Thanks Thanks:  0
Likes Likes:  0
Visualizzazione dei risultati da 1 a 4 su 4

Discussione: L'Antologia di Spoon River e Fabrizio De André

          
  1. #1
    Senior Member
    Registrato dal
    Nov 2011
    residenza
    Cagliari
    Messaggi
    281
    Post Thanks / Like

    L'Antologia di Spoon River e Fabrizio De André

    Nel 1971 Fabrizio De André pubblicò il suo sesto album Non al denaro non all'amore né al cielo ispirato dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

    Ogni canzone è dedicata ad un personaggio dell'opera poetica tranne l'introduzione "La collina" che ha lo stesso titolo dell'incipit del libro:


    LA COLLINA


    Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
    l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
    Tutti, tutti, dormono sulla collina.
    Uno trapassò in una febbre,
    uno fu arso in miniera,
    uno fu ucciso in rissa,
    uno morì in prigione,
    uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari –
    tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
    Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
    la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
    Tutte, tutte, dormono sulla collina.

    Una morì di un parto illecito,
    una di amore contrastato,
    una sotto le mani di un bruto in un bordello,
    una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
    una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
    ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag –
    tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

    Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
    e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
    e il maggiore Walker che aveva conosciuto
    uomini venerabili della Rivoluzione?
    Tutti, tutti, dormono sulla collina.

    Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
    e figlie infrante dalla vita,
    e i loro bimbi orfani, piangenti –
    tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
    Dov’è quel vecchio suonatore Jones
    che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
    fronteggiando il nevischio a petto nudo,
    bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
    né al denaro, né all’amore, né al cielo?
    Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
    delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
    di ciò che Abe Lincoln
    disse una volta a Springfield.





    Questa è la versione del cantautore genovese:



    Dove se n’è andato Elmer
    che di febbre si lasciò morire
    Dov’è Herman bruciato in miniera.
    Dove sono Bert e Tom
    il primo ucciso in una rissa
    e l’altro che uscì già morto di galera.
    E cosa ne sarà di Charley
    che cadde mentre lavorava
    dal ponte volò e volò sulla strada.
    Dormono, dormono sulla collina
    dormono, dormono sulla collina.
    Dove sono Ella e Kate
    morte entrambe per errore
    una di aborto, l’altra d’amore.
    E Maggie uccisa in un bordello
    dalle carezze di un animale
    e Edith consumata da uno strano male.
    E Lizzie che inseguì la vita
    lontano, e dall’Inghilterra
    fu riportata in questo palmo di terra.
    Dormono, dormono sulla collina
    dormono, dormono sulla collina.
    Dove sono i generali
    che si fregiarono nelle battaglie
    con cimiteri di croci sul petto
    dove i figli della guerra
    partiti per un ideale
    per una truffa, per un amore finito male
    hanno rimandato a casa
    le loro spoglie nelle bandiere
    legate strette perché sembrassero intere.
    Dormono, dormono sulla collina
    dormono, dormono sulla collina.
    Dov’è Jones il suonatore
    che fu sorpreso dai suoi novant’anni
    e con la vita avrebbe ancora giocato.
    Lui che offrì la faccia al vento
    la gola al vino e mai un pensiero
    non al denaro, non all’amore né al cielo.
    Lui sì sembra di sentirlo
    cianciare ancora delle porcate
    mangiate in strada nelle ore sbagliate
    sembra di sentirlo ancora
    dire al mercante di liquore
    “Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”

  2. #2
    Senior Member
    Registrato dal
    Nov 2011
    residenza
    Cagliari
    Messaggi
    281
    Post Thanks / Like
    La prima canzone dell'album Non al denaro non all'amore né al cielo è "Il matto" ispirata dalla poesia dedicata a Frank Drummer:

    Da una cella a questo luogo oscuro –
    la morte a venticinque anni!
    La mia lingua non poteva esprimere ciò che mi si agitava dentro,
    e il villaggio mi prese per scemo.
    Eppure all’inizio c’era una visione chiara,
    un proposito alto e pressante, nella mia anima,
    che mi spinse a cercar d’imparare a memoria
    l’Enciclopedia Britannica!

    La traduzione dell'opera di Lee Masters fu affidata ad una giovanissima Fernanda Pivano.



    Un matto (Dietro ogni scemo c'è un villaggio)

    Tu prova ad avere un mondo nel cuore
    e non riesci ad esprimerlo con le parole,
    e la luce del giorno si divide la piazza
    tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
    e neppure la notte ti lascia da solo:
    gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

    E sì, anche tu andresti a cercare
    le parole sicure per farti ascoltare:
    per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
    io cercai di imparare la Treccani a memoria,
    e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
    continuarono gli altri fino a leggermi matto.

    E senza sapere a chi dovessi la vita
    in un manicomio io l'ho restituita:
    qui sulla collina dormo malvolentieri
    eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
    qui nella penombra ora invento parole
    ma rimpiango una luce, la luce del sole.

    Le mie ossa regalano ancora alla vita:
    le regalano ancora erba fiorita.
    Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
    di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
    di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
    "Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

  3. #3
    Senior Member L'avatar di nottibianche
    Registrato dal
    Jan 2018
    residenza
    Montecatini Terme
    Messaggi
    262
    Post Thanks / Like
    Non conoscevo questa raccolta né le canzoni di De Andrè.Mamma mia sono di una tristezza e di una cattiveria infinita: come se niente bastasse a saziare il disprezzo verso l'altro,il diverso .Forse solo così il potere che fagocita tutto evita di guardarsi dentro e piangere per quello che vede di se stesso.

    Ho letto che la Pivano fu arrestata dal regime fascista,per la pubblicazione di queste poesie che le erano state fatte conoscere da Cesare Pavese.
    " E se io non fossi l'eroe? Se io fossi il cattivo? " Twilight

  4. #4
    Senior Member
    Registrato dal
    Nov 2011
    residenza
    Cagliari
    Messaggi
    281
    Post Thanks / Like
    Non sono d'accordo nottibianche. L'opera è un richiamo all'antico tema della caducità della vita, come il famoso verso di François Villon Mais où sont les neiges d'antan? (tra parentesi De Andrè si è ispirato anche a Villon per un suo album Tutti morimmo a stento) e mostra squarci di esistenza nelle vite di gente comune.

    Il secondo brano del concept album di Faber è Un giudice, forse la canzone più famosa:

    Cosa vuol dire avere
    un metro e mezzo di statura,
    ve lo rivelan gli occhi
    e le battute della gente,
    o la curiosità
    di una ragazza irriverente
    che si avvicina solo
    per un suo dubbio impertinente:

    vuole scoprir se è vero
    quanto si dice intorno ai nani,
    che siano i più forniti
    della virtù meno apparente,
    fra tutte le virtù
    la più indecente.

    Passano gli anni, i mesi,
    e se li conti anche i minuti,
    è triste trovarsi adulti
    senza essere cresciuti;
    la maldicenza insiste,
    batte la lingua sul tamburo
    fino a dire che un nano
    è una carogna di sicuro
    perché ha il cuore toppo,
    troppo vicino al buco del culo.


    Fu nelle notti insonni
    vegliate al lume del rancore
    che preparai gli esami.
    diventai procuratore
    per imboccar la strada
    che dalle panche d'una cattedrale
    porta alla sacrestia
    quindi alla cattedra d'un tribunale,
    giudice finalmente,
    arbitro in terra del bene e del male.


    E allora la mia statura
    non dispensò più buonumore
    a chi alla sbarra in piedi
    mi diceva Vostro Onore,
    e di affidarli al boia
    fu un piacere del tutto mio,
    prima di genuflettermi
    nell'ora dell'addio
    non conoscendo affatto
    la statura di Dio.


    La canzone è stata ispirata dalla poesia Il giudice Selah Lively:

    Immagina di essere alto un metro e cinquantotto
    e di avere iniziato a lavorare come
    garzone in una drogheria
    studiando legge a lume di candela
    finchè non sei diventato avvocato.
    E poi immagina che, grazie alla tua diligenza
    e alla frequentazione regolare della chiesa,
    tu sia diventato il legale di Thomas Rhodes,
    che collezionava cambiali e ipoteche,
    e rappresentava tutte le vedove
    davanti alla Corte. E che in tutto questo
    ti canzonassero per la tua statura e ridessero dei tuoi
    vestiti e dei tuoi stivali lucidi. E poi immagina
    di essere diventato Giudice di Contea.
    E che Jefferson Howard e Kinsey Keene,
    e Harmon Whitney, e tutti i giganti
    che ti avevano schernito, fossero obbligati a stare
    in piedi davanti al banco e a dire "Vostro Onore" -
    Beh, non pensi che sarebbe naturale
    che io rendessi loro la vita difficile?

Segnalibri

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •