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Discussione: Michael Connelly - La memoria del topo

          
  1. #1
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Michael Connelly - La memoria del topo

    Con tutti gli estimatori che si ritrova scopro solo oggi che, a distanza di quasi un anno dalla nascita di Scompaginando, questo autore non ha ancora un suo thread.
    E per mantenere fede alla mia mania per l'ordine lo apro con la recensione del suo primo romanzo con protagonista il detective Harry Bosch, "La memoria del topo"

    Questo romanzo, ambientato a circa metà degli anni '90, segna la nascita del personaggio più famoso scaturito dalla penna di Michael Connelly: il detective Hieronymus "Harry" Bosch del dipartimento di polizia di Los Angeles

    Nato senza padre, allevato dalla madre che si prostituiva per mantenerlo, resta orfano all'età di undici anni a causa della morte della madre (uccisa in un vicolo dei bassifondi di L.A.) e si ritrova sballottato fra orfanotrofi e famiglie affidatarie che non lo hanno mai voluto per cui, appena raggiunge la maggiore età, fugge da un'adolescenza tormentata arruolandosi nell’esercito. Congedatosi dopo avere servito nella guerra in Vietnam entra in polizia nel 1972 e dopo cinque anni diventa detective.
    Questa storia personale ci restituisce un personaggio tormentato e complesso, tanto determinato e tenace sul lavoro, che considera alla stregua di una missione, quanto caotico e inaffidabile nelle proprie vicende personali (e in quelle sentimentali in particolare). Di certo fatica molto ad avere dei normali rapporti interpersonali cosa che spesso lo porta a vivere dei periodi di profonda solitudine a cui alterna passioni brucianti sovente accompagnate da storie di sesso tanto intense quanto effimere.
    Nelle descrizioni che ne fa Connelly nei vari romanzi che lo vedono protagonista, Bosch è un 40enne piuttosto atletico, di statura media con occhi e capelli castani (questi ultimi ricci) e baffi.
    Per dare un'idea del suo aspetto in generale Connelly fa dire a una sua collega “Sembri House” con riferimento al celebre dottor Gregory House interpretato dall'attore Hugh Laurie
    Decisamente un personaggio intrigante che si può indifferentemente amare o odiare ma che difficilmente risulterà indifferente a qualcuno.


    Il titolo “La memoria del topo” richiama l’esperienza di Bosch nella guerra in Vietnam dove faceva parte di un reparto speciale la cui missione era quella di esplorare e “bonificare” i tunnel sotterranei che i Vietcong usavano come rifugi e basi militari e i cui membri erano, appunto, chiamati “topi delle gallerie”.
    E un “topo” come lui è anche il cadavere che viene ritrovato in un canale di scolo al quale verrà rapidamente affibbiata l’etichetta di “morte per overdose di un tossicodipendente” alla quale Bosch non crederà, dimostrando fin da subito la sua capacità di scavare a fondo alla ricerca della verità a dispetto di tutto e tutti e che nasconde un disegno criminale molto più grande e pericoloso al punto da coinvolgere le alte sfere del dipartimento di L.A. e, infine, anche l’F.B.I.
    Ma, al di là della storia in sé, che è comunque un’ottima detective-story, questo romanzo è soprattutto una sorta di apertura del sipario su un personaggio e il suo mondo, infatti già qui, Bosch avrà a che fare con persone che ritroverà in futuro o che si riagganceranno al suo oscuro passato con il quale farà più volte i conti nei romanzi seguenti.
    Dato il suo passato di giornalista e reporter Connelly ha una prosa molto efficace che mescola alla perfezione la classica concretezza made in U.S.A. con la capacità di raccontare non solo i fatti ma anche di rappresentare al meglio le emozioni dei protagonisti. Di fatto uno stile eccellente che tiene sempre desta l'attenzione (anche grazie alla capacità di dosare con sapienza i colpi di scena e i momenti di pura “action” pur non tralasciando gli aspetti più psicologici ed emozionali delle storie che racconta.



    Mano a mano che si prosegue con la lettura dei romanzi di Connelly aumenta esponenzialmente l'affezione nei confronti di Bosch e il rischio che, a mio parere, si corre è quello di volerseli leggere tutti in un fiato.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  2. #2
    Senior Member L'avatar di pippy
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    So quanto e' bravo Connelly ma purtroppo ho letto solo "la ragazza di polvere".
    Prima o poi leggero' altro per apprezzarlo meglio.
    ciao
    Pippy

  3. #3
    Senior Member L'avatar di Cecilia (Teresa)
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    Grazie Mauro, del tuo contributo..credo di non aver letto ancora nulla di lui..tendo a "scartare" gli scrittori...seriali
    Ma seguirò il thread, magari cambio idea

    Ciao!
    Cecilia

  4. #4
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Recensione ampliata.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

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