Chi non ha mai sentito il nome Burkina Faso? Eppure non è così immediato indovinare dove si trova, e neppure conoscerne la storia: sua e dell'uomo che, considerato il Che Guevara africano, ha pagato con la vita la sua presidenza rivoluzionaria.
Questo libro ci racconta proprio di lui, dal bambino che mostra fin da subito i propri ideali di libertà e fraternità, all'uomo divenuto Capitano, prima, poi presidente dell'Alto Volta, successivamente da lui battezzato Burkina Faso.
Parliamo di un uomo che in pochissimo tempo aveva avviato una rivoluzione per l'affrancamento dagli strascichi del colonialismo. Che in modo molto pratico operava a favore della popolazione come, ad esempio, vendere le macchine lussuose dei ministeri, sostituite da vecchie Renault 4, per pagare la costruzione di ambulatori.
Uomo carismatico, marito e padre affettuoso, presidente giusto. Purtroppo, come altri prima di lui che hanno tentato di liberare gli stati africani dall'imperialismo e dallo sfruttamento occidentale, anche Sankara - nella consapevolezza che sarebbe successo - fu ucciso da forze interne, con il coinvolgimento di Francia e Stati Uniti.
Castro (Fidel) gli diede qualche pacca sulla schiena e poi tornó a guardare l'orizzonte. "Mi ha chiesto se rifarei tutto? Le rispondo che per non lottare si possono trovare infiniti pretesti, ma senza lottare non si può ottenere la libertà." disse. "Non credo che sarei riuscito a vivere in un altro modo, se è questo che voleva sapere."
Poi lanciò un sassolino nell'acqua. "E lei, Capitano? Non desidera una vita tranquilla e non aver paura di morire invano?"
Allora anche Thomas prese un sassolino. Gli fece fare dei salti nell'acqua e rispose: "La Rivoluzione è una battaglia all'ultimo sangue tra passato e futuro. Nessun vero rivoluzionario muore invano." - pag. 317
Lettura consigliata!



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