Thanks Thanks:  1
Likes Likes:  6
Visualizzazione dei risultati da 1 a 5 su 5

Discussione: A chi ama le favole

          
  1. #1
    Grandi speranze L'avatar di Estella
    Registrato dal
    Dec 2016
    Messaggi
    612
    Post Thanks / Like

    A chi ama le favole

    La nostalgia mi ruba i colori della vita. (Cristina Campo)


  2. Likes Enribello liked this post
  3. #2
    Senior Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    895
    Post Thanks / Like
    Mi ricordo che una volta in occasione della promozione di un romanzo e incontro con l’autore, fu posta la seguente domanda : “Quale libro occupa un posto particolare nella vostra formazione? "
    E giu' vari titoli piu' o meno noti.
    Nessuno che abbia fatto un riferimento a favole ,fiabe.....vergogna forse?
    Eppure Apuleio, Fedro....troviamo degli insegnamenti niente male.
    Penso alla morale della "Volpe e la maschera"( non lasciarsi ingannare dalle apparenze) e tanti altri. Un libro di favole riletto oggi, da molte conferme. Anche quelli fantastici....Ulisse per la sua mente e per le sue quattro donne dove ognuna raffigura qualcosa di diverso: Calipso, Circe, Nausicaa e Penelope... Giano bifronte perché ha una faccia che guarda al passato ed una al presente; Orfeo che ammansisce le pietre con il suo canto ed ha la possibilità di riprendersi il suo amore nell'Ade ....e anche qui ci sarebbero altri esempi.
    Credo che anche sul piano didattico, l'uso delle fiabe e delle favole non sia abbastanza valorizzato,ed e' un peccato ,in quanto splendide metafore educative.
    Una mia amica insegnante che saluto ( ciao Clelia…) mi ha detto che nonostante i numerosi interventi di pedagogisti ed educatori sul valore formativo delle fiabe
    e dei racconti mitologici/ fantastici, la maggior parte dei docenti, soprattutto nelle scuole medie e superiori, le ritiene una cosa da bambini o, peggio, una perdita di tempo visto che ci sono dei preformati e utili programmi ministeriali che sono anche lunghi e difficili da portare a termine. Come se la cultura per essere tale debba vestirsi di austerità e la serietà della cultura fosse divenuta, agli occhi dei più, seriosità.... le favolette lasciamole alle mamme, che le utilizzino per fare dormire i loro bimbi di notte …la cultura, quella vera, deve essere dura, deve far soffrire, richiedere necessariamente impegno e sforzo. Quindi….grazie ad Estella per questo topic e per chi vorra' contribuire.
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  4. Thanks Estella thanked for this post
    Likes Estella, daniela liked this post
  5. #3
    Grandi speranze L'avatar di Estella
    Registrato dal
    Dec 2016
    Messaggi
    612
    Post Thanks / Like
    L’amore di Pizzomunno e Cristalda.
    La Puglia è una terra caratterizzata da misticismo e magia e questo si riflette in numerose leggende che si tramandano nei secoli e che parlano di re, regine, folletti con il cappello rosso, e storie d'amore più o meno a lieto fine. Tra le storie d'amore sospese tra leggenda e romanticismo che caratterizzano questa terra baciata dal sole e dalle bellezze naturali, c'è quella di Pizzomunno e Cristalda.
    Lo sfondo in cui è ambientata questa nota leggenda è quello di Vieste, la località di mare che ancora oggi attira migliaia di turisti che rimangono affascinati dal suo mare e dalla sua costa, caratterizzata dal candore della bianca scogliera che, per una parte importante, dirada a strapiombo sul mare. La leggenda di Pizzomunno e Cristalda che vede come protagonisti due giovani ha inevitabilmente diverse versioni, come spesso accade per le storie tramandate oralmente di padre in figlio.
    Per grandi linee è comunque un racconto che celebra al vero amore, che non accenna a fermarsi davanti a niente, neppure davanti alle più grandi avversità, non ultima la morte. Può sembrare una leggenda triste ma nasconde un doppio finale che renderà felici i più romantici e i sognatori.
    La storia d'amore tre i due giovani nasce sulle spiagge pugliesi di Vieste quando ancora era un pittoresco borgo di pescatori. Questi per comodità avevano pensato bene di costruire le loro povere abitazioni, poco più che capanne, nelle vicinanze del mare, in modo da trasportare il pesce facilmente per poterlo vendere alla gente del posto. In questa storia il mare è protagonista insieme a Pizzomunno e Cristalda che, cullati dal rumore delle sue onde, si innamorarono perdutamente.
    Lui pare fosse un bellissimo giovane, alto, forte e affascinante che attirava irresistibilmente il corteggiamento delle altre ragazze del villaggio, le quali bramavano le sue attenzioni. Cristalda non era da meno quanto alla sua bellezza più unica che rara, ancor più valorizzata dai lunghi capelli biondi che ricordavano la lucentezza dei raggi del sole e il giallo delle spighe di grano. Anche Pizzomunno era un pescatore, quindi portato a stare in mare per molte ore e qui compare il primo elemento magico di questa struggente storia d'amore.
    I pescatori infatti erano soggetti alle insistenti attenzioni delle sirene che popolavano l'azzurro mare di Vieste e che miravano ad attirare, con i loro canti ammaliatori ignari giovani, illudendoli con la loro avvenenza, mentre invece miravano soltanto a prendersi le loro sfortunate vite. La stessa cosa accadde a Pizzomunno che, in diverse occasioni, si trovò a fronteggiare questa sfacciate sirene, che tentavano di sedurlo anche insistentemente e con tutti modi a loro disposizione, ma lui era sordo ai loro lussuriosi inviti.
    Per convincerlo si offrirono di diventare sue serve e lui il loro re per stargli vicino in eterno. Gli promisero di non prendersi la sua vita a patto che lui le seguisse in fondo al mare dove lo avrebbero deliziato di ogni bene e di tutte le attenzioni. Ma lui innamorato e fedele come non mai a Cristalda, la ragazza più incantevole del villaggio, rifiutò con tono deciso e pagò molto caro questo affronto fatto alle creature marine.
    Le sirene infatti si infuriarono e offese e umiliate vollero vendicarsi nel modo più malvagio. Passò del tempo e i due giovani erano soliti incontrarsi sulla riva del mare per amoreggiare al chiaro di luna, ma le sirene improvvisamente riemersero dalle profondità degli abissi strappando la bellissima Cristalda dalle braccia di Pizzomunno e portandola via, in fondo al mare. Pizzomunno era distrutto dal dolore e il suo corpo rimase pietrificato trasformandosi in un enorme monolite che ancora oggi troneggia sulla spiaggia di Vieste.
    Al monolite, alto circa 25 metri, è stato dato proprio il nome del giovane innamorato, il Pizzomunno, che imperioso si staglia sulla costa pugliese e che l'ha resa famosa nel mondo per l'inconfondibile panorama che regala a chi ha la fortuna di passare da queste parti.
    La leggenda però non finisce qui e l'amore tra i due giovani non è certo terminato tra i flutti del mare che hanno ingoiato la povera Cristalda. Pare che il sortilegio che ha colpito questa bella quanto sfortunata coppia possa essere temporaneamente sciolto dal destino ogni 100 anni, precisamente il 15 di agosto per una notte soltanto.
    Durante questa sospirata notte ai due innamorati è concesso finalmente di amarsi perché Pizzomunno abbandona le sue sembianze pietrificate recuperando un corpo umano, mentre Cristalda riemerge dalle acque che l'avevano condannata a stare lontana dal suo amore.
    La nostalgia mi ruba i colori della vita. (Cristina Campo)


  6. Likes Enribello liked this post
  7. #4
    Grandi speranze L'avatar di Estella
    Registrato dal
    Dec 2016
    Messaggi
    612
    Post Thanks / Like
    Leggenda araba.
    Il gelsomino è una pianta conosciuta fin dai tempi più antichi soprattutto nei paesi asiatici e per la tradizione araba è una pianta che simboleggia l'Amore divino. Una bellissima leggenda araba narra della loro origine: esisteva una volta Kitza, la madre di tutte le stelle, che nel suo palazzo di nuvole era intenta a preparare abiti d'oro per tutti i suoi figli astri quando improvvisamente si presentarono davanti a lei un gruppo di stelline che protestavano perchè, secondo loro, le loro vesti non erano sufficientemente belle. La madre, cercò di rabbonirle e le pregava di non fare troppo chiasso e di non farle perdere tempo perchè doveva ancora vestire tutti gli altri astri. Ma le stelline non l'ascoltavano e continuavano a lamentarsi. A quel punto passò da quelle parti Micar, il re degli spazi che, dopo aver saputo il motivo per il quale le stelline facevano tanto rumore, si indignò a tal punto che le cacciò dal firmamento strappandole di dosso gli abiti che avevano e scagliandole nella terra in mezzo al fango. Kitza, profondamente addolorata di quanto era accaduto era inconsolabile perchè pensava che le sue stelline sarebbero state in quel modo calpestate ed umiliate dagli uomini. Ma la signora dei giardini Bersto ebbe pietà della povera madre e decise di trasformare le stelline in fiori profumatissimi. Nascquero così i gelsomini.
    La nostalgia mi ruba i colori della vita. (Cristina Campo)


  8. Likes Enribello liked this post
  9. #5
    Senior Member L'avatar di Enribello
    Registrato dal
    Dec 2015
    residenza
    Roma
    Messaggi
    895
    Post Thanks / Like
    Il giovane gambero


    Un giovane gambero pensò: “Perchè nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”.

    Cominciò ad esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica. Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perchè tutto si può imparare, se si vuole.
    Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse:
    “State a vedere”.
    E fece una magnifica corsetta in avanti.

    “Figlio mio”, scoppiò a piangere la madre, “ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come tuo padre e tua madre ti hanno insegnato, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene”.
    I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.
    Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse: “Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua, il ruscello è grande: vattene e non tornare più indietro”.

    Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.
    Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.
    “Il mondo va a rovescio”, disse una rana,, “guardate quel gambero e datemi torno, se potete”.
    “Non c’è più rispetto”, disse un’altra rana.
    “Ohibò, ohibò”, disse una terza.

    Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone dall’espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto a un sasso.
    “Buon giorno”, disse il giovane gambero.
    Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: “Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco che cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua piuttosto che rivolgermi la parola. Fin che sei in tempo, dà retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio”.

    Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava: “Ho ragione io”.
    E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.
    Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perchè egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno.

    Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: “Buon viaggio!”.

    Gianni Rodari




    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  10. Likes Estella liked this post

Segnalibri

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •