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Discussione: La persona dopo di me...

          
  1. #631
    Senior Member L'avatar di Fosca
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    La persona dopo di me è stanca di accontentare tutti.
    Sì ! non ne posso più, ma fa un po' parte del mio carattere soprattutto sul lavoro...e così con il passare inesorabile degli anni sono diventata un misantropo...

    La persona dopo di me sta combattendo con l'invasione delle cimici (bleah)

  2. #632
    Administrator L'avatar di Mauro
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    La persona dopo di me sta combattendo con l'invasione delle cimici (bleah)
    Quest'anno niente cimici perché ho la casa impacchettata dall'impalcatura dei lavori ecobonus, in compenso combatto spesso con i manovali e, soprattutto, con i loro capi.

    La persona dopo di me vorrebbe cambiare casa
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  3. #633
    Senior Member L'avatar di Fosca
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    La persona dopo di me vorrebbe cambiare casa
    Alla grande !! e sarebbe la sesta
    solo che è difficile vendere adesso, inoltre non vivo dentro il paese, ma in una frazione
    poi anche noi stiamo aspettando il cantiere ecobonus+antisisma


    La persona dopo di me va per sagre autunnali...

  4. #634
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Adoro le sagre autunnali. Specialmente quelle che si tengono davanti all'uscio di casa mia con tanto di tazzin, büsecca e polenta.


    La persona dopo di me ama l'autunno e le sue tonalità, ma detesta con tutto il suo cuore la pseudo-festa importata e le americanate di Halloween.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  5. #635
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Quote Originariamente inviato da Rupert Visualizza il messaggio
    Adoro le sagre autunnali. Specialmente quelle che si tengono davanti all'uscio di casa mia con tanto di tazzin, büsecca e polenta.


    La persona dopo di me ama l'autunno e le sue tonalità, ma detesta con tutto il suo cuore la pseudo-festa importata e le americanate di Halloween.
    L'amore per l'autunno (specie i colori) rispetto all'odio viscerale per Halloween è inversamente proporzionale a progressione esponenziale

    La persona dopo di me non ama particolarmente le castagne
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  6. #636
    Senior Member L'avatar di Fosca
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    Quote Originariamente inviato da Rupert Visualizza il messaggio
    ............... la pseudo-festa importata e le americanate di Halloween.
    Rupert scusa se ti rispondo qui e spero che non te la prenderai
    anche io avevo questo pensiero fino a poco tempo fa (essendo parecchio antiamericana),poi ho letto questo....
    ti inoltro un articolo trovato su Internet, ma poi, se vuoi troverai altro......
    Baldini poi l'ho conosciuto personalmente alla presentazione del suo saggio sui terremoti e mi è apparso molto serio nelle sue ricerche e piacevole nelle esposizioni orali e scritte... poi mi dirai...


    "Halloween non è assolutamente una festa americana; a introdurre nel Nuovo Mondo il folklore della vigilia di Ognissanti furono gli irlandesi. Nell’estate del 1845 in Irlanda si diffuse un fungo che distrusse tutte le colture di patate, il principale alimento della popolazione povera (oltre due milioni di individui). Fu l’inizio della cosiddetta Grande Carestia che ebbe il suo culmine nel 1849. Un milione e mezzo di irlandesi cercò la salvezza oltre oceano, sbarcando in America, dove portarono con loro anche usanze e credenze. Continuarono a festeggiare All Hallows Eve, la Vigilia di Ognissanti, appunto Halloween.

    Nelle isole britanniche, nel periodo di Ognissanti, oltre ad onorare i morti, si accendevano anche falò, i giovani facevano scherzi e i poveri andavano di porta in porta chiedendo pane e dolci in cambio di preghiere per le anime del purgatorio. I questuanti tenevano in mano lanterne ricavate da rape svuotate, con una luce interna che stava a simboleggiare un’anima del purgatorio. Queste lanterne venivano chiamate Jack O’Lantern, dal nome del protagonista di una leggenda irlandese.
    Jack, che, alla sua morte, non aveva trovato posto né all’Inferno né in Paradiso, e che è condannato a errare in eterno sulla terra, illuminandosi la strada con un tizzone inserito in una rapa incavata.
    Al tempo dell’immigrazione irlandese, festeggiare Halloween per i giovani consisteva nel mascherarsi e andare in gruppi di casa in casa ballando, cantando e chiedendo doni, e nel fare scherzi ai vicini come ostruire i comignoli, sradicare gli ortaggi, scardinare le porte, liberare i cavalli dalle stalle. All’interno delle case invece ci si intratteneva con pratiche divinatorie, riguardanti soprattutto previsioni di futuri matrimoni delle ragazze. Purtroppo, in terra straniera era difficile celebrare in maniera autentica le tradizioni, per questo la festa divenne più urbana e ci si dovette adattare. Ad esempio, le rape svuotate per creare lanterne, furono sostituite con un ortaggio più comune in America: la zucca.
    Se inizialmente le celebrazioni erano limitate alla comunità irlandese, queste pian piano si estesero, coinvolgendo anche altre comunità e gruppi etnici, fino a invadere il consumismo americano. A cavallo tra ‘800 e ‘900 i simboli e i prodotti di Halloween iniziarono a standardizzarsi: pipistrelli e gatti neri, streghe e fantasmi. Si arriva così ai primi del ‘900 quando la festa di Halloween venne direttamente inserita nel calendario mondano dell’élite di Washington. Attualmente è una delle ricorrenze più importanti nell’America del Nord, seconda solo al Natale.
    L’Italia avrebbe potuto scoprire Halloween il 10 dicembre 1952 grazie al periodico Topolino e alla storia “Paperino e le forze occulte” ambientata nella notte di Halloween, se il traduttore italiano dell’epoca non avesse deciso di trasformare Halloween in Carnevale. Stessa cosa accadde con la trasposizione cinematografica di “Il buio oltre la siepe” in cui si sostituì la parola “Halloween”, pronunciata da Scout, con “festa mascherata in onore dei prodotti agricoli della contea”. Nel giugno 1963 uscì in edicola il primo volume di “Arriva Charlie Brown!” e la traduzione restò fedele all’originale; gli italiani lessero finalmente nel testo Halloween.
    Da quel momento fu tutto in discesa, grazie ad Agatha Christie e al suo romanzo “Hallowe’en Party” tradotto in Italia come “La strage degli innocenti”, ai libri di Ray Bradbury (“L’albero di Halloween” e “Il popolo dell’autunno”), al film “Halloween” di John Carter e a tutte le altre pubblicazioni e produzioni cinematografiche.
    L’America non ha fatto altro che riportare in Europa un qualcosa che era già nostro. Gli usi come quello delle zucche intagliate e tutta la ritualità legata ai morti erano vivi fino a pochi decenni fa nelle campagne italiane. In tutta l’area padana si era soliti intagliare le zucche a forma di teschio per esporle a guardia di finestre e porte, e ovunque in tutta Italia, la notte di Ognissanti, si attendeva l’arrivo dei defunti. I bambini italiani erano soliti andare a fare la questua, così come facevano i poveri; durante quelle notti era diffusissima la credenza che schiere di morti potessero circolare nella dimensione terrena.
    Tutti gli elementi della celebrazione dell’attuale Halloween sono da tempo immemorabile presenti nel nostro folklore relativo ai giorni che vanno dalla vigilia di Ognissanti al giorno di San Martino; potremmo addirittura arrivare alla notte dei tempi quando gli antichi celti insubri del Nord Italia festeggiavano la notte del 31 ottobre, il Samhain, detto anche Capodanno celtico. Questo periodo è, infatti, un vero e proprio Capodanno, uno spartiacque stagionale, quello in cui sono terminati tutti i raccolti, si ultimano le semine, avviene la vinificazione e, laddove si hanno bestie al pascolo, queste vengono ricondotte ai loro ricoveri.
    Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, dopo averci condotto dall’Irlanda in America, e averci fatto bene intendere quanto questa festa sia radicata da tempi considerevoli nel nostro Paese, ci portano a conoscere, direi a rimembrare scavando nella memoria dei nostri predecessori, gli usi e le credenze di ogni regione italiana, dalla Valla d’Aosta alla Sicilia, auspicando un ritorno alle origini.
    L’intenzione del libro è, infatti, anche questa, far prendere coscienza al lettore delle tradizioni antiche del nostro paese, degli usi e delle credenze dei nostri nonni e dei nostri antenati, con la speranza di riuscire a far vivere la festa di Halloween, oramai ridotta a serate in discoteca e costose cene nei locali alla moda, in maniera diversa, riesumando l’atmosfera di una volta, le antiche ricette, preparando il cibo e imbandendo la tavola per l’arrivo dei nostri defunti, ponendo rape o zucche intagliate fuori alle finestre e raccontando intorno a un camino o a un semplice termosifone le leggende nostrane che nulla hanno da invidiare alle più terrificanti storie americane."

  7. #637
    Senior Member L'avatar di Fosca
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    La persona dopo di me non ama particolarmente le castagne
    Infatti non le amo proprio...e dire che vado alle sagre dedicate, ma non ne assaggio nemmeno una...e abito nella zona del Marrone Biondo Dop

    La persona dopo di me non sopporta la moglie di Bollani

  8. #638
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Infatti non le amo proprio...e dire che vado alle sagre dedicate, ma non ne assaggio nemmeno una...e abito nella zona del Marrone Biondo Dop

    La persona dopo di me non sopporta la moglie di Bollani

    La moglie di Bollani? E chi sarebbe costei?
    Temo di non avere una frequentazione (immagino televisiva) sufficientemente frequente perché susciti in me qualunque tipo di sentimento. Per contro Bollani stesso, come musicista generalmente mi piace e lo apprezzo. Credo che l'importante per lui sia che possa apprezzare a dovere la sua signore, e vale lo stesso nella direzione opposta per la signora. Io credo di poter continuare a sopravvivere anche senza conoscerla .


    La persona dopo di me a volte legge ad alta voce i cartelli pubblicitari, come quando era in prima elementare .
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  9. #639
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    Rupert scusa se ti rispondo qui..."
    La questione è interessante e merita una discussione tutta sua, quindi ho spostato il topic in questa nuova collocazione tutta sua.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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