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Discussione: Wislawa Szymborska

          
  1. #1
    Senior Member L'avatar di Andrea
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    Wislawa Szymborska

    1 febbraio 2012, giorno triste per la poesia: è morta Wislawa Szymborska, premio nobel e mia poetessa preferita


    Sulla morte, senza esagerare


    Non s'intende di scherzi,
    stelle, ponti,
    tessitura, miniere, lavoro dei campi,
    costruzione di navi e cottura di dolci.
    Quando conversiamo del domani
    intromette la sua ultima parola
    a sproposito.
    Non sa fare neppure ciò
    che attiene al suo mestiere:
    né scavare una fossa,
    né mettere insieme una bara,
    né rassettare il disordine che lascia.
    Occupata a uccidere,
    lo fa in modo maldestro,
    senza metodo né abilità.
    Come se con ognuno di noi stesse imparando.
    Vada per i trionfi,
    ma quante disfatte,
    colpi a vuoto
    e tentativi ripetuti da capo!
    A volte le manca la forza
    di far cadere una mosca in volo.
    Più di un bruco
    la batte in velocità.
    Tutti quei bulbi, baccelli,
    antenne, pinne, trachee,
    piumaggi nuziali e pelame invernale
    testimoniano i ritardi
    del suo svogliato lavoro.
    La cattiva volontà non basta
    e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
    è, almeno fin ora, insufficiente.
    I cuori battono nelle uova. Crescono gli scheletri dei neonati.
    Dai semi spuntano le prime due foglioline,
    e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.
    Chi ne afferma l'onnipotenza
    è lui stesso la prova vivente
    che essa onnipotente non è.
    Non c'è vita
    che almeno per un attimo
    non sia immortale.
    La morte
    è sempre in ritardo di quell'attimo.
    Invano scuote la maniglia
    d'una porta invisibile.
    A nessuno può sottrarre
    il tempo raggiunto.

    Wislawa Szymborska
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  2. #2
    Senior Member L'avatar di Andrea
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    Possibilità

    Preferisco il cinema.

    Preferisco i gatti.
    Preferisco le querce sul fiume Warta.
    Preferisco Dickens a Dostoevskij.
    Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l'umanità.
    Preferisco avere sottomano ago e filo.
    Preferisco il colore verde.
    Preferisco non affermare che l'intelletto ha la colpa di tutto.
    Preferisco le eccezioni.
    Preferisco uscire prima.
    Preferisco parlar d'altro coi medici.
    Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
    Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne.
    Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno.
    Preferisco i moralisti che non promettono nulla.
    Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
    Preferisco la terra in borghese.
    Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
    Preferisco avere delle riserve.
    Preferisco l'inferno del caos all'inferno dell'ordine.
    Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.
    Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.
    Preferisco i cani con la coda non tagliata.
    Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri.
    Preferisco i cassetti.
    Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
    a molte pure qui non menzionate.
    Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra.
    Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
    Preferisco toccar ferro.
    Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
    Preferisco considerare persino la possibilità
    che l'essere abbia una sua ragione.




    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  3. #3
    Senior Member L'avatar di Andrea
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    Nell’ora infausta si deve mantenere la testa alta!
    La sorte per un sol attimo veloce
    E’ appesa a un filo che appare voce,
    quanto basta perche’ riprenda fiato
    e si arrampichi in alto come un eco,
    dove la vox umana torna cristallo
    e suona come un volare di luce...
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  4. #4
    Senior Member L'avatar di Andrea
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    Ritratto di donna

    Deve essere a scelta.
    Cambiare, purché niente cambi.
    È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
    Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
    neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
    Dorme con lui come la prima venuta, l'unica al mondo.

    Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
    Ingenua, ma ottima consigliera.
    Debole, ma sosterrà.
    Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
    Legge Jaspers e le riviste femminili.
    Non sa a che serva questa vite, e costruirà un ponte.
    Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.

    Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
    soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
    una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.

    Dove è che corre, non sarà stanca?
    Ma no, solo un poco, molto, non importa.
    O lo ama o si è intestardita.
    Nel bene, nel male, e per l'amor del cielo!
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  5. #5
    Master Member L'avatar di Claire
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    Arrivederci poetessa del mio cuore.

    In questa tua poesia ritrovo un mio ricordo: una foto di scuola elementare. Mi vedo in mezzo alle altre, con il collettino bianco e fiocco azzurro e lunghe trecce.In mezzo alle altre... eccomi lì.. quella che sono e insieme alle altre....
    "Ci siete tutte? -Sì, signore, tutte!"
    ASSENZA


    C’è mancato poco
    che mia madre sposasse
    il signor Zbigniew B. di Zduńska Wola.
    E se mai fosse nata una figlia – non sarei stata io.
    Forse una dotata di più memoria per volti e nomi,
    e melodie udite una volta soltanto.
    Infallibile nel riconoscere ogni uccello.
    Con voti eccellenti in chimica e fisica,
    e più scarsi in polacco,
    ma che di nascosto avrebbe scritto poesie
    subito molto più interessanti delle mie.

    C'è mancato poco
    che mio padre intanto sposasse
    la signorina Jadwiga R. di Zakopane.
    E se mai fosse nata una figlia – non sarei stata io.
    Forse una più ostinata nell'averla vinta.
    Una che salterebbe senza paura nell’acqua fonda.
    Propensa a subire le emozioni della folla.
    Vista di continuo in più luoghi contemporaneamente,
    ma di rado su un libro, molto spesso in cortile
    a giocare a pallone insieme ai ragazzini.

    Forse si sarebbero perfino incontrate
    nella stessa scuola e nella stessa classe.

    Ma senza fare coppia,
    nessuna parentela,
    e nella foto di gruppo ben distanti.

    Ragazzine, mettetevi qui
    – avrebbe detto il fotografo –
    quelle più basse davanti, quelle più alte dietro.
    E al mio segnale fate un bel sorriso.
    Ma prima contatevi,
    ci siete tutte?

    – Sì, signore, tutte.

    Wislawa Szymborska




    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  6. #6
    Master Member L'avatar di Claire
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    Il suo Epitaffio


    Qui giace come virgola antiquata
    l’autrice di qualche poesia.
    La terra l’ha degnata
    dell’eterno riposo,
    sebbene la defunta
    dai gruppi letterari stesse ben distante.

    Wislawa Szymborska
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  7. #7
    Master Member L'avatar di Claire
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    Il cielo


    Da qui bisogna cominciare: il cielo.

    Finestra senza davanzale, telaio, vetri.

    Un'apertura e nulla più,

    ma spalancata.

    Non devo attendere una notte serena,

    né alzare la testa,

    per osservare il cielo.

    L'ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.

    Il cielo mi avvolge ermeticamente

    e mi solleva da sotto.


    Persino le montagne più alte

    non sono più vicine al cielo

    delle valli più profonde.

    In nessun luogo ce n'è più

    che in un altro.

    La nuvola è schiacciata dal cielo

    inesorabilmente come la tomba.

    La talpa è al settimo cielo

    come il gufo che scuote le ali.

    La cosa che cade in un abisso

    cade da cielo a cielo.


    Friabili, fluenti, rocciose,

    infuocate ed eteree,

    distese di cielo, briciole di cielo,

    folate e cataste di cielo.

    Il cielo è onnipresente

    Perfino nel buio sotto la pelle.


    Mangio il cielo, evacuo il cielo.

    Sono una trappola in una trappola,

    un abitante abitato,

    un abbraccio abbracciato,

    una domanda in risposta ad una domanda.


    La divisione in cielo e terra

    non è il modo appropriato

    di pensare a questa totalità.

    Permette solo di sopravvivere

    a un indirizzo più esatto,

    più facile da trovare,

    se dovessero cercarmi.

    Miei segni particolari:

    incanto e disperazione.

    Wislawa Szymborska
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  8. #8
    Senior Member L'avatar di mancinerie
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    Ogni caso

    Poteva accadere.
    Doveva accadere.
    È accaduto prima. Dopo.
    Più vicino. Più lontano.
    È accaduto non a te.
    Ti sei salvato perché eri il primo.
    Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
    Perché da solo. Perché la gente.
    Perché a sinistra. Perché a destra.
    Perché la pioggia. Perché un’ombra.
    Perché splendeva il sole.
    Per fortuna là c’era un bosco.
    Per fortuna non c’erano alberi.
    Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave,
    un freno,
    un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
    Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
    In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
    Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
    a un passo, a un pelo
    da una coincidenza.
    Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
    La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
    Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
    Ascolta
    come mi batte forte il tuo cuore.

    Wislawa Szymborska
    C'è una piega in ogni cosa

  9. #9
    Senior Member L'avatar di Aleciccio
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    Ciao Wislawa, e grazie di tutto!
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  10. #10
    Master Member L'avatar di Rosy
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    Grande, grande, grande poetessa.
    Buon viaggio.
    Rosy
    " Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica..."
    M.Medeiros

  11. #11
    Master Member L'avatar di daniela
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    Il primo amore -

    Dicono
    che il primo amore sia il più importante.
    Ciò è molto romantico
    ma non è il mio caso.
    Qualcosa tra noi c'è stato e non c'è stato,
    è accaduto e si è perduto.
    Non mi tremano le mani
    quando mi imbatto in piccoli ricordi
    e in un rotolo di lettere legate con lo spago
    nemmeno con un nastrino.
    Il nostro unico incontro dopo anni,
    la conversazione di due sedie
    intorno a un freddo tavolino.
    Atri amori
    ancora respirano profondamente in me.
    A questo manca il fiato per sospirare.
    Eppure proprio così com'è,
    è capace di ciò di cui quelli
    non sono ancora capaci:
    non ricordato,
    neppure sognato,
    mi familiarizza con la morte.

    Wislawa Szymborska
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  12. #12
    Master Member L'avatar di daniela
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    Le tre parole più strane -

    Quando pronuncio la parola futuro,
    la prima sillaba già va nel passato.

    Quando pronuncio la parola silenzio,
    lo distruggo.

    Quando pronuncio la parola niente,
    creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.

    Wislawa Szymborska
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  13. #13
    Master Member L'avatar di daniela
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    Fotografia dell’11 settembre

    Sono saltati giù dai piani in fiamme -
    uno, due, ancora qualcuno
    sopra, sotto.

    La fotografia li ha fissati vivi,
    e ora li conserva
    sopra la terra verso la terra.

    Ognuno è ancora un tutto
    con il proprio viso
    e il sangue ben nascosto.

    C’è abbastanza tempo
    perchè’ si scompiglino i capelli
    e dalle tasche cadano
    gli spiccioli, le chiavi.

    Restano ancora nella sfera dell’aria,
    nell’ambito di luoghi
    che si sono appena aperti.

    Solo due cose posso fare per loro
    descrivere quel volo
    senza aggiungere l’ultima frase.

    Wislawa Szymborska
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  14. #14
    Master Member L'avatar di daniela
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    La breve vita dei nostri antenati

    Non arrivavano in molti fino a trent'anni.
    La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre.
    L'infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo.
    Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere
    prima che tramontasse il sole,
    prima che cadesse la neve.
    Le genitrici tredicenni,
    i cercatori quattrenni di nidi fra i giunchi,
    i capicaccia ventenni -
    un attimo prima non c'erano, già non ci sono più.
    i capi dell'infinito si univano in fretta.
    Le fattucchiere biascicavano esorcismi
    con ancora tutti i denti della giovinezza.
    Il figlio si faceva uomo sotto gli occhi del padre.
    Il nipote nasceva sotto l'occhiaia del nonno.
    E del resto non si contavano gli anni.
    Contavano reti, pentole, capanni, asce.
    Il tempo, così prodigo con una qualsiasi stella del cielo,
    tendeva loro la mano quasi vuota,
    e la ritraeva in fretta, come dispiaciuto.
    Ancora un passo, ancora due
    lungo il fiume scintillante,
    che dall'oscurità nasce e nell'oscurità scompare.
    Non c'era un attimo da perdere,
    domande da rinviare e illuminazioni tardive,
    se non le si erano avute per tempo.
    La saggezza non poteva aspettare i capelli bianchi.
    Doveva vedere con chiarezza, prima che fosse chiaro,
    e udire ogni voce, prima che risonasse.
    Il bene e il male -
    ne sapevano poco, ma tutto:
    quando il male trionfa, il bene si cela;
    quando il bene si mostra, il male attende nascosto.
    Nessuno dei due si può vincere
    o allontanare a una distanza definitiva.
    Ecco il perché d'una gioia sempre tinta di terrore,
    d'una disperazione mai disgiunta da tacita speranza.
    La vita, per quanto lunga, sarà sempre breve.
    Troppo breve per aggiungere qualcosa.

    Wislawa Szymborska
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  15. #15
    Master Member L'avatar di daniela
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    La gioia di scrivere

    Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?

    Ad abbeverarsi a un'acqua scritta
    che riflette il suo musetto come carta carbone?
    Perché alza la testa, sente forse qualcosa?
    Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,

    da sotto le mie dita rizza le orecchie.
    Silenzio - anche questa parola fruscia sulla carta
    e scosta
    i rami causati dalla parola «bosco».

    Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
    lettere che possono mettersi male,
    un assedio di frasi
    che non lasceranno scampo.

    In una goccia d'inchiostro c'e una buona scorta
    di cacciatori con l'occhio al mirino,
    pronti a correr giú per la ripida penna,
    a circondare la cerva, a puntare.

    Dimenticano che la vita non è qui.
    Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
    Un batter d'occhio durerà quanto dico io,

    si lascerà dividere in piccole eternità
    piene di pallottole fermate in volo.
    Non una cosa avverrà qui se non voglio.
    Senza il mio assenso non cadrà foglia,
    né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

    C'è dunque un mondo
    di cui reggo le sorti indipendenti?
    Un tempo che lego con catene di segni?
    Un esistere a mio comando incessante?

    La gioia di scrivere.
    Il potere di perpetuare.
    La vendetta d'una mano mortale.

    Wislawa Szymborska
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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