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Discussione: Bacio

          
  1. #1
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    Bacio

    Il bacio è un dolce scherzo che la natura ha inventato per fermare i discorsi quando le parole diventano inutili.
    (Ingrid Bergman)
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


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  3. #2
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    È dolce quello che tu mi dici, ma più dolce è il bacio che ho rubato alla tua bocca.
    (Heinrich Heine)
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


  4. #3
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    Perché nessuno ci suggerisce i punti in cui fare attenzione? Qua il ghiaccio è più fino, là ha più spessore, procedere, deviare, arretrare, fermarsi, evitare. Perché dobbiamo sempre portarci dietro il peso dei gesti non fatti, delle frasi non dette? Quel bacio che non ho dato, quella solitudine che non ho abbracciato. Perché fin dalla nascita viviamo immersi in questa straordinaria ottusità?
    (Susanna Tamaro)
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


  5. #4
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    Ti manderò un bacio con il vento
    e so che lo sentirai,
    ti volterai senza vedermi ma io sarò lì.
    Siamo fatti della stessa materia
    di cui sono fatti i sogni
    Vorrei essere una nuvola bianca
    in un cielo infinito
    per seguirti ovunque e amarti ogni istante.
    Se sei un sogno non svegliarmi.
    Vorrei vivere nel tuo respiro
    (Mentre ti guardo muoio per te
    Il tuo sogno sarà di sognare me
    Ti amo perché ti vedo riflessa
    in tutto quello che c’è di bello)
    Dimmi dove sei stanotte
    ancora nei miei sogni?
    Ho sentito una carezza sul viso
    arrivare fino al cuore.
    Vorrei arrivare fino al cielo
    e con i raggi del sole scriverti ti amo.
    Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
    tra i tuoi capelli,
    per poter sentire anche da lontano
    il tuo profumo!
    (Vorrei fare con te quello
    che la primavera fa con i ciliegi)

    Pablo Neruda
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


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  7. #5
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    Il bacio della pantera (1942)
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


  8. #6
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    ..........
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


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  10. #7
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    The kiss (Andre Kohn)
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


  11. #8
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    Un romantico bacio dal film Ghost – Fantasma, di Jerry Zucker (1990)
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  13. #9
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    Tranquillo Cremona
    I due cugini

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  15. #10
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    Convegno - Antonio Alciati 1918.
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


  16. #11
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    Dal film della Disney "Lilli e il vagabondo", il celebre bacio...allo spaghetto.
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  18. #12
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    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  20. #13
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    Tutto arriverà a te non quando insegui, ma quando diventi abbastanza tranquilla da potere accogliere. - cit.

  21. #14
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    E' uno scritto un po' lungo ma ne consiglio la lettura.
    A mio parere, da amante dei baci, dico che è sublime quanto segue...


    La Carnalità Mistica del Bacio: dove il corpo parla l’anima

    Il bacio è il luogo in cui il corpo smette di essere solo corpo e l’anima smette di essere solo anima. È la soglia in cui le due cose si toccano, si attraversano, si confondono.

    Un atto semplice, antichissimo, che però contiene tutto: l’origine, il desiderio, la paura, la memoria, la promessa. Un bacio non è mai un gesto: è un destino pronunciato al presente. Prima di tutto il bacio è carne.
    È pelle che vuole, è bocca che cerca, è fame che riconosce la sua forma. Quando baci, il mondo non si allarga: si concentra.
    Si restringe a un punto esatto, a un confine rovente dove due respiri si incontrano
    e decidono di non essere più due. Nel bacio non si seduce: si appartiene. Il bacio è l’unico luogo in cui il desiderio diventa immediatamente verità, senza parole, senza premesse, senza scuse. La bocca dice quello che la mente censura. Baciare significa esporsi. Significa lasciare che l’altro entri nella parte più prossima e più vulnerabile del tuo corpo, dove la difesa è minima e la sincerità è massima. Nel bacio non puoi mentire: la bocca non conosce compromessi. È per questo che alcuni amori finiscono nel momento in cui iniziano a baciarsi meno.
    Non per mancanza di eros, ma per mancanza di verità. Il bacio è lo spartito emotivo della relazione: se si interrompe, qualcosa si è ritratto molto prima del corpo. Il bacio espone l’anima perché è l’unico gesto in cui la distanza emotiva diventa immediatamente visibile. Se sfuggi al bacio, sfuggi all’intimità.

    Se eviti il bacio, eviti la tua parte più viva.

    Ci sono baci che non sono più erotici, né affettuosi: sono mistici. Accadono di rado, ma quando avvengono ti ricordano che il corpo è anche un tempio, e la bocca un varco.
    Nel bacio mistico l’identità non scompare: si espande. È un contatto così radicale che non parla più di te o di lui, ma della parte di entrambi che appartiene a qualcosa di più grande. Non è spiritualità “romantica”: è esperienza incarnata. La mistica del bacio è la sospensione del tempo: un istante in cui due anime si toccano senza chiedere spiegazioni,
    senza prendere né perdere, solo incontrandosi. Il bacio mistico non eccita: eleva. Da un bacio si capisce tutto. La qualità del legame, il livello della paura, la profondità della presenza. C’è chi bacia per possedere, chi per fugare l’ansia, chi per condurre, chi per non pensare, chi per confermare di esserci.
    E c’è chi bacia per toccarti davvero, e in quel tocco restituisce dignità al tuo desiderio.
    Il bacio è una lente clinica:rivela dipendenze, evitamenti, soprusi emotivi, freddezze avvolte da parole dolci.
    E rivela anche amore vero, quello che non ha bisogno di dichiararsi perché si sente nella calma del tocco. Il corpo non mente. La bocca non negozia. Il bacio è l’elettrocardiogramma dell’anima. L’assenza di un bacio pesa più dell’assenza di mille parole.

    Perché il bacio è il primo luogo da cui chi ama se ne va. Si smette di baciare molto prima di smettere di parlare, perché il corpo conosce sempre in anticipo la fine. Chi ti volta la bocca, ti ha già voltato il cuore. Chi ti evita il bacio, ti sta evitando da tempo. Eppure, non c’è nulla di più straziante di un bacio imposto, di un bacio dato per dovere, di un bacio che non risponde più. Il bacio ha un’etica: non si finge.
    Alla fine, il bacio è questo: una dichiarazione senza parole. Un sacramento laico. Un varco tra due solitudini. Quando un bacio è vero, ti riconsegna a te stesso. Quando non lo è, ti allontana da te. E allora capisci che il bacio non è mai stato un gesto: è sempre stato un linguaggio. Un linguaggio che parla del corpo, dell’anima, della ferita, del desiderio,
    del modo in cui lasci entrare e del modo in cui lasci andare. Un bacio può salvarti. Un bacio può perderti. Un bacio può dirti la verità che evitavi da anni. Perché il bacio — quello autentico — non è la somma di due bocche.

    È l’anima che, per un istante, sceglie di incarnarsi: il Bacio come Soglia Sacra e mistica di bocche che si cercano. Il bacio è una soglia. Non appartiene al corpo, non appartiene all’anima: appartiene al luogo invisibile dove i due si sfiorano. È il punto in cui il desiderio si fa preghiera e la preghiera diventa carne. Un bacio non comincia sulle labbra: nasce in un altrove che non sappiamo nominare, un varco sottile dove il tuo mondo e il suo si inclinano uno verso l’altro come due stelle che decidono di avvicinarsi. Ogni bacio è un’invocazione. Non cerchi la sua bocca: cerchi la sua presenza. È un gesto che pronuncia: “entra dove ti permetto di vedermi.” La bocca è solo il portale;
    ciò che attraversa è la tua essenza. Nel bacio, il corpo compie un gesto antico quanto la creazione: si apre. Ci sono baci che non appartengono al tempo quotidiano.
    Sono fenditure nel reale, brevi aperture attraverso cui passa qualcosa che somiglia alla grazia. Il bacio diventa un sacramento profano: due esistenze che si riconoscono come se si fossero già incontrate altrove.

    Non è erotismo: è memoria cosmica. È l’impressione, fugace ma assoluta, che tra te e l’altro sia in corso un evento che non dipende da voi. Nel bacio, l’identità non scompare: si dissolve. Diventi contorno, vibrazione, presenza pura. Per un momento non sei più chi eri, e non sei ancora chi diventerai. Il bacio è un ponte tra due solitudini
    che accettano di non essere separate. Ogni vero bacio è un piccolo annientamento: per un istante l’io cede, la mente disarma, la volontà si placa. Resta solo il gesto, e dentro il gesto
    qualcosa che non si può spiegare. Il bacio dice ciò che nessuna voce può. Dice “ti riconosco.”
    Dice “ti accolgo.” Dice “sei entrato in una zona dove non porto nessuno.” Il bacio autentico non comunica: trasmette. Non è un messaggio: è un transfert sacro. È la consegna del proprio respiro nelle mani dell’altro. Ogni bacio è un passaggio. Tra ciò che sei stato e ciò che diventi dopo aver baciato. Tra il tuo silenzio e il suo. Tra la tua ombra e la sua luce. Tra l’umano che vive e l’invisibile che osserva. Il bacio non unisce: trasfigura. Perché l’incontro profondo non è mai solo contatto: è metamorfosi. La mistica del bacio è questo:
    un istante in cui la materia si ricorda di essere anima, e l’anima si ricorda di avere un corpo.

    Il bacio rende sacro ciò che sfiora e fa tacere tutto ciò che non conta. Lascia una traccia che non si vede ma resta impressa nel punto da cui nasce il desiderio. Il bacio devoto non possiede, non prende, non chiede: tocca il divino nell’altro. E quando ti accade, anche solo una volta nella vita, capisci davvero che il bacio non è mai stato un gesto, ma una rivelazione. Un piccolo frammento di eternità concesso in prestito alle bocche degli umani.

    Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie
    Tutto arriverà a te non quando insegui, ma quando diventi abbastanza tranquilla da potere accogliere. - cit.

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