Due famiglie, i Jones e gli Iqbal, le cui vite sconclusionate racchiudono gli ottimismi e le contraddizioni del secolo appena concluso. Archie Jones Ŕ un tipico proletario inglese, mentre il suo migliore amico Ŕ il bengalese e musulmano Samad Iqbal. Si sono conosciuti su un carrarmato alla fine della Seconda guerra mondiale, diretti a Istanbul e ignari del fatto che la guerra era giÓ finita. Riunitasi a Londra trent'anni dopo, questa coppia improbabile si ritrova coinvolta nel ciclone politico, razziale e sessuale di quei tempi.

dal web



Una delle cose che mi ha colpito di questo libro e' che nonostatnte sia uscito nel 2000, parla di temi
ancora attualissimi .Questa scrittrice e' davvero brava...nella cura dei dettagli, nell'ironia diffusa del linguaggio, giovane e divertente.
Bisogna tenere in considerazione che quando lo ha scritto aveva 25 anni.E' la storia di quattro famiglie di etnie diverse alla disperata ricerca di un identita'
,in una Londra anonima di periferia non quella del centro e dei pub.
A volte si dilunga e delle pagine annoiano un po' eppure e' un bel romanzo,
incasinato come incasinata e' la vita.
Le vicende si muovono parallelamente...quello che cambia e' il punto di vista.
Non e' una lettura di svago anzi bisogna fare un piccolo sforzo a volte , ma lo stile pur non lineare e' fluido. Suddiviso in quattro sezioni, ciascuna dedicata a un personaggio diverso e alle sue origini che ci verranno svelati in numerosi flashback
,

il romanzo copre infatti un arco di tempo va dal 1975 al 1992,
con incursioni anche piu' lontane
Sempre in equilibrio tra tra comicitÓ e disperazione, tra passato e tradizione, In mezzo, tanto per dire, i testimoni di Geova, le canne, il fondamentalismo islamico, la voglia di capelli lisci e di...denti bianchi..