Via Fani è stato il luogo del nostro destino. La Dallas italiana, le nostre Twin Towers. Nel 1978, l'anno di mezzo tra il '68 e l'89. Tra il bianco e nero e il colore. Lo spartiacque tra diverse generazioni che cresceranno tra il prima e il dopo: il tutto della politica - gli ideali e il sangue - e il suo nulla.»
Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine della Repubblica dei partiti. Marco Damilano torna su quell'istante, le nove del mattino del 16 marzo 1978, in cui il presidente della Dc fu rapito e gli uomini della sua scorta massacrati. Fu l'inizio di un dramma nazionale e di una lunga rimozione. Un viaggio nella memoria personale e collettiva, nei luoghi, nelle correlazioni con altri protagonisti di quegli anni come Sciascia e Pasolini.


Riassunto dal web



Tutto comincia la mattina del 16 marzo 1978, quando l'autore, all’epoca un bambino di 9 anni, passa alle otto e mezza circa in via Mario Fani nella zona nord di Roma con il pulmino che lo porta alla scuola elementare.
"Quella fu la giornata in cui diventammo grandi" scrive all’inizio del racconto.
Marco Damilano, giornalista e saggista, non si ci concentra tanto sui lati oscuri della vicenda (per questi aspetti , se interessati,consiglio vivamente "Morte di un presidente" di Paolo Cucchiarelli) ma racconta il contesto storico e politico di quegli anni con interessanti capitoli dedicati a Sciascia Pasolini e Craxi. La sua lettura ci aiuta un po' a capire il degrado della politica di oggi fatta quasi sempre da orribili talk show.
Frutto di lunghe giornate trascorse dall'ex direttore de L’Espresso al centro di documentazione fondato da SergioFlamigni (ex senatore PCI), dove sono custodite le carte di Aldo Moro, a Oriolo Romano,oltre a reperti famigliari, spezzoni di tg, viaggi nei luoghi dello statista. Questo per comprendere anche l'uomo, oltre il politico.

Poteva essere forse un po' piu' sintetico ma non ci si annoia.




Il titolo del libro, scritto nel 2018, è in una lettera di Moro al deputato dc Riccardo Misasi:
«Datemi da una parte milioni di voti e toglietemi dall’altra parte un atomo di verità, ed io sarò comunque perdente».