Thanks Thanks:  4
Likes Likes:  16
Pagina 7 di 7 primaprima ... 567
Visualizzazione dei risultati da 91 a 103 su 103

Discussione: La poesia del ricordo

          
  1. #91
    Master Member L'avatar di daniela
    Registrato dal
    Oct 2011
    residenza
    Brescia
    Messaggi
    3,806
    Post Thanks / Like
    Il primo pranzo senza mia sorella

    È orribile il primo pranzo senza la sorella
    che amavi, che ti amava,
    dalla quale vivevi da quando ti hanno bombardato la casa,
    con la quale hai diviso
    i quattrocento giorni più difficili della tua vita.

    È orribile quel suo posto vuoto a tavola.

    Il pranzo è la stessa brodaglia di ieri,
    ma non si tratta del pranzo.

    Si tratta di quel piatto in meno,
    di quel pezzo di pane in meno,
    di quel bicchiere d’acqua in meno.

    In realtà,
    si tratta di un Sarajlic in meno
    e del resto eravamo
    già in pochi.


    Izet Sarajlić
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  2. Likes Enribello liked this post
  3. #92
    Master Member L'avatar di daniela
    Registrato dal
    Oct 2011
    residenza
    Brescia
    Messaggi
    3,806
    Post Thanks / Like
    Confesso

    Neruda dice: “Confesso che ho vissuto.”

    Io confesso,
    che spesso nei versi morivo.

    Cercavo forse col verso
    di ingraziarmi
    la morte
    per farla venire, quando sarebbe venuta, prima della tua.

    Ahimè,
    è successo il contrario.

    Izet Sarajlić
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  4. Likes Enribello liked this post
  5. #93
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    IL VALORE DEL PASSATO

    C’è qualcosa di inesatto nei ricordi:
    una linea sfuocata fatta d’ombra,
    di errore agevolato.
    E se la vita
    è cifrata in qualcosa,
    è in questi ricordi
    un poco sbiaditi,
    forse modificati dal tempo
    con un’arte che implica la finzione, quindi non può
    essere vera la vita ricordata.
    Eppure
    a questo inganno dobbiamo ciò che infine
    sarà la vita certa, a questo inganno
    dobbiamo la vita stessa.

    FELIPE BENITEZ REYES



    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  6. Likes daniela liked this post
  7. #94
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    Il ricordo non mi lascia
    abbandonare il tuo viso
    bellissimo, e la tua bocca
    dove il mondo si spalanca
    come un calice profano.
    Se la memoria non fosse così
    ostinata, io ti avrei vinto.
    Invece il ricordo è un aspro
    nemico: è forte come è forte l’infelicità,
    come è forte l’amore. E ancora
    nelle mie mani
    la traccia delle tue si disegna
    con dolcezza caparbia,
    se per qualche istante il vino e la nostalgia
    mi fanno pensare a te.

    Josefa Parra


    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  8. Likes Estella liked this post
  9. #95
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    È sorto il giorno senza di lei.
    Si sposta appena.
    Ricorda.

    (I miei occhi, più dolci,
    la sognano.)

    Come è facile l’assenza!

    Sulle foglie del tempo
    la goccia del giorno
    scivola tremando.

    Jaime Sabines

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  10. Likes daniela liked this post
  11. #96
    Victorian lady L'avatar di Estella
    Registrato dal
    Dec 2016
    Messaggi
    850
    Post Thanks / Like
    Amore di lontananza

    Ricordo che, quand’ero nella casa
    della mia mamma, in mezzo alla pianura,
    avevo una finestra che guardava
    sui prati; in fondo, l’argine boscoso
    nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
    c’era una striscia scura di colline.
    Io allora non avevo visto il mare
    che una sol volta, ma ne conservavo
    un’aspra nostalgia da innamorata.
    Verso sera fissavo l’orizzonte;
    socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo
    i contorni e i colori tra le ciglia:
    e la striscia dei colli si spianava,
    tremula, azzurra: a me pareva il mare
    e mi piaceva più del mare vero.

    Antonia Pozzi - Milano, 24 aprile 1929
    La nostalgia mi ruba i colori della vita. (Cristina Campo)


  12. Likes daniela, DarkCoffee, Enribello liked this post
  13. #97
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    FINZIONI

    Dimmi che è solo un sogno
    o al massimo un altro racconto di Borges;
    che i sentieri che percorre l’amore
    sono labirinti che si biforcano
    e si perdono, si biforcano
    e si perdono, e che il tuo ricordo
    è solo un uccello che attraversa
    in volo
    gli incerti confini della poesia.
    Un altro universo
    tra le migliaia di universi possibili.
    Un’ultima,
    e dolce,
    e superba
    metafora dell’oblio.


    Illustrazione di Raal Olbinski
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  14. Likes Estella liked this post
  15. #98
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    Arrivano ad uno ad uno
    — chi in macchina extralusso
    e chi lentamente a piedi —
    i compagni per la cena di classe
    al ristorante sulla piazzetta.
    È un incontro evitato per anni.

    Riconoscibili e irriconoscibili
    mutati nel corpo e nei suoi danni
    e identici nel demone privato
    che ci agitava, ognuno, da ragazzi,
    ci annusiamo prima dei saluti
    come animali in campo aperto.
    Siamo quello che siamo.
    Non è piú possibile cambiare.

    Durante la serata
    c’è chi si accartoccia muto sullo sfondo
    chi chiede frettoloso d’andare
    e chi, verboso, estrae dalla manica
    il solito stlletto
    per farlo risplendere tra le tendine scure
    e i cristalli del tavolo.
    Si fa la classifica dei successi e delle sventure.
    Qualcuno mostra la foto dei figli già grandi
    qualcun’altro la foto di gruppo del ’75
    e fa il confronto tra ora ed allora
    o conta gli assenti e i dispersi.

    Che cosa proviamo ad incontrarci?
    Gioia no, forse dolore…
    Non è una sensazione sola.
    Un dolceamaro sapore
    ci corre giú nella gola

    Enrico Testa


    foto presa dal web e puramente indicativa
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  16. Likes daniela liked this post
  17. #99
    Master Member L'avatar di daniela
    Registrato dal
    Oct 2011
    residenza
    Brescia
    Messaggi
    3,806
    Post Thanks / Like
    Senza una data da ricordare

    Senza una data da ricordare
    né un luogo ben preciso da indicare
    ecco che arriva la dimenticanza.
    Silenziosa
    come un morto che galleggia sul fiume,
    lontana, ineluttabile
    come può essere solo il destino:
    come un’ampia zona buia,
    o una scultura perfetta,
    come una faccia senza lineamenti,
    senza sguardo. E’ così che arriva.
    Si crea una sera, all’improvviso,
    lasciandoci stupefatti,
    senza un’esclamazione, senza un grido.
    Ci rendiamo conto semplicemente che è nata.
    E ora mi chiedo:
    in quale istante, fra i molti istanti,
    in quale giorno, fra i molti giorni
    tu mi hai dimenticato?

    Eduardo Mitre
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  18. Likes Enribello liked this post
  19. #100
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    EAU DE PARFUM

    Dell’infanzia, l’odore
    del muschio nei fossi,
    del fango, delle more
    e l’estrema violenza di imparare.

    Del mare, l’ultima nota
    dell’ultima onda vista
    prima di tornare e convincerci
    che non arriveranno sirene.

    Della notte, le leggere sfumature
    di un profumo italiano
    ancora di moda.

    Del tuo corpo, l’aroma
    di un libro di avventure
    letto ancora una volta;
    ma anche di oleandri
    desolati in fiamme.

    Odora di vita bruciata.

    AURORA LUQUE

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  20. Likes Estella, daniela liked this post
  21. #101
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    Ti ho sognata
    Quando nuova sposa
    Uscirai per la città il mattino
    Sola e felice, nel sole d’autunno...
    Ti ho sognata
    Matura e stanca signora
    In una villetta agiata
    (Come il caro Laforgue diceva
    Nella sua giovinezza)
    Spalancare finestre,
    Godere del sole in vestaglia,
    Un po’ trasandata.
    Ma gli occhi erano quelli di una volta
    Piccoli e ridenti,
    Di quando eri una ragazza con il corto paltò rosso.

    Attilio Bertolucci




    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  22. Likes daniela liked this post
  23. #102
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    Mi chiedo che posso farmene di te
    adesso che sono passati tanti anni,
    sono caduti gli imperi,
    la piena ha travolto i giardini,
    si sono cancellate le foto
    e nei luoghi sacri dell’amore
    sorgono negozi e uffici
    (con nomi in inglese naturalmente).

    Mi chiedo che posso farmene di te
    e faccio una pseudopoesia
    che tu mai leggerai
    – o se la leggi,
    invece di una fitta di nostalgia,
    provocherà il tuo sorrisetto critico.



    JOSÉ EMILIO PACHECO


    (da Andrai e non tornerai, 1973 - Traduzione di Emilio Coco)


    Dipinto di Rob Gonsalves

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  24. Likes daniela, Estella liked this post
  25. #103
    Master Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    1,039
    Post Thanks / Like
    GIOTTO (PASTELLI)


    Le matitine erano dodici
    pari ai colori dei mesi
    portavano scritto il suo nome,
    chissà ancora
    per quanti secoli a venire.

    Per chi coniasse medaglie
    e fosse senza idee d'effigie,
    sulla scatola è raffigurato di profilo.

    Il resto: nelle sembianze di un pastorello
    che disegna a carboncino
    un agnellino che posa mansueto.

    Alle sue spalle la discreta figura di gentiluomo,
    quel Cimabue pittore, la cui fama,
    in seguito egli avrebbe velato.

    Da accorti discepoli di Giovanni Morelli,
    il Battista della semiologia pittorica,
    non ci pasceremo di alcun dipinto
    attribuito a Giotto
    senza prima raffrontarne il tratto
    all'originale ovino della scatolina.

    Valentino Zeichen


    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  26. Likes Estella liked this post

Tag per questa discussione

Segnalibri

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •