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Discussione: La poesia e la casa...

          
  1. #1
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    La poesia e la casa...

    GIORNI D’INVERNO NELLA CASA ESTIVA

    Nella solitudine di questi giorni d'inverno
    con gli alti fiori di aloe rossi
    nel giardino, in casa non c’è nessuno
    e io la abito.
    Ci sono gli uccelli. E la luce del sud
    nel giorno indeciso.
    Viene la notte con gli occhi bendati
    e cieca cade fuori dai muri
    così fredda, così ampia.
    Vivo nell’intimità della casa vuota,
    e nelle stanze disabitate
    posso sentire il suono attutito della vita,
    toccare il tempo congelato,
    gustare negli specchi un sapore dolce,
    la noia di un'immagine senza gioventù.
    E ci sono, però, il calore di una vita già indossata,
    il segreto entusiasmo di essere stato.

    FRANCISCO BRINES
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  2. #2
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    QUESTA E' LA MIA CASA

    Non c'è dubbio. Questa è la mia casa
    qui avvengo, qui
    mi inganno immensamente.
    Questa è la mia casa ferma nel tempo.

    Arriva l'autunno e mi difende,
    la primavera e mi condanna.
    Ho milioni di ospiti
    che ridono e che mangiano,
    s'accoppiano e dormono,
    giocano e pensano.
    milioni di ospiti che si annoiano,
    che hanno incubi e attacchi di nervi.

    Non c'è dubbio. Questa è la mia casa.
    Tutti i cani ed i campanili
    ci passano di fronte.
    Ma la mia casa è sferzata dai fulmini
    e un giorno si spaccherà in due.

    E io non saprò dove ripararmi
    perchè tutte le sue porte danno fuori dal mondo.

    Mario Benedetti
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  3. #3
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    La casa di Mara

    La casa di Mara
    è una piccola stanza di legno.
    A lato un cipresso l'adombra nel giorno.
    Davanti vi corrono i treni.
    Seduta nell'ombra dell'alto cipresso
    sta Mara filando.
    La vecchia ha cent'anni,
    e vive filando in quell'ombra.
    I treni le corron veloci davanti
    portando la gente lontano.
    Ell'alza la testa un istante
    e presto il lavoro riprende.
    I treni mugghiando
    s'incrocian dinnanzi alla casa di Mara volando.
    Ell'alza la testa un istante
    e presto il lavoro riprende.

    Aldo Palazzeschi
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  4. #4
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    Casa mia

    Sorpresa d'un amore
    che riscopro
    dopo tanto
    a visitarmi.

    Credevo di averlo sparpagliato
    per il mondo.

    Arturo Onofri
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  5. #5
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    La cucina

    C'era, un po' in ombra, il focolaio; aveva
    arnesi, intorno, di rame. Su quello
    si chinava la madre col soffietto,
    e uscivano faville.

    C'era, nel mezzo una tavola dove
    versava antica donna le provviste.
    Il mattarello vi allungava a tondo
    la pasta molle.

    C'era, mal visto nel luogo, un fanciullo.
    Le sue speranze assieme alle faville
    del focolare si alzavano. Alcuna
    - guarda! - è rimasta.

    Umberto Saba
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  6. #6
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    Nella casa paterna

    Buio. E' la sera dell'Ascensione.
    Le cugine ànno inaugurato una veste.
    Ora la strada s'anima di peste.
    Le donne son tornate da benedizione.

    Nella cucina, nel paiolo rattoppato
    la polenta solleva delle bolle.
    Sul tagliere si tagliano le cipolle.
    Il merlo sta vicino al fuoco: è un po' malato.

    Si apparecchia, e si accende la lumiera.
    L'orologio coi suoi rosolacci
    segna l'ora di notte tra gli stracci.
    L'insalata con l'uova è pronta nell'insalatiera.

    Il crepuscolo è d'un lilla soave.
    I passerotti si rifugian nel pagliaio.
    Le galline tardive corrono nel pollaio.
    Sbatte una porta. Gira stridendo una chiave.

    Corrado Govoni
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  7. #7
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    HO COSTRUITO LA CASA IDEALE

    Ho preferito la mia casa in pietre asciutte
    perché i gattini ci nascano, nella mia casa;
    perché i sorci ci stiano bene, nella mia casa,
    perché i piccioni vi si intrufolino, perché l’ora inoperosa
    vi borbotti a fuoco lento
    quando i gran soli vi ammiccano nei cantucci
    perché i bambini vi giochino con nessuno
    ovverossia col vento caldo i castagni.
    E’ per questo che non c’è tetto sulla mia casa
    né tu né io nella mia casa
    né schiavi né padroni né ragioni
    né statue né palpebre né la paura
    né lacrime né armi né la religione
    né alberi, né spesse mura né nulla che per ischerzo.
    E’ per questo che la mia casa è così ben costruita.


    ANDRE’ FRENAUD
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  8. #8
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    Tu non ricordi la casa dei doganieri
    sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
    desolata t’attende dalla sera
    in cui v’entró lo sciame dei tuoi pensieri
    e vi sostó irrequieto.

    Libeccio sferza da anni le vecchie mura
    e il suono del tuo riso non é più lieto:
    la bussola va impazzita all’avventura.
    e il calcolo dei dadi più non torna
    Tu non ricordi; altro tempo frastorna
    la tua memoria; un filo s’addipana.

    Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
    la casa e in cima al tetto la banderuola
    affumicata gira senza pietá.
    Ne tengo un capo; ma tu resti sola
    né qui respiri nell’ oscuritá.

    Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
    rara la luce della petroliera!
    Il varco é qui? (Ripullula il frangente
    ancora sulla balza che scoscende …).
    Tu non ricordi la casa di questa
    mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

    E. Montale
    "...she lives for the written word, and people come second or possibly third..." Morrissey

  9. #9
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    COSTRUIRE UNA CASA

    Costruire una casa è come mettere ordine nel mondo
    sistemo un mattone lui resta dove lo metto
    sono io che scelgo il mattone io che preparo la calce
    se potesse che tutto io potessi sistemare
    non avrei questa stretta al cuore no
    rassetterei il mondo che Dio mi perdoni
    perfino meglio di lui.

    Vera Lúcia de Oliveira
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  10. #10
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    A CASA

    È bello tornare
    Togliersi le scarpe
    Lavare via con l’acqua la polvere del lungo giorno
    Toccare nuda le pareti nude della casa
    Camminare come cieca tra i mobili, i libri, le lampade
    come una cieca che possiede solo queste povere cose
    Dovrei sistemare le porte, ridipingere il soffitto
    smerigliare gli specchi dove mi smarrisco
    dove guardo una che non può scappare da nessuna parte
    perché la casa è una torre che nessuno conosce
    Meglio così
    Mi basta quello che ho
    Mie sono le formiche assorte
    il percorso brillante delle lumache
    la rana appena nata nel bagno di mia figlia
    e questo lungo blues per dire il tuo nome
    come un trofeo.


    SOLEDAD ÁLVAREZ
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  11. #11
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    A voi che costruite la nuova casa

    Quando innalzerai di nuovo le tue mura
    -Il focolare, il letto, il tavolo e la sedia –
    non appendere le lacrime per quelli che se ne sono andati,
    che non abiteranno più con te,
    alla pietra
    non al legno-
    ci sarebbe altrimenti un pianto nel tuo sonno
    in quello breve, che ancora devi fare.

    Non sospirare quando ti fai il letto, -
    ai tuoi sogni potrebbe mescolarsi
    il sudore dei morti.

    Ah gli arredi e le pareti
    sono recettivi come arpe eolie
    e come un campo dove cresce il tuo dolore,
    e sentono in te il legame con la polvere.

    Costruisci, quando scorre la clessidra,
    ma non piangere via i minuti
    insieme con la polvere
    che nasconde la luce.

    Nelly Sacks
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  12. #12
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    La mia casa e il mio cuore


    Se un giorno tornerò alla vita
    la mia casa non avrà chiavi:
    sempre aperta, come il mare,
    il sole e l’aria.

    Che entrino la notte e il giorno,
    la pioggia azzurra, la sera,
    il pane rosso dell’aurora;
    la luna, mia dolce amante.

    Che l’amicizia non trattenga
    il passo sulla soglia,
    né la rondine il volo,
    né l’amore le labbra. Nessuno.

    La mia casa e il mio cuore
    mai chiusi: che passino
    gli uccelli, gli amici,
    e il sole e l’aria.


    Marcos Ana
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  13. #13
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    Caminetto

    Ancora non è accesa la lucerna,
    ma la stanzetta è tutta chiara e brilla
    a tratti con la fiamma che sfavilla,
    con un'occhiata lucida, materna.
    E mentre il vento strepita di fuori,
    e batte alle finestre con dispetto,
    noi c'indugiamo presso il caminetto,
    che allegramente scalda i nostri cuori...
    E quasi grati siamo al freddo inverno,
    al freddo inverno e al suo più freddo mese,
    che un amico ci dà tanto cortese,
    che un fratello ci dà tanto fraterno.

    Marino Moretti
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  14. #14
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    IN UNA STANZA ABBANDONATA

    Finestre, variopinte aiuole,
    un organo vi alterna il suono.
    Ombre danzano sui parati,
    una bizzarra folle ridda.

    Fiammeggianti i cespugli alitano
    e vibra di moscerini uno sciame,
    lontano mietono sul campo le falci
    e un'acqua antica canta.

    Di chi è il respiro che m'accarezza?
    Rondini tracciano confusi segni.
    Lieve verso lo sconfinato scorre
    laggiù la dorata regione dei boschi.

    Fiamme vacillano nelle aiuole.
    Confusa ed estatica la folle ridda
    su pei giallastri parati.
    Qualcuno guarda entro la porta.

    Incenso dolce profuma ed il pero
    e imbruniscono cassapanca e bicchiere.
    Lentamente si china l'ardente fronte
    verso le bianche stelle.

    Georg Trakl
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  15. #15
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    A mia madre dalla sua casa

    M'accoglie la tua vecchia, grigia casa
    steso supino sopra un letto angusto,
    forse il tuo letto per tanti anni. Ascolto,
    conto le ore lentissime a passare,
    più lente per le nuvole che solcano
    queste notti d'agosto in terre avare.

    Uno che torna a notte alta dai campi
    scambia un cenno a fatica con i simili,
    infila l'erta, il vicolo, scompare
    dietro la porta del tugurio. L'afa
    dello scirocco agita i riposi,
    fa smaniare gli infermi ed i reclusi.

    Non dormo, seguo il passo del nottambulo
    sia demente sia giovane tarato
    mentre risuona sopra pietre e ciottoli;
    lascio e prendo il mio carico servile
    e scendo, scendo più che già non sia
    profondo in questo tempo, in questo popolo.

    Mario Luzi
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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