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Discussione: L'assassinio del commendatore - H.Murakami

          
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    Master Member L'avatar di Enribello
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    L'assassinio del commendatore - H.Murakami



    Il protagonista di questo libro è un pittore «che sa intuire i segreti dietro ivolti delle persone che ritrae». Questo ritrattista, senza nome, dopo essere stato lasciato dalla moglie e dopo alterne vicende, va ad abitare in una casa nel bosco. Ha accettato l’invito e l’ospitalità di un amico il cui padre è Amada Tomohiko, uno dei più celebrati pittori giapponesi, ora vecchissimo ormai preda di un’implacabile demenza senile. Qui, nella casa isolata in mezzo al bosco, il nostro ritrattista non conquista pace e serenità, bensì si trova costretto ad affrontare eventi che provengono sì dalla realtà, ma che questa realtà finiscono inevitabilmente col distorcere. Primo fra tutti,l’evento-chiave del romanzo: la scoperta che fa il protagonista nella soffitta della casa dove
    scopre un quadro nascosto. Soggetto di questo quadro è la celebre scena del Don Giovanni di Mozart: l’assassinio del commendatore. Ma il protagonista dovrà fare i conti anche col flebile suono di una campanella che agita tutte le sue notti e che lo condurrà alla “dimensione sconosciuta” di un tempio abbandonato.

    Riassunto dal web

    Non si puo' giudicare una partita di calcio dopo aver visto solo il primo tempo...cosi ho aspettato anche la seconda parte...dovevo pur vedere come andava a finire.
    Il romanzo e’diviso in due volumi per “esigenze editoriali” .
    Il primo ha come sottotitolo "idee che affiorano", il secondo
    "metafore che si trasformano".
    Sono un fan di Murakami...questa volta mi ha un pochino deluso. Sicuramente e' scritto con la solita maestria stilistica e non mancano pagine di un certo phatos narrativo…e’ la storia che secondo me, pur non essendo banale , e’un po’ debole.
    Della trama e’ difficile parlarne… come al solito dobbiamo abbandonare il mondo delle certezze per addentraci questa volta in quello delle idee delle metafore e delle correlazioni .
    La lettura pur procedendo senza sussulti e'comunque agevole, l’atmosfera e’ quella tipica, onirica e misteriosa, i temi molteplici…arte pittura musica filosofia, pezzi di storia sogni e relazioni di vario livello.
    Murakami ha ammesso di aver voluto rendere omaggio a Francis Scott Fitzgerald e, infatti, è facile vedere nel vicino di casa del protagonista, una rivisitazione di Jay Gatsby….ma e’ facile trovare altri riferimenti da Stephen King a “Alice nel paese delle meraviglie per finire a …Dante.
    Il protagonista infatti attraversera’ una” selva oscura” e un fiume grazie a una specie di Caronte, che qui ha le sembianze di un nocchiero senza volto.
    Forse avevo delle aspettative piu’ alte non so, perche, mi sembra giusto dirlo, ho letto anche parecchie recensioni positive.
    Personalmente l’ho trovato al di sotto di “1Q84”, ultimo suo romanzo esteso.


    «Spesso non capiamo bene dove passa il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.
    Pensiamo che la linea di demarcazione tra ciò che esiste e ciò che non esiste sia mobile, come una frontiera che si sposta di sua volontà.
    A questi spostamenti dobbiamo prestare la massima attenzione. Altrimenti non capiamo più da quale parte ci troviamo».
    Ultima modifica di Enribello; 26-June-2019 a 12:10 Motivo: errore testo
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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