  2. #2
    Senior Member L'avatar di Aleciccio
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    Te l’avevo detto
    non spostarti troppo
    su questo lato della mia vita
    adesso l’hai fatta ribaltare
    e ti guardo da sotto in su
    da un rovesciato mare

    Anna Buoninsegni




    Anna Buoninsegni è nata a Gubbio, in Umbria. Poeta, giornalista, si occupa degli aspetti multimediali della comunicazione. Ha pubblicato Pagine dal mare, otto racconti surreali (Arnaud 1989), le raccolte di versi Itinera (Arnaud 1992) e La stanza di Anna (Crocetti Editore 1997), alla quale è stato assegnato il Premio Nazionale Alpi Apuane. Nel 2000 ha vinto il Premio Internazionale “Eugenio Montale”, con la silloge Senza anestesia. È curatrice per Crocetti Editore della collana di cd audio “Voci della poesia contemporanea”, dedicata a Luzi, Spaziani, Loi, Giudici, Zanzotto, Raboni, Merini. È presente in varie antologie, collabora a riviste letterarie nazionali (“Poesia”, “Semicerchio”, “Si scrive”) e coordina cicli di incontri di letteratura e poesia.
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  3. #3
    Senior Member L'avatar di Andrea
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    Del (nuovo) giorno



    Ogni mattina
    Cancelliamo i sogni
    Con cautela costruiamo i discorsi
    Le nostre vesti sono un nido di ferro
    Ogni mattina
    Salutiamo gli amici di ieri
    Le notti si dilatano come fisarmoniche
    – Suoni, rimpianti, baci perduti.
    (Insignificanti
    Enumerazioni
    – Nulla, solo parole per gli altri
    Ma dove finisce la solitudine?)


    Manolis Anaghnostakis
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  4. #4
    Senior Member L'avatar di Andrea
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    L’abitudine è la più infame delle malattie
    perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia,
    qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
    Per abitudine si vive accanto a persone odiose,
    si impara a portar le catene, a subir ingiustizie,
    a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.
    L’abitudine è il più spietato dei veleni
    perché entra in noi lentamente, silenziosamente,
    cresce a poco a poco
    nutrendosi della nostra inconsapevolezza
    e quando scopriamo di averla addosso
    ogni fibra di noi s’è adeguata,
    ogni gesto s’è condizionato,
    non esiste più medicina che possa guarirci.

    Oriana Fallaci
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  5. #5
    old crone L'avatar di Indigowitch
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    Amore dopo amore

    Tempo verrà
    in cui, con esultanza,

    saluterai te stesso arrivato
    alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
    e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro
    e dirà: Siedi qui. Mangia.
    Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
    Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
    a se stesso, allo straniero che ti ha amato
    per tutta la tua vita, che hai ignorato
    per un altro e che ti sa a memoria.
    Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
    le fotografie, le note disperate,
    sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
    Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.


    Derek Walcott
    La vita morde forte alle spalle e quando sorride ti fa solo del male (Mauro Berchi)

  6. #6
    Moderator L'avatar di Rosy
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    Bellissima e MOLTO augurale!
    Grazie!
    Rosy
    " Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica..."
    M.Medeiros

  7. #7
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    BLAISE CENDRARS
    vita pericolosa

    Sono forse oggi l'uomo più felice del mondo
    Possiedo tutto quello che non desidero
    E alla sola cosa alla quale io tenga nella vita ogni giro dell'elica mi ci avvicina
    E avrò forse perduto tutto arrivando

  8. #8
    Moderator L'avatar di Rosy
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    L’abitudine è la più infame delle malattie
    perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia,
    qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
    Per abitudine si vive accanto a persone odiose,
    si impara a portar le catene, a subir ingiustizie,
    a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.
    L’abitudine è il più spietato dei veleni
    perché entra in noi lentamente, silenziosamente,
    cresce a poco a poco
    nutrendosi della nostra inconsapevolezza
    e quando scopriamo di averla addosso
    ogni fibra di noi s’è adeguata,
    ogni gesto s’è condizionato,
    non esiste più medicina che possa guarirci.

    Oriana Fallaci
    Cavolo, mi era sfuggito questo gioiello. ciao
    Rosy
    " Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica..."
    M.Medeiros

  9. #9
    Moderator L'avatar di Rosy
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    Smile

    Per me oggi è questa.


    Lo sai si può partire

    andare e basta, senza spiegazioni

    fogli, né un’attesa



    e a noi a quel punto

    resta solo il volto sul cuscino

    come una sindone, un’impronta:

    restano i momenti mai voluti,

    gli episodi. E resta



    come squarcio la domanda

    sempre feroce, sempre sanguinante:

    “ho delle colpe ?” ed “ha capito ?”


    Lei ha capito che mi manca ?




    Matteo Fantuzzi
    " Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica..."
    M.Medeiros

  10. #10
    Master Member L'avatar di Claire
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    Una bella poesia di John Keats.


    Ode a un Usignuolo.


    Il cuore mi duole, e un sonnolento torpore affligge
    i miei sensi, come se della cicuta io abbia bevuto,
    o vuotato un greve sonnifero fino alle fecce
    or è solo un minuto, e verso Lete sia sprofondato:
    non è per invidia della tua felice sorte,
    ma per esser troppo felice nella tua felicità,
    che tu, Driade degli alberi dalle ali leggere,
    in un melodioso recinto
    verde di faggi, e dalle ombre innumerevoli,
    canti dell'estate agevolmente a gola piena.


    Oh, per un sorso della vendemmia! che sia stato
    rinfrescato per lungo tempo nella terra profondamente
    sàpido di Flora e del rustico prato, [scavata,
    di danza, e canzoni provenzali, e dell'assolata allegria!
    Oh! per una coppa piena del tepido Mezzogiorno,
    pieno del vero, del rosato Ippocrene,
    con perlate bolle occhieggianti sull'orlo,
    e la bocca macchiata di porpora:
    ch' io potessi bere, e lasciare il mondo non veduto,
    e con te vanire via nella foresta opaca:


    Vanir via lontano, dissolvermi, e affatto dimenticare
    ciò che tu tra le foglie non hai mai conosciuto,
    il languore, la febbre, e l'ansia
    qui, dove gli uomini seggono e odon l'un l'altro gemere
    dove la paralisi scuote pochi, tristi, ultimi capelli grigi,
    dove la giovinezza si fa pallida e spettrale, e muore;
    dove pur il pensare è un esser pieni di dolore
    e di disperazioni dagli occhI plumbei,
    dove la Bellezza non può serbare i suoi occhi luminosi,
    o il nuovo Amore struggersi per essi più là di domani.

    Via! via! perché io voglio fuggire a te,
    non tratto sul carro da Bacco e dai suoi leopardi,
    ma sulle invisibili ali della Poesia,
    benché l'ottuso cervello confonda e ritardi:
    già con te! tenera è la notte,
    e forse la Regina Luna è sul suo trono,
    con a grappoli intorno tutte le sue Fate stellari;
    ma qui non c' è luce alcuna,
    fuor di quanta dal cielo con le brezze spira
    per verdeggianti tenebre e sinuose vie di muschi.

    Io non posso vedere quali fiori siano ai miei piedi,
    né che molle incenso penda sulle fronde,
    ma, nella profumata oscurità, indovino ogni dolcezza
    di cui il mese propizio dota
    l'erba, il boschetto,- e il selvaggio albero da frutta;
    il biancospino, e la pastorale eglantina;
    viole che presto appassiscono ricoperte di foglie;
    e la figliuola maggiore del mezzo maggio,
    la veniente rosa muscosa, piena di rugiadoso vino,
    mormoreggiante dimora delle mosche nelle sere estive..

    All'oscuro io ascolto; e ben molte volte
    son io stato a mezzo innamorato della confortevole Morte,
    l'ho chiamata con soavi nomi in molte meditate rime
    perchè si portasse nell'aria il mio tranquillo fiato;
    ora più che mai sembra delizioso morire,
    aver file sulla mezzanotte senza alcun dolore,
    mentre tu versi fuori la tua anima intorno
    in una tale estasi!
    ancora tu canteresti, ed io avrei orecchie invano
    al tuo alto requie divenuto una zolla.

    Tu non nascesti per la morte, immortale Uccello!
    le affannate generazioni non ti calpestano;
    la voce ch' io odo in questa fuggevole notte fu udita
    in antichi giorni dall' imperatore e dal villano:
    forse la stessa canzone che trovò un sentiero
    per il triste cuore di Ruth, quando, piena di nostalgia
    ella stette in lagrime tra il grano straniero;
    la stessa che spesse volte ha
    affascinato magiche finestre, aperte sulla schiuma
    di perigliosi mari, in fatate terre abbandonate.

    Abbandonate! la parola stessa è come una campana
    che rintocchi per ritrarmi da te alla mia solitudine!
    Addio! la fantasia non può frodare così bene
    com'ella ha fama di fare, ingannevole silfo.
    Addio! addio! la tua lamentosa antifona svanisce
    oltre i prati vicini, sopra la silenziosa corrente,
    su per il fianco del colle; ed ora è sepolta profonda
    nelle prossime radure della valle:
    fu una visione, o un sogno ad occhi aperti?
    fuggita è quella musica: son io desto o dormo?

    John Keats

    traduzione di Raffaello Piccoli

    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  11. #11
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    Smile Sillabe

    Del tuo passaggio quello ch’è rimasto
    poco alla volta lo livella il tempo

    come un ciottolo il fiume.
    Soltanto del tuo nome sono ormai sicuro.
    Lo dico sempre al mare e lo ripeto
    e chissà mai che una notte,
    quando ci soffocano il reticolato e la pietra,
    mi serva da parola di salvezza
    e scopra all’improvviso ch’è svanito anch’esso.

    Titos Patrikios


    " Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica..."
    M.Medeiros

  12. #12
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    Le violette

    Anche quest’anno andrai per violette lungo le prode, nel febbraio acerbo. quelle pallide, sai: che han tanto freddo, ma spuntano lo stesso, appena sciolte l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio ti dicono:”Domani è primavera.” Ogni anno ti confidi al tuo tremante cuore:”è finita”, e pensi:”Non andrò per violette, non andrò mai più per violette – ché passò il mio tempo – lungo le prode, nel febbraio acerbo.” Invece (e donde ignori, e da qual bocca) una voce ti chiama alla campagna: e vai; e i piedi ti diventano ali, sì alta è la promessa ch’è nell’aria. E per amor dell’esil corolle quasi senza fragranza, ma beate d’esser le prime, avidamente schiacci con gli steli la zolla dentro le dita o sempre nuova, o non guarita mai dell’inquieto mal di giovinezza, a chi dunque darai le tue viole? a nessuno: a te stessa: o, forse, ad una fanciulla che ti passi, agile, accanto, e ti domandi dove tu l’hai colte: sola n’è degna, ella che fresca ride come il febbraio; e non si sa qual sia più felice, se ella, o primavera.

    Ada Negri

    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  13. #13
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    Il libro delle preghiere

    Per anni ho voluto scrivere un libro
    di preghiere
    Come mai? Perché ho imparato
    che il solido è appeso al nulla
    Perché ho scoperto che la frase è una sorta di petizione
    e perché ho scoperto che in tutto ciò che ho detto
    in tutto ciò che ho detto ho solamente detto grazie
    così, a poco a poco,
    ho realmente scritto quel libro
    e oggi pesa mezzo quintale
    e presto festeggerà il cinquantaquattresimo compleanno
    e ieri gli ho comprato le scarpe.

    Aharon Shabtai
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  14. #14
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    Io temo tanto la parola degli uomini.
    Dicono tutto sempre cosi’ chiaro:
    questo si chiama cane e quello casa,
    e qui è l’inizio e là la fine.


    E mi spaventa il mondo, lo schernire per gioco,
    mi spaventa che sappiano tutto ciò che fu e sarà;
    non c’è montagna che li meravigli;
    le loro terre e giardini confinano con dio.


    Vorrei ammonirli, fermarli: state lontani.
    A me piace sentire le cose cantare.
    Voi le toccate. Diventano rigide e mute.
    Voi mi uccidete le cose.


    Rainer Maria Rilke
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  15. #15
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    Se solo si potesse vivere tra parentesi
    si potrebbe prendere chi vuoi dentro con te,
    e il resto del mondo aspetterebbe fuori
    a guardare educatamente dall’altra parte.
    Se si sbucasse fuori dalla parentesi,
    la vita continuerebbe come prima.
    Non ci sarebbero conseguenze
    e per una volta i muri si troverebbero dove vuoi tu.
    Se solo fosse possibile.
    Ma le parentesi esistono solo nei libri.
    E il mondo gira di conseguenza.


    A. Fienberg
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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