C'era una bella discussione sull'ultimo lavoro di Perissinotto nella no-man's land di prima e allora anche senza volerla ripristinare tutta rimetto in circolo la mia recensione su "Semina il vento"


Le origini dell'odio e l'odio per le origini, potrebbe essere questo il sottotitolo di un libro in cui la tormentata storia d'amore dei due protagonisti (paragonati un po' troppo audacemente a Romeo e Giulietta) è solo uno dei molteplici aspetti che caratterizza il più vasto (e irrisolto) problema delle società moderne ovvero la realizzazione di un reale multiculturalismo che non può essere che la logica conseguenza di una società multirazziale.
E la storia dei due protagonisti altro non è che una parabola che nasce a un passo dalla perfezione per correre attraverso un percorso a ostacoli disseminato di pregiudizi, diffidenze e luoghi comuni, verso un sorprendente finale tanto distruttivo quanto spiazzante ma, purtroppo, del tutto verosimile.
Il voto è più basso di quanto avrei voluto dargli perché, secondo me, l'argomento delle differenti radici che creano barriere fra le persone, avrebbe meritato una trattazione non necessariamente accademica, ma sicuramente più estesa, compresa anche una migliore descrizione di certe realtà metropolitane che nel libro vengono solo marginalmente lambite.