Thanks Thanks:  1
Likes Likes:  0
Visualizzazione dei risultati da 1 a 4 su 4

Discussione: La scuola italiana ha un problema.

          
  1. #1
    Moderator L'avatar di Rupert
    Registrato dal
    Oct 2011
    residenza
    Lugano (CH)
    Messaggi
    1,033
    Post Thanks / Like

    La scuola italiana ha un problema.

    Mille anni fa ho frequentato la scuola elementare e la scuola media in una località della Brianza. Con molto profitto e discreta soddisfazione. Lo affermo per sgombrare il campo da sospetti di pregiudizio o partito preso di carattere campanilista o nazionalista.
    Quando rimpatriai nella Confederazione elvetica e fui inserito nel sistema scolastico allora vigente in Canton Ticino, la mia preparazione disciplinare in quasi tutte le materie era all'altezza di quella dei miei compagni di ginnasio confederati.
    Nel frattempo, purtroppo, è cambiato qualcosa nella scuola italiana. Radicalmente.
    Oggi sono un dirigente scolastico e mi sento di segnalare, seppur nel nostro piccolo, un problema di cui percepisco solo marginalmente gli effetti, ma che intuisco essere di proporzioni colossali e di gravità addirittura cataclismatica. Lo so. L'affermazione è carica d'enfasi, ma temo che sia giustificata.

    Se da una parte leggo su Scuola italiana che ilsistema scolastico della Penisola risulterebbe il più stressante del continente, la percezione che il miopur limitato osservatorio mi permette di avere dei risultati che questo sistema attualmente produce sono deludenti e preoccupanti.

    Tutti gli allievi che negli ultimi cinque anni si sono trasferiti da una scuola italiana all'istituto scolastico in cui opero in Svizzera, e ripeto tutti (stiamo in realtà parlando di un paio di decine di allievi in 5 anni, ma sconcertantemente senza eccezioni rilevanti) hanno sofferto di una grave e diffusa fragilità nella loro preparazione di base, accompagnata da una percezione ingannevole e sopravvalutatissima sia delle loro reali competenze, sia delle loro capacità di studio e d'organizzazione del lavoro personale.
    Sia ben chiaro: non parlo d'intelligenza. Parlo di preparazione generale e di capacità di studiare.
    Potrei aprire una piccola parentesi sulla banalizzazione dell'uso di sostenze stupefacenti e sulla fragilità emotiva, ma è una storia per un'altra occasione.
    In breve. tutti gli allievi provenienti da scuole italiane che si sono inseriti nella scuola in cui lavoro fanno moltissima fatica ad adattarsi alle richieste minime delle varie materie e non raggiungono quasi mai il livello minimo di competenze richiesto per l'ammissione alla scuola media superiore.
    Chiaro, ci sono anche problemi specifici legati alle materie differenti, in particolare le lingue e in special modo il tedesco. ma questo in passato non è mai stato veramente un problema. Oggi invece sembra essere un ostacolo insuperabile.
    Segnalo in particolare un differenziale di preparazione importante in matematica. Segnalo anche ( e mi fa veramente male al cuore perché è sempre stato il fiore all'occhiello della cultura e della scuola italiana) gravi carenze nella formazione culturale, linguistica e umanistica di base.
    Sono piuttosto sconcertato e desolato. Non ho diagnosi da proporre né correttivi geniali. Certamente intuisco che la carenza di investimenti nella scuola, a partire dalla retribuzione e dalle condizioni di lavoro e di formazione dei docenti, siano una delle possibili origini del problema.
    Posso solo limitarmi a rilevare e a segnalare dall'esterno la gravissima situazione in cui versa la scuola italiana, e con essa la formazione di base di un'intera generazione.
    Credo che sia urgente correre ai ripari. Ma se fossi in Italia non saprei da che parte iniziare.

    ... Per citare un famoso testo partenopeo sulla condizione scolastico: "Io speriamo che me la cavo"...
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  2. #2
    Administrator L'avatar di DarkCoffee
    Registrato dal
    Oct 2011
    residenza
    Rome
    Messaggi
    2,888
    Post Thanks / Like
    Purtroppo è evidente in tutti i campi, a par mio.
    Io non insegno, mi sarebbe molto piaciuto farlo, ma è andata così. Metto, comunque, in atto altre forme di formazione, soprattutto per i neo laureti che entrano in azienda. L'azienda in cui lavoro è specializzata nell'IT ed ha standard limitanti, come ad esempio la facoltà di provenienza (gruppo STEM) e un voto che deve superare una certa soglia. Si potrebbe aprire un discorso su cio', ma non è il momento giusto per farlo. Tornando alla formazione dei nuovi ingressi, è evidente la differenza di preparazione, ma soprattutto di approccio, di un neolaureato di oggi rispetto ad uno di dieci anni fà o anche cinque anni fà. L'università sta specializzando gli studenti su argomenti ben precisi creando un'elitè che però non combacia a pieno con il mondo lavorativo. Gli studenti si laureano entusiasti per poi riscoprirsi in un modo diverso e nasce l'insoddisfazione.
    Ovviamente, c'è sempre l'eccezione.
    Sembra che ci siano compartimenti stagni dalle scuole elementari fino all'università. Ogni compartimento fa il suo e quello successivo pretende dal precedente.
    Rupert, tu parli di insoddisfazione dei docenti, secondo me c'è molto altro e l'insoddisfazione è solo la punta dell'iceberg.
    Forse, siamo arrivati a questo livello perchè manca la PASSIONE.
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  3. Thanks Rupert thanked for this post
  4. #3
    Moderator L'avatar di Rupert
    Registrato dal
    Oct 2011
    residenza
    Lugano (CH)
    Messaggi
    1,033
    Post Thanks / Like
    Quote Originariamente inviato da DarkCoffee Visualizza il messaggio
    Forse, siamo arrivati a questo livello perché manca la PASSIONE.
    La passione è chiaramente importante. Ma se viene a mancare è necessario chiedersi perché questo avvenga.
    La professione di insegnante (per qualunque ordine scolastico) è sempre più esigente, soprattutto sul piano relazionale e umano. Un docente deve essere anche assistente sociale, infermiere, psicoterapeuta, consulente famigliare, poliziotto, garante delle istituzioni... e a volte anche competente nella materia che insegna.
    A fronte di tutto questo è spesso abbandonato a sé stesso e bersagliato dalle famiglie che pretendono risultati senza per questo essere disposte a collaborare realmente alla correttezza comportamentale dei preziosi virgulti, che sono sempre incredibilmente geniali, infinitamente sensibili ed esizialmente incompresi dai pervicaci insegnanti. Chiaramente enfatizzo un po' la descrizione della situazione. Ma non sono così lontano dalla realtà e credo che chiunque possa percepire le dinamiche sociali in atto su scala mondiale e non solo locale.
    Oltre a questo l'insicurezza genitoriale è generalmente molto rassicurata per mezzo di una valanga di diagnosi che obbligano la scuola (in qualunque Paese dell'Europa e del mondo economicamente avanzati). Sono tutti dislessici, disgrafici, disortografici, discalculici, disprassici... Pare che i disturbi specifici dell'apprendimento siano più contagiosi del Covid. E naturalmente il luogo comune secondo cui Einstein fosse dislessico, per cui tutti i dislessici sono per forza dei geni incompresi, e fortissimamente radicato ed è estremamente confortante per i genitori ansiosi che hanno un argomento invincibile (nella loro convinzione) per rigettare la colpa di qualsisasi insuccesso scolastico sull'incompetenza degli insegnanti e l'inadeguatezza del sistema scolastico.

    Quello appena descritto è un trend generale, che si manifesta fortissimo ovunque, non solo in Italia o in Svizzera. Il vero problema à che in tutto questo groviglio d pressioni è difficile rimanere appassionati se l'istituzione non appoggia chi in essa opera. Retribuzioni scarse, precarietà eretta a sistema, scarsa considerazione esterna nei confronti della professione, da sempre denigrata come quella dei nullafacenti incompetenti vacanzieri per antonomasia.
    Il risultato è che la professione perde prestigio e attrattività. In Svizzera, in particolare in alcuni cantoni di lingua tedesca, ma non solo, è diventato difficile trovare insegnanti, malgrado le retribuzioni siano più che dignitose e in alcuni casi addirittura ragguardevoli.

    Credo che una porzione consistente del problema risieda proprio nella considerazione della professione, nelle condizioni di lavoro e nella retribuzione.
    Forse è ingeneroso da parte mia, ma ritengo che essere insegnante in Italia attualmente richieda qualità eroiche. Semplicemente non ci si può aspettare che il destino della formazione dei giovani di un intero Paese sia lasciato alla volontà eroiche di pochi devoti della causa docente. A fronte di qualche insegnante genuinamente mosso da grande abnegazione e spirito eroico, probabilmente anche denigrato e visto come un pericolo dai colleghi, gli altri, la stragrande maggioranza di tutti i docenti, cercheranno d'arrangiarsi e di sopravvivere al meglio. Con buona pace della qualità dell'insegnamento.
    non si può basare un sistema educativo nazionale sull'eroismo e sull'abnegazione degli insegnanti, come analogamente (ma succede evidentemente anche questo) non si può basare un sistema sanitario sull'eroismo e sull'abnegazione dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari.

    Se si vogliono istituzioni di qualità bisogna investire. Non bastano proclami e roboanti affermazioni di principio.

    Purtroppo investire sulla scuola non è politicamente redditizio. In termini di elettorato è più pagante promettere sgravi fiscali, che progettare investimenti necessariamente miliardari per costruire, ammodernare e risanare scuole o per retribuire quei "fannulloni" di insegnanti.
    Evidentemente l'ignoranza diffusa genera più sessappiglio rispetto alle spese per la formazione delle nuove generazioni.

    La realtà è che in una società ipertecnologizzata e complessa, come le nostre, gli unici investimenti veramente redditizi sono quelli nella formazione. non mi sembra però che nel dibattito politico attuale (o recente, o meno recente) in Italia, questo sia un tema veramente ritenuto importante.

    Io mi limito a constatare con sconforto che la formazione dei ragazzi di scuola media in Italia ne sta soffrendo. Parecchio.
    Certo c'è stata la pandemia, ci sono stati anni sciaguratamente lunghi di DAD, con effetti puntualmente devastanti sulla preparazione scolastica. ma la tendenza è precedente ed è solo stata esasperata dalle circostante, evidenziando quella che secondo me ora si configura come una vera e propria emergenza in uno dei campi che ha sempre costituito un punto di forza della Repubblica Italiana e che oggi mi sembra si configuri come un terribile tallone d'Achille.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  5. #4
    Moderator L'avatar di Rupert
    Registrato dal
    Oct 2011
    residenza
    Lugano (CH)
    Messaggi
    1,033
    Post Thanks / Like
    Purtroppo a un mese dall'inizio delle lezioni i segnali che mi giungono dai ragazzi che quest'anno sono arrivati da scuole italiane confermano in modo radicale tutto quello che ho affermato in precedenza.

    Non so quanto abbia influito il tragico periodo di DAD a oltranza che è stato osservato in Italia, ma la preparazione di questi pochi malcapitati è (purtroppo) catastrofica.
    Il problema maggiore è che il nostro sistema è un po' più rigido (mi sembra di capire) rispetto a quello italiano e quindi se non si raggiunge un certo livello di competenza soprattutto in matematica e nelle lingue seconde, non c'è modo di accedere al liceo. E l'esperienza mi dice che il genitore italiano non concepisce come accettabile alcuna altra formazione se non quella del liceo.
    In tale circostanza i poveri allievi finiscono per essere esclusi da tutto, perché al liceo non possono andare, mentre i loro genitori non permettono loro di affrontare alcuna altra strada formativa.
    Mi dispiace moltissimo per loro, intrappolati tra le rigidità incrociate...
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

Tag per questa discussione

Segnalibri

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •