Storia di un ratto, che rimasto senza tettarella si nutre delle pagine dei libri. Dalla carta prima masticata e poi digerita Firmino un giorno scopre di saper leggere, e di essere appunto un lettore onnivoro.
Potrebbe essere l'inizio di una avventura mirabolante e divertente, ma il tono del racconto sfiora sempre la malinconia, la nostalgia, il sapore dolce amaro della solitudine.
Un libro non scontato e valevole più di una riflessione, a me sono rimaste soprattutto quella dell'analogia tra le trame dei romanzi di Jerry, lo scrittore che bazzica nella libreria, e la vicenda di Firmino, e poi quella che si sviluppa dall'epigrafe del romanzo:
"Un giorno Chuang Tzu si addormentò, e, mentre dormiva, sognò di essere una farfalla che volava in estasi. E quella farfalla non sapeva di essere Chuang Tzu che sognava. Poi Chuang Tzu si svegliò e, a giudicare dalle apparenze, era di nuovo se stesso, ma ora non sapeva se fosse un uomo che sognava di essere una farfalla o una farfalla che sognava di essere un uomo.”


Piaciuto, consigliato.