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Discussione: Lucio Dalla

          
  1. #1
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    Lucio Dalla

    Lucio Dalla è uno dei grandi cantautori italiani, la cui vena poetica è da assimilare a vera e propria letteratura assoluta. I suoi primi album sono stati concepiti assieme al poeta bolognese Roberto Roversi come questa canzone "Il motore del 2000" che fa parte dell'album "Automobili" del 1976:

    Il Motore Del 2000 :
    Il motore del 2000 sarà bello e lucente
    Sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato
    Avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina…
    Lo potrà respirare un bambino o una bambina.

    Ma seguendo le nostre cognizioni
    Nessuno ancora sa dire come sarà, cosa farà
    Nella realtà il ragazzo del 2000,
    questo perché nessuno lo sa.
    L'ipotesi è suggestiva, ed anche urgente,
    ma seguendo questa prospettiva,
    oggi ne sappiamo poco o niente.

    Noi sappiamo tutto del motore
    Questo lucente motore del futuro.
    Ma non riusciamo a disegnare il cuore
    Di quel giovane uomo del futuro.
    Non sappiamo niente del ragazzo
    Fermo sull'uscio ad aspettare
    Dentro a quel ghetto del 2000
    Non lo sappiamo immaginare…

  2. #2
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    "Ulisse coperto di sale" è invece contenuto in "Anidride solforosa" del 1975.
    Ulisse coperto di sale

    Vedo le stanze imbiancate
    tutte le finestre spalancate
    neve non c'è, il sole c'è,
    nebbia non c'è, il cielo c'è!

    Tutto scomparso, tutto cambiato
    mentre ritorno da un mio passato
    tutto è uguale, irreale
    sono Ulisse coperto di sale!

    E' vero la vita è sempre un lungo, lungo ritorno
    ascolta io non ho paura dei sentimenti
    e allora guarda, io sono qui,
    ho aperto adagio adagio con la chiave
    come un tempo
    ho lasciato la valigia sulla porta
    ho lasciato la valigia sulla porta.

    Ho guardato intorno prima di chiamare, chiamare
    non ho paura, ti dico
    che sono tornato per trovare, trovare
    come una volta
    dentro a questa casa
    la mia forza
    come Ulisse che torna dal mare
    come Ulisse che torna dal mare.

    Una mano di calce bianca
    sulle pareti della mia stanza
    cielo giallo di garbino,
    occhio caldo di bambino!

    Tiro il sole fin dentro la stanza
    carro di fuoco che corre sul cuore
    perchè ogni giorno è sabbia e furore
    e sempre uguali non sono le ore!

    Voglio dirti
    non rovesciare gli anni come un cassetto vuoto,
    ascolta
    anche i giovani non hanno paura di un amore
    e mai, mai, mai strappano dal cuore i sentimenti
    io ti guardo
    la tua forza è un'ombra di luce
    la tua forza è un'ombra di luce.

    La mano affondata nel vento del vento...
    aria calda, urlano quelle nostre ore
    strette in un pugno
    urlano come gli uccelli,
    i sassi si consumano, non si consuma la vita
    la giornata è uguale a una mano che è ferita
    io sono Ulisse al ritorno
    Ulisse coperto di sale!
    Ulisse al principio del giorno!

  3. #3
    Io L'avatar di dolores
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    A me piace moltissimo questa canzone di Dalla. Forse per il fascino che ha sempre avuto su di me la figura di Ulisse.

    Capitano che risolvi con l'astuzia ogni avventura,
    ti ricordi di un soldato che ogni volta ha più paura?
    Ma anche la paura in fondo mi dà sempre un gusto strano.
    Se ci fosse ancora mondo... Sono pronto! Dove andiamo?


    ITACA


    “Non ho bisogno di tempo per sapere come sei: conoscersi è luce improvvisa” (P. Salinas)

  4. #4
    Senior Member L'avatar di annaV
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    Ho avuto il piacere di conoscerlo in occasione dello spettacolo"Tosca amore disperato", è molto cordiale, gentile e disponibile, oltre ad essere un grandissimo artista

  5. #5
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    Veramente bellissima ma è un peccato non leggere il testo completo:

    Capitano che hai negli occhi
    il tuo nobile destino
    pensi mai al marinaio
    a cui manca pane e vino
    capitano che hai trovato
    principesse in ogni porto
    pensi mai al rematore
    che sua moglie crede morto
    itaca, itaca, itaca
    la mia casa ce l'ho solo la'

    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare
    dal mare, dal mare, dal mare

    capitano le tue colpe
    pago anch'io coi giorni miei
    mentre il mio piu' gran peccato
    fa sorridere gli dei
    e se muori e' un re che muore
    la tua casa avra' un erede
    quando io non torno a casa
    entran dentro fame e sete
    itaca, itaca, itaca
    la mia casa ce l'ho solo la'

    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare
    dal mare, dal mare, dal mare

    capitano che risolvi
    con l'astuzia ogni avventura
    ti ricordi di un soldato
    che ogni volta ha piu' paura
    ma anche la paura in fondo
    mi da' sempre un gusto strano
    se ci fosse ancora mondo
    sono pronto dove andiamo
    itaca, itaca, itaca
    la mia casa ce l'ho solo la'

    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare
    dal mare, dal mare, dal mare

    itaca itaca itaca
    la mia casa ce l'ho solo la'
    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare...

    Il testo mette in evidenza un tema sempre molto attuale, la responsabilità di chi comanda verso i sottoposti e le diverse traiettorie di vita.
    Se Ulisse è proteso verso "il folle volo" inseguendo "virtute e canoscenza", la ciurma più prosaicamente ma anche più umanamente cerca di tornare a casa per vedere la famiglia e per darle sostegno economico e morale:
    "itaca itaca itaca
    la mia casa ce l'ho solo la'
    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare... "

  6. #6
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    Com'è profondo il mare

    Siamo noi, siamo in tanti
    Ci nascondiamo di notte
    Per paura degli automobilisti
    Dei linotipisti
    Siamo i gatti neri
    Siamo i pessimisti
    Siamo i cattivi pensieri
    E non abbiamo da mangiare
    Com'è profondo il mare
    Com'è profondo il mare

    Babbo, che eri un gran cacciatore
    Di quaglie e di fagiani
    Caccia via queste mosche
    Che non mi fanno dormire
    Che mi fanno arrabbiare
    Com'è profondo il mare
    Com'è profondo il mare

    E' inutile
    Non c'è più lavoro
    Non c'è più decoro
    Dio o chi per lui
    Sta cercando di dividerci
    Di farci del male
    Di farci annegare
    Com'è profondo il mare
    Com'è profondo il mare

    Con la forza di un ricatto
    L'uomo diventò qualcuno
    Resuscitò anche i morti
    Spalancò prigioni
    Bloccò sei treni
    Con relativi vagoni
    Innalzò per un attimo il povero
    Ad un ruolo difficile da mantenere
    Poi lo lasciò cadere
    A piangere e a urlare
    Solo in mezzo al mare
    Com'è profondo il mare

    Poi da solo l'urlo
    Diventò un tamburo
    E il povero come un lampo
    Nel cielo sicuro
    Cominciò una guerra
    Per conquistare
    Quello scherzo di terra
    Che il suo grande cuore
    Doveva coltivare
    Com'è profondo il mare
    Com'è profondo il mare

    Ma la terra
    Gli fu portata via
    Compresa quella rimasta addosso
    Fu scaraventato
    In un palazzo,
    in un fosso
    Non ricordo bene
    Poi una storia di catene, bastonate
    E chirurgia sperimentale
    Com'è profondo il mare
    Com'è profondo il mare

    Intanto un mistico
    Forse un aviatore
    Inventò la commozione
    Che rimise d'accordo tutti
    I belli con i brutti
    Con qualche danno per i brutti
    Che si videro consegnare
    Un pezzo di specchio
    Così da potersi guardare
    Com'è profondo il mare
    Com'è profondo il mare

    Frattanto i pesci
    Dai quali discendiamo tutti
    Assistettero curiosi
    Al dramma collettivo
    Di questo mondo
    Che a loro indubbiamente
    Doveva sembrar cattivo
    E cominciarono a pensare
    Nel loro grande mare
    Com'è profondo il mare
    Nel loro grande mare
    Com'è profondo il mare

    E' chiaro
    Che il pensiero dà fastidio
    Anche se chi pensa
    E' muto come un pesce
    Anzi è un pesce
    E come pesce è difficile da bloccare
    Perchè lo protegge il mare
    Com'è profondo il mare

    Certo
    Chi comanda
    Non è disposto a fare distinzioni poetiche
    Il pensiero come l'oceano
    Non lo puoi bloccare
    Non lo puoi recintare
    Così stanno bruciando il mare
    Così stanno uccidendo il mare
    Così stanno umiliando il mare
    Così stanno piegando il mare


  7. #7
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  8. #8
    Master Member L'avatar di Sir Galahad
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    Profetica questa canzone di Dalla, Chomsky: già tanti anni fa leggeva negli eventi il progressivo contrarsi delle persone nella propria individualità.
    Di Lucio, ottimo cantante di estrazione jazzistica, vorrei ricordare Piazza Grande (canzone che piaceva tanto alla mia ragazza di allora, bellissima meridionale con gli occhi vispi ) :
    http://www.youtube.com/watch?v=1oN7jQg3H08

  9. #9
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    Dici bene Sir Galahad, è una canzone molto profonda ed evocativa di quegli anni tremendi in cui c'erano attentati e sparatorie quotidiane "Si esce poco la sera compreso quando è festa e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra" e dove il futuro faceva paura "vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare." In quegli anni tra il 78 e l'80 cominciò il cosiddetto riflusso, il ripiegarsi in se stessi e l'abbandono dell'impegno politico di gran parte dei giovani e delle persone sino ad allora vogliose di incidere nella struttura ingessata della società: "e si sta senza parlare per intere settimane, e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane. " Tempi davvero tremendi che per i corsi e ricorsi storici sembrano tornare e infatti mai come ora questa canzone sembra di stringente attualità: "E se quest'anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch'io.
    L'anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità."


    Inoltre "L'anno che verrà" è l'ultimo brano di un album, "Lucio Dalla" inciso nel 1979 che è un capolavoro assoluto, composto di canzoni entrate nella storia della musica leggera italiana come "L'ultima luna", "Stella di mare", "Milano", "Anna e Marco", "Tango" e "Cosa sarà"


  10. #10
    Master Member L'avatar di daniela
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    Tutte belle le canzoni di Dalla!

    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  11. #11
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Gli album "Lucio Dalla" del '79 e "Dalla" del 1980 sono stati per me le pietre miliari su cui ho costruito i miei gusti musicali.

    Queste sono le le canzoni storiche presenti.

    "Lucio Dalla"

    1. L'ultima luna
    2. Stella di mare
    3. La signora
    4. Milano
    5. Anna e Marco
    6. Tango
    7. Cosa sarà
    8. Notte
    9. L'anno che verrà

    "Dalla"

    1. Balla balla ballerino
    2. Il parco della luna
    3. La sera dei miracoli
    4. Mambo
    5. Meri Luis
    6. Cara
    7. Siamo dei
    8. Futura

    Canzoni come "Cosa sarà" o "Futura" le ho ascoltate centinaia di volte ma non mi stanco mai di immergermi nella loro poesia proiettata sul futuro.
    Però stamattina ho sentito un pezzo che è stato scritto da Roberto Roversi ma che solo Dalla poteva interpretare così bene.

    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  12. #12
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    Anch'io sono cresciuto avendo come colonna sonora della mia vita e "Cara" è una canzone che sento davvero mia, per i versi splendidi e perché mi ha avvolto molte volte come la coperta di Linus.

    Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
    dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
    vuoi andare a dormire.
    Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
    sposta la bottiglia e lasciami guardare
    se di tanti capelli, ci si può fidare.

    Conosco un posto nel mio cuore
    dove tira sempre il vento
    per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento

    non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
    Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
    e debbo stare attento a non cadere nel vino
    o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.........

    La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
    che non ti vede nessuno
    ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
    e cascare dentro un letto.....
    che pena...che nostalgia
    non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
    A..Almeno non ti avessi incontrato
    io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

    Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
    e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
    se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
    ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
    come se andare lontano fosse uguale a morire
    e non c'e' niente di strano ma non posso venire

    Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
    ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
    se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
    e la notte cominciava a gelare la mia pelle
    una notte madre che cercava di contare le sue stelle
    io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

    La notte sta morendo
    ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
    ma per uno come me l' ho gia detto
    che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

    Lontano si ferma un treno
    ma che bella mattina, il cielo e' sereno
    Buonanotte, anima mia
    adesso spengo la luce e così sia


  13. #13
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  14. #14
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  15. #15
    Administrator L'avatar di Mauro
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    E' scomparso oggi

    Faccio fatica a pensarlo al tempo passato, per me era una di quelle icone che rimangono sempre uguali, fissate in quel tempo meraviglioso che ci hanno regalato.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

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