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Discussione: Città, villaggi, metropoli & Co.

          
  1. #1
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    Città, villaggi, metropoli & Co.

    Milano

    Corso Venezia rombava e cantava
    come un giovane fiume a primavera.
    Noi due, sperduti, s’andava s’andava,
    tra la folla ubriaca della sera.

    Ti guardavo nel viso a quando a quando:
    eri un aperto luminoso fiore.
    Poi ti prendevo la mano tremando:
    e mi pareva di prenderti il cuore.

    Diego Valeri
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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  3. #2
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    Autunno veneziano

    L'alito freddo e umido m'assale
    di Venezia autunnale,
    Adesso che l'estate,
    sudaticcia e sciroccosa,
    d'incanto se n'è andata,
    una rigida luna settembrina
    risplende, piena di funesti presagi,
    sulla città d'acque e di pietre
    che rivela il suo volto di medusa
    contagiosa e malefica.
    Morto è il silenzio dei canali fetidi,
    sotto la luna acquosa,
    in ciascuno dei quali
    par che dorma il cadavere d'Ofelia:
    tombe sparse di fiori
    marci e d'altre immondizie vegetali,
    dove passa sciacquando
    il fantasma del gondoliere.
    O notti veneziane,
    senza canto di galli,
    senza voci di fontane,
    tetre notti lagunari
    cui nessun tenero bisbiglio anima,
    case torve, gelose,
    a picco sui canali,
    dormenti senza respiro,
    io v'ho sul cuore adesso più che mai.
    Qui non i venti impetuosi e funebri
    del settembre montanino,
    non odor di vendemmia, non lavacri
    di piogge lacrimose,
    non fragore di foglie che cadono.
    Un ciuffo d'erba che ingiallisce e muore
    su un davanzale
    è tutto l'autunno veneziano.
    Così a Venezia le stagioni delirano.
    Pei suoi campi di marmo e i suoi canali
    non son che luci smarrite,
    luci che sognano la buona terra
    odorosa e fruttifera.
    Solo il naufragio invernale conviene
    a questa città che non vive,
    che non fiorisce,
    se non quale una nave in fondo al mare.

    Vincenzo Cardarelli - Milano, agosto 1943
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

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  5. #3
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    Rue d'Itaca

    Parigi, melograna che scoppi di bellezza
    sotto foglie brunite, le ardesie dei tuoi tetti.
    La bruma azzurra di settembre. Un passero
    cuce i suoi passi sulla vite del muro.

    Ogni nevrosi mi trasformi in luce,
    mare che vinci l'invincibile morte,
    Penelope che il drappo mai finisci.

    Bella maturità che non deludi,
    amore lungo che non mi tradisci.

    Maria Luisa Spaziani
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  7. #4
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    Grande Sila

    Interrotto da verdi canne d'organo
    la Calabria è un vasto pecorino.
    Il libeccio lo sbatte e rimpasta,
    e Pitagora medita e conta
    su un pallottoliere di pecore.

    Grano bruno, tesoro
    sempre colto in ritardo.
    Un perdifiato di orizzonti d'agavi,
    il fantoccio grottesco di un cactus,
    e un macilento rudere di torre
    con due gugliate di rondini nella cruna della bifora.

    Maria Luisa Spaziani
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  9. #5
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    Trieste
    (da Trieste e una donna, 1910-12)

    Ho attraversata tutta la città.
    Poi ho salita un'erta,
    popolosa in principio, in là deserta,
    chiusa da un muricciolo:
    un cantuccio in cui solo
    siedo; e mi pare che dove esso termina
    termini la città.

    Trieste ha una scontrosa
    grazia. Se piace,
    è come un ragazzaccio aspro e vorace,
    con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
    per regalare un fiore;
    come un amore
    con gelosia.
    Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
    scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
    o alla collina cui, sulla sassosa
    cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.

    Intorno
    circola ad ogni cosa
    un'aria strana, un'aria tormentosa,
    l'aria natia.
    La mia città che in ogni parte è viva,
    ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
    pensosa e schiva.

    Umberto Saba
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  11. #6
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    Milano, agosto 1943

    Invano cerchi tra la polvere,
    povera mano, la città è morta.
    È morta: s'è udito l'ultimo rombo
    sul cuore del Naviglio: E l'usignolo
    è caduto dall'antenna, alta sul convento,
    dove cantava prima del tramonto.
    Non scavate pozzi nei cortili:
    i vivi non hanno più sete.
    Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
    lasciateli nella terra delle loro case:
    la città è morta, è morta.

    Salvatore Quasimodo
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  13. #7
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    Milano

    Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio
    villeggiatura. Mi riposo in Piazza
    del Duomo. Invece di stelle
    ogni sera si accendono parole.
    Nulla riposa della vita come
    la vita.

    Umberto Saba
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  15. #8
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    Ore di Praga 1 L'alba Barocco

    A Praga mentre biancheggia l'alba
    la neve cade
    liquida
    plumbea.
    A Praga pian piano il barocco appare
    agitato, lontano,
    le dorature annerite
    di tristezza.
    Sul ponte Carlo quarto, le statue
    sono uccelli venuti
    da un pianeta morto.
    A Praga il primo tram ha lasciato il deposito,
    coi vetri illuminati, gialli, caldi.
    Ma io so
    che dentro ci fa un freddo glaciale
    il fiato
    del primo viaggiatore non l'ha scaldato
    ancora.

    A Praga Pepih beve il suo caffellatte
    nella cucina bianca, la tavola di legno è
    ben pulita.

    A Praga rnentre biancheggia l'alba
    la neve cade
    liquida
    plumbea.

    A Praga passa una vettura
    una carretta tirata da un solo cavallo
    davanti al cimitero ebreo.
    La carretta è carica di nostalgia
    d'un'altra città
    e il carrettiere sono io...
    A Praga pian piano il barocco appare
    agitato, lontano,
    le dorature annerite
    di tristezza.
    A Praga nel cimitero ebreo silenziosa,
    muta, la morte...
    Ah, mio amore, mio amore,
    l'esilio è peggio della morte...

    Nazim Hikmet
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  17. #9
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    Mar Caspio

    Il suo verde marezzato e il suo blu dolcissimo.
    Ho passato il mar Caspio in uno di questi giorni di seta.
    Davanti al nostro battello il mare stava
    spalancato come una porta senza battenti.
    La sua condizione innaturale mi ha colpito.
    Quale mare è chiuso come questo
    senza notizia mai degli altri mari?
    Quale mare è solitario come questo?

    Nazim Hikmet
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  19. #10
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    Pompei

    Quando fra duemila anni scaveranno questa terra
    troveranno i nostri corpi ormai diventati sasso
    nella stessa posizione in cui ci addormentiamo oggi
    tu girata di fianco
    io che ti stringo appoggiato alla tua schiena
    e non sapremo mai se il nostro bene
    è così grande da superare il tempo
    o se è stata l’abitudine dei gesti ripetuti
    a indurire l’amore
    fino a trasformarlo in pietra.

    Francesco Tomada
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  21. #11
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    Milano

    Ritorno alla tua assenza
    di ponti e di riflessi,
    di ampi spazi aperti,

    marini. Torno a quest'aria
    amara delle piazze.
    ai tuoi cortili stretti.

    Non mi hai insegnato
    a perdermi, ti devo
    i frutti più oscuri del cuore:

    un'asciuttezza
    che ancora non ho perso,
    l'odio per quanto è falso
    e la mia calma, questo mio pudore.

    Fabio Morabito
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  23. #12
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    Roma

    a Berta e Muzio

    L'Epifania è così mite qui
    come se già fosse aprile, ma le nuvole
    sono quelle dell'anno nuovo
    che inumidiscono gli occhi,
    a guardarle,
    perché così simili a quelle
    degli anni che non sono più.

    Si muovono lente,
    bianche o d'un grigio chiaro
    sul cielo celeste tramutantesi in azzurro
    volgendo l'ora al mezzogiorno
    che ci chiama alla Messa.

    Quando usciremo dall'incenso in fretta
    verso la casa che ride nell'alto
    sole dell'una, la città
    che non ci lascia ricordare neve e sole sulla neve e brina
    ci avrà abbracciati, dolce meretrice,
    ci avrà vinti per sempre.

    Attilio Bertolucci
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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  25. #13
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    Strade
    Della città moresca
    dietro le vecchie mura,
    io contemplo la sera silenziosa,
    solo con la mia ombra e la mia pena.
    Il fiume va scorrendo,
    tra giardini in penombra,
    e tra grigi oliveti,
    per le liete campagne di Baeza.
    Hanno le viti pampini dorati
    sopra i rossastri ceppi.
    Guadalquivir, come spada spezzata,
    e frantumata, risplende e lampeggia.
    Lontano, i monti avvolti
    nella nebbia dormono,
    nebbia d'autunno, materna; attenuano
    le rozze moli lo stato di pietra
    in questa mite sera di novembre,
    sera pietosa, languida di viola.
    Il vento ha agitato
    gli olmi appassiti della carreggiata,
    sollevando in rossicci mulinelli
    la polvere da terra.
    La luna sta salendo
    illividita, piena ed ansimante.
    Le candide stradine
    s'incrociano inseguendo
    lontano casolari nella valle
    e nella sierra sparsi.
    Strade tra i campi là...
    Ahi! più non posso passeggiar con lei!
    (da Campos de Castilla, 1912)
    Antonio Machado
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

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  27. #14
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    Itaca

    Quando ti metterai in viaggio per Itaca
    devi augurarti che la strada sia lunga,
    fertile in avventure e in esperienze.
    I Lestrigoni e i Ciclopi
    o la furia di Nettuno non temere,
    non sara` questo il genere di incontri
    se il pensiero resta alto e un sentimento
    fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
    In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
    ne' nell'irato Nettuno incapperai
    se non li porti dentro
    se l'anima non te li mette contro.

    Devi augurarti che la strada sia lunga.
    Che i mattini d'estate siano tanti
    quando nei porti - finalmente e con che gioia -
    toccherai terra tu per la prima volta:
    negli empori fenici indugia e acquista
    madreperle coralli ebano e ambre
    tutta merce fina, anche profumi
    penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
    va in molte citta` egizie
    impara una quantità di cose dai dotti.

    Sempre devi avere in mente Itaca -
    raggiungerla sia il pensiero costante.
    Soprattutto, non affrettare il viaggio;
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull'isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.

    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo
    sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

    E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
    gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

    Kostantin Kavafis
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  29. #15
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    Buenos Aires

    E la città, adesso, è come una mappa
    delle mie umiliazioni e fallimenti;
    da quella porta ho visto i tramonti
    e davanti a quel marmo ho aspettato invano.
    Qui l'incerto ieri e l'oggi diverso
    mi hanno offerto i comuni casi
    di ogni sorte umana; qui i miei passi
    ordiscono il loro incalcolabile labirinto.
    Qui la sera cenerognola aspetta
    il frutto che le deve il mattino;
    qui la mia ombra nella non meno vana
    ombra finale si perderà, leggera.
    Non ci unisce l'amore ma lo spavento;
    sarà per questo che l'amo tanto.

    J.L.Borges
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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