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Discussione: Nato colpevole - Carmelo Musumeci

          
  1. #1
    Master Member L'avatar di daniela
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    Nato colpevole - Carmelo Musumeci

    "Scrivo anche per fare sapere alle persone di buona volontà, che vogliono capire che nella maggioranza dei casi il carcere, così com’è oggi in Italia, produce solo tanta recidiva e che una pena crudele e cattiva non fa riflettere sul male commesso. E che agli ergastolani non servirebbe poi molto per migliorarsi, se non un po’ di speranza e un fine pena. Credo che sarebbe utile far sapere alla società che una sofferenza inutile non fa bene a nessuno, neppure alle vittime dei nostri reati."

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    Ho appena finito di leggere questo libro, il più recente di Carmelo Musumeci: è il racconto, scorrevole e coinvolgente, di come nasce un ergastolano.
    E' lo sguardo del Carmelo di oggi sul Carmelo bambino, sul Carmelo ragazzo. Carmelo che mette in fila le sofferenze e le azioni che hanno portato all'uomo che è oggi. Senza vergogna, senza vanto, senza compiacimento, con garbo, descrive l'amore, descrive il dolore, descrive le scelte fatte, il male subito, quello imposto.
    Come ha detto Carmelo «sono sì nato colpevole, poi io ci ho messo del mio a diventarlo». Ma, anche, ci ha messo del suo a uscire, a far uscire la sua voce, a esistere.
    Racconta la solitudine e la rabbia di un bambino non amato che cerca di diventare cattivo per sopravvivere e il percorso, direi quasi inevitabile, che lo porta a compiere dei crimini.
    La foto sulla copertina è quella del suo primo arresto, da minorenne.

    Carmelo, per chi ancora non lo conoscesse, è una persona che è stata condannata all’ergastolo ostativo; una volta annullata l’ostatività, dopo un quarto di secolo di detenzione, ha potuto usufruire del regime di semilibertà e durante il giorno presta il suo servizio presso la comunità Giovanni XXIII per poi rientrare ogni sera nel carcere di Perugia.

    Carmelo è entrato in carcere con la licenza elementare, all'Asinara ha ripreso gli studi e da autodidatta ha terminato le scuole superiori. E poi ha conseguito tre lauree: Scienze Giuridiche, Giurisprudenza e Filosofia. E poi scrive: tanto, di tutto, con tenacia, garbo e coraggio.

    Consiglio a tutti la lettura di "Nato colpevole", con linguaggio fluido e coinvolgente Carmelo ci trasporta in una realtà dura, spietata, che per molti rappresenta l'unica possibilità di vita. Non parla solo di carcere, ma soprattutto di come si arriva al carcere.
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  2. #2
    Master Member L'avatar di daniela
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    Riporto qui la recensione che ho scritto su Amazon:
    "Pensai che il mondo fosse cattivo ed io dovevo essere più cattivo del mondo."

    Ho appena finito di leggere "Nato colpevole", il libro più recente di Carmelo Musumeci, che racconta, con stile scorrevole e coinvolgente, la solitudine e la rabbia di un bambino non amato che cerca di diventare cattivo per sopravvivere e il percorso, direi quasi inevitabile, che lo porta a compiere dei crimini. Carmelo bambino ci trasporta in una realtà dura, spietata, che per molti rappresenta l'unica possibilità di vita. Con linguaggio fluido e anche talvolta con tenerezza racconta la rabbia e la solitudine di un bambino che si è sentito poco amato e poco protetto, e che per sopravvivere si sforza di mettere a tacere il cuore. E' difficile diventare cattivi, ma in certe situazioni è l'unica possibilità per andare avanti. Ma il cuore riaffiora, e si manifesta nell'affetto che prova per alcuni compagni, fino a dividere il frutto delle rapine anche con la famiglia dell'amico che non c'è più. E il cuore riaffiora ancora nel senso di protezione e di responsabilità, che in lui è molto accentuato, che lo spinge a difendere i bambini e i ragazzi più deboli e più vessati, e a mandare denaro alla madre e ai fratelli. Si sente la complicità e la solidarietà che lo lega ai suoi amici, e anche la rabbia cieca che lo spinge a intervenire per le ingiustizie che colpiscono i più deboli che non sono in grado di difendersi. Si sforza di diventare cattivo per sopravvivere e per reagire ai soprusi che vede accadere intorno a sè, anche contro il proprio interesse. Trasmette molto bene la rabbia, la tristezza e l'infelicità, che lo spingono quasi ineluttabilmente verso una strada senza via d'uscita, e la solitudine immensa unita al desiderio di famiglia, di normalità, quando sogna la madre dei suoi figli, che ancora non ha incontrato, e i figli che verranno.
    Lettura consigliatissima.
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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