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Discussione: Poesie... in viaggio

          
  1. #31
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    In Hamburg lebten zwei Ameisen,
    Die wollten nach Australien reisen.
    Bei Altona auf der Chaussee,
    Da taten ihnen die Beinchen weh,
    Und da verzichteten sie weise
    Dann auf den letzten Teil der Reise.

    Joachim Ringelnatz (1883 - 1934)
    (Nome di penna di Hans Bötticher)
    Ad Amburgo vivevan due formiche
    Che vollero partire per l’Australia.
    Giungendo alla stazione di Altona
    Sentirono dolore alle zampette.
    Rinunciarono quindi saggiamente
    All’ultimo tratto del loro viaggio.


    Trad: Rupert©2015
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  3. #32
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    VIAGGIARE!

    Viaggiare! Perdere paesi!
    Essere altro costantemente,
    non avere radici, per l'anima,
    da vivere soltanto di vedere!
    Neanche a me appartenere!
    Andare avanti, andare dietro
    l'assenza di avere un fine,
    e l'ansia di conseguirlo!
    Viaggiare così è viaggio.
    Ma lo faccio e non ho di mio
    più del sogno del passaggio.
    Il resto è solo terra e cielo.

    Fernando Pessoa

    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  5. #33
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    Prima del viaggio si scrutano gli orari,
    le coincidenze, le soste, le pernottazioni
    e le prenotazioni (di camere con bagno
    o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
    si consultano
    le guide Hachette e quelle dei musei,
    si scambiano valute, si dividono
    franchi da escudos, rubli da copechi;
    prima del viaggio si informa
    qualche amico o parente, si controllano
    valigie e passaporti, si completa
    il corredo, si acquista un supplemento
    di lamette da barba, eventualmente
    si dà un’occhiata al testamento, pura
    scaramanzia perché i disastri aerei
    in percentuale sono nulla;
    prima
    del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che
    il saggio non si muova e che il piacere
    di ritornare costi uno sproposito.
    E poi si parte e tutto è OK e tutto
    è per il meglio e inutile.
    .

    E ora che ne sarà
    del mio viaggio?
    Troppo accuratamente l’ho studiato
    senza saperne nulla. Un imprevisto
    è la sola speranza. Ma mi dicono
    che è una stoltezza dirselo.


    Eugenio Montale
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  7. #34
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    Ulisse

    Nella mia giovinezza ho navigato
    lungo le coste dalmate. Isolotti
    a fior d'onda emergevano, ove raro
    un uccello sostava intento a prede,
    coperti d'alghe, scivolosi, al sole
    belli come smeraldi. Quando l'alta
    marea e la notte li annullava, vele
    sottovento sbandavano più al largo,
    per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
    è quella terra di nessuno. Il porto
    accende ad altri i suoi lumi; me al largo
    sospinge ancora il non domato spirito,
    e della vita il doloroso amore.

    Umberto Saba
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  9. #35
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    L'invitation au voyage L’invito al viaggio
    Mon enfant, ma soeur,
    Songe à la douceur
    D'aller là-bas vivre ensemble !
    Aimer à loisir,
    Aimer et mourir
    Au pays qui te ressemble !
    Les soleils mouillés
    De ces ciels brouillés
    Pour mon esprit ont les charmes
    Si mystérieux
    De tes traîtres yeux,
    Brillant à travers leurs larmes.

    Là, tout n'est qu'ordre et beauté,
    Luxe, calme et volupté.

    Des meubles luisants,
    Polis par les ans,
    Décoreraient notre chambre ;
    Les plus rares fleurs
    Mêlant leurs odeurs
    Aux vagues senteurs de l'ambre,
    Les riches plafonds,
    Les miroirs profonds,
    La splendeur orientale,
    Tout y parlerait
    À l'âme en secret
    Sa douce langue natale.

    Là, tout n'est qu'ordre et beauté,
    Luxe, calme et volupté.

    Vois sur ces canaux
    Dormir ces vaisseaux
    Dont l'humeur est vagabonde;
    C'est pour assouvir
    Ton moindre désir
    Qu'ils viennent du bout du monde.
    - Les soleils couchants
    Revêtent les champs,
    Les canaux, la ville entière,
    D'hyacinthe et d'or;
    Le monde s'endort
    Dans une chaude lumière.

    Là, tout n'est qu'ordre et beauté,
    Luxe, calme et volupté.

    Charles Baudelaire (1821-1867)
    Bimba mia, mia sorella
    pensa alla dolcezza
    d'andare a vivere insieme laggiù !
    Amare a bell'agio,
    amare e morire
    nel paese che ti somiglia
    I soli umidi
    di quei cieli torbidi
    hanno per il mio spirito gli incanti
    sì misteriosi
    dei tuoi occhi infidi
    che brillano attraverso le lacrime

    Tutto, laggiù, è ordine e beltà
    lusso, calma e voluttà.

    Mobili rilucenti,
    levigati dagli anni,
    ornerebbero la nostra stanza;
    i più rari fiori,
    che uniscono i loro odori
    ai vaghi profumi dell'ambra,
    i ricchi soffitti,
    gli specchi profondi,
    lo splendore orientale,
    tutto parlerebbe,
    segretamente all'anima
    la sua dolce lingua nativa.

    Tutto, laggiù, è ordine e beltà
    lusso, calma e voluttà.

    Guarda su quei canali
    dormir quei bastimenti
    dall'umore vagabondo;
    È per esaudire
    ogni tuo desiderio
    che giungono dai confini del mondo.
    I soli tramontanti
    rivestono i campi,
    i canali, l'intera città,
    di giacinto e d'oro;
    s'addormenta il mondo
    in una luce calma.

    Tutto, laggiù, è ordine e beltà
    lusso, calma e voluttà.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  11. #36
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    Addio,
    dimentica
    e perdona.
    E brucia le lettere,
    come un ponte.
    E che sia il tuo viaggio
    coraggioso,
    che sia dritto
    e semplice.
    E che ci sia nell’oscurità
    a brillare per te
    un filo di stelle argentato,
    che ci sia la speranza
    di scaldare le mani
    vicino al tuo fuoco.
    Che ci siano tormente,
    nevi, piogge
    e lo scoppiettio furioso della fiamma,
    e che tu abbia in futuro
    più fortuna di me.
    E che possa esserci una possente e splendida
    battaglia
    che risuona nel tuo petto.
    Sono felice
    per quelli che forse
    sono
    in viaggio con te.

    J.
    Brodskij

    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  13. #37
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    Au seul souci de voyager …
    Al sol pensiero di viaggiare …
    Au seul souci de voyager
    Outre une Inde splendide et trouble
    - Ce salut soit le messager
    Du temps, cap que ta poupe double
    Al sol pensiero di viaggiare
    oltre un’India splendida e cupa
    - questo saluto sia messaggere
    del tempo, capo che la tua poppa
    Comme sur quelque vergue bas
    Plongeante avec la caravelle
    Ecumait toujours en ébats
    Un oiseau d’annonce nouvelle
    doppia come sopra un pennone
    sprofondante con il vascello
    schiumava sempre in palpitazione
    di un nuovo annuncio un uccello
    Qui criait monotonement
    Sans que la barre ne varie
    Un inutile gisement
    che gridava in stanco lamento,
    la barra priva di spostamenti,
    da un inutile posizionamento
    Nuit, désespoir et pierrerie
    Par son chant reflété jusqu’au
    Sourire du pâle Vasco.
    notte, disperanza e diamanti
    col suo canto fin nel sorriso
    del pallido Vasco profuso.
    Stéphane Mallarmé (trad. Nino Muzzi)
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  15. #38
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    Sapete, a me l'idea del viaggio mette un po' paura. Non il viaggio vacanza, ma il viaggio puro, quello,che ti mette dentro l'ignoto, ti costringe a essere presente a te stesso sempre, ti scaraventa in mezzo agli altri, senza sapere chi nè come. Il viaggio mi fa paura perchè so che mi cambierà per sempre.

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  17. #39
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    Sapete a me l'idea del viaggio mette un po' paura. Non il viaggio vacanza, ma il viaggio puro, quello,che ti mette dentro l'ignoto, ti costringe a essere presente a te stesso sempre, ti scaraventa in mezzo agli altri, senza sapere chi nè come. Il viaggio mi fa paura perchè so che mi cambierà per sempre.
    Ma la sicurezza dell'immobilità può anche farsi prigione. Il dilemma tra immobilità e nomadismo, tra prigionia e dispersione è affrontato da Du Bellay in un bellissimo sonetto.



    Je hay plus que la mort un jeune casanier,
    Qui ne sort jamais hors, sinon aux jours de feste,
    Et craignant plus le jour qu’une sauvage beste,
    Se fait en sa maison luy mesmes prisonnier.

    Mais je ne puis aymer un vieillard voyager,
    Qui court deça dela, et jamais ne s’arreste
    Ains des pieds moins léger que léger de la teste,
    Ne séjourne jamais non plus qu’un messager.

    L’un sans se travailler en seureté demeure,
    L’autre, qui n’a repos jusques à tant qu’il meure,
    Traverse nuit et jour mille lieux dangereux :

    L’un passe riche et sot heureusement sa vie,
    L’autre, plus souffreteux qu’un pauvre qui mendie,
    S’acquiert en voyageant un sçavoir malheureux.

    J. Du BELLAY, (1522-1560), Les Regrets, Éd. de Cluny.





    Odio più della morte un giovane appartato,
    che mai non esce fuori, tranne i giorni di festa,
    e temendo la luce più che feroce bestia,
    da solo in casa sua se stesso ha imprigionato.


    Però non posso amare un vecchio viaggiatore,
    che corre qua e là, e che giammai non resta,
    meno lieve di piedi, che leggero di testa,
    e non si ferma mai tal quale un messaggero.

    L’uno in sicurezza senza rischio dimora,
    l’altro, che non riposa fintanto che non muoia,
    notte e giorno traversa pericolosi siti:

    l’uno, ricco e insipiente passa bene la vita,
    l’altro, più sofferente d’un povero mendico,
    si procura viaggiando un sapere infelice.


    Traduzione di Paola Magi,
    I rimpianti, Edizioni Archivio Dedalus, Milano, 2014.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  19. #40
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    Un po' bianco e nero questa poesia.
    Ci sono tanti modi di restare, così come ce ne sono tanti di viaggiare.
    a dirti la verità non mi riconosco in nessuno dei due.
    Il secondo mi appare come un viaggiatore compulsivo, sempre alla ricerca e mai soddisfatto.
    il primo ingannato dalle false certezze.

    io mi vedo come un viaggiatore che ad ogni viaggio impara un sapere, ma non infelice, un sapere buono. Un viaggiatore che sa anche tornare, perché anche restare è un viaggio.

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    Un po' bianco e nero questa poesia.
    Ci sono tanti modi di restare, così come ce ne sono tanti di viaggiare.
    a dirti la verità non mi riconosco in nessuno dei due.
    Il secondo mi appare come un viaggiatore compulsivo, sempre alla ricerca e mai soddisfatto.
    il primo ingannato dalle false certezze.

    io mi vedo come un viaggiatore che ad ogni viaggio impara un sapere, ma non infelice, un sapere buono. Un viaggiatore che sa anche tornare, perché anche restare è un viaggio.
    Io trovo che sia bello viaggiare e scoprire posti e culture nuove. Se hai un luogo a cui tornare e che senti come "casa tua". Un po' come l'Ulisse dello stesso Du Bellay.


    Heureux qui, comme Ulysse, a fait un beau voyage,
    Ou comme cestuy là qui conquit la toison,
    Et puis est retourné, plein d’usage et raison,
    Vivre entre ses parents le reste de son aage !

    Quand reverray-je, helas, de mon petit village
    Fumer la cheminee, et en quelle saison
    Reverray-je le clos de ma pauvre maison,
    Qui m’est une province, et beaucoup d’avantage ?

    Plus me plaist le sejour qu’ont basty mes ayeux,
    Que des palais Romains le front audacieux ;
    Plus que le marbre dur me plaist l’ardoise fine,

    Plus mon Loyre Gaulois, que le Tibre Latin,
    Plus mon petit Lyré, que le mont Palatin,
    Et plus que l’air marin la douceur Angevine.


    J. Du BELLAY, Les Regrets, XXXI.


    (Mi dispiace, ma non ho trovato una traduzione dignitosa in rete. Quando e se trovo un po' di tempo provo a farne una casereccia).
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  23. #42
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    Quello che mi frena è non conoscere le lingue.
    A volte mi è capitato quando viaggiavo di sentirmi così impotente. Non capire quello che ti dicono è davvero frustrante.
    certo un po' ci si arrangia ma è limitante.

    Rupert, tu conosci il tedesco il francese l'inglese e magari un po' di spagnolo...

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  25. #43
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    Io trovo che sia bello viaggiare e scoprire posti e culture nuove. Se hai un luogo a cui tornare e che senti come "casa tua". Un po' come l'Ulisse dello stesso Du Bellay.


    Heureux qui, comme Ulysse, a fait un beau voyage,
    Ou comme cestuy là qui conquit la toison,
    Et puis est retourné, plein d’usage et raison,
    Vivre entre ses parents le reste de son aage !

    Quand reverray-je, helas, de mon petit village
    Fumer la cheminee, et en quelle saison
    Reverray-je le clos de ma pauvre maison,
    Qui m’est une province, et beaucoup d’avantage ?

    Plus me plaist le sejour qu’ont basty mes ayeux,
    Que des palais Romains le front audacieux ;
    Plus que le marbre dur me plaist l’ardoise fine,

    Plus mon Loyre Gaulois, que le Tibre Latin,
    Plus mon petit Lyré, que le mont Palatin,
    Et plus que l’air marin la douceur Angevine.


    J. Du BELLAY, Les Regrets, XXXI.


    (Mi dispiace, ma non ho trovato una traduzione dignitosa in rete. Quando e se trovo un po' di tempo provo a farne una casereccia).
    Ho finalmente trovato una traduzione gentilmente postata in un blog. Non bellissima, ma almeo chiarisce il senso letterale del testo. Eccola:



    Felice chi, come Ulisse, ha fatto un bel viaggio,
    O come quello che conquistò il Vello,
    Poi è tornato, pieno di giudizio e ragione,
    Vivere tra i suoi il resto della sua vita!


    Quando rivedrò ahimè, del mio paesino
    Fumare il comignolo, e in quale stagione
    Rivedrò il recinto della mia casetta,
    Che è per me una provincia e molto di più?


    Di più mi piace il posto che hanno costruito i miei avi,
    Che non dei palazzi romani la fronte audace,
    Più del marmo duro mi piace l’ardesia fine:


    Più la mia Loira gallica del Tevere latino,
    Più il mio piccolo Liré del monte Palatino,
    E più dell’aria marina la mitezza angioina.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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    Grazie mille Daniela. Non mi ricordavo più di questa precedente discussione sullo stesso tema. Ho unito la vecchia e la nuova discussione in una sola.

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