Se esiste un genere letterario più sottovalutato del poliziesco, questo è sicuramente il fumetto, che viene sempre considerato un prodotto per ragazzi anche se vanta delle eccellenze come “Maus” di Art Spiegelman e “Contratto con Dio” di Will Eisner, tanto per citarne qualcuno, e se alle selezioni finali del Premio Strega ultimamente sono arrivate le graphic novel di Zerocalcare e gipi.

Tenendo conto di ciò un fumetto poliziesco dovrebbe essere solo un passatempo per adolescenti piuttosto svogliati ma “Il commissario Spada” scritto da Gianluigi Gonano e disegnato da Gianni De Luca, sovverte tutti i pregiudizi che ancora potrebbero sussistere.
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Pubblicato a partire al 1970 sul settimanale “Il Giornalino” edito dai Paolini e distribuito solo nelle chiese e su abbonamento” “Il commissario Spada” è eccezionale per la sua modernità e per la capacità di sperimentare nuovi linguaggi, narrativi e grafici grazie alla tecnica straordinaria di De Luca che riesce a rendere cinematografico il suo tratto e che firmerà il suo capolavoro nella rilettura di tre classici shakespeariani come “Amleto”, Giulietta e Romeo” e “La tempesta”.

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Il commissario Spada fa parte della Criminalpol di Milano ed è accompagnato nelle sue avventure dal Brigadiere Pensotti e dagli agenti Andreola e Clerici ha come informatore uno strano personaggio che si fa chiamare Sgrinfia. La Milano in cui agisce è perfettamente credibile e ha lo stessa vitalità della Milano di Scerbanenco pur adeguandosi ai tempi che ora sono quelli del terrorismo e dei “figli dei fiori” perché, come ricorda Antonio Faeti, “gli eroi di De Luca/Gonano sono cittadini autentici, immersi nelle contraddizioni di anni tremendi , non disposti a cedere, a mercanteggiare, a cercare compromessi.”

Le avventure poliziesche di Eugenio Spada punteggiate dai conflitti familiari con il figlio adolescente Mario che, orfano di madre, ha un rapporto difficile sia con il genitore che con il suo mestiere di “sbirro”.

Quanta differenza tra questo fumetto, così adulto e pienamente immerso nelle dinamiche politiche e sociali del tempo e i contemporanei film “poliziotteschi” che andavano per la maggiore come “Milano trema: la polizia vuole giustizia” oppure “Milano calibro 9”.

“Il commissario Spada” è uno specchio fedele di quei tempi e di quella società senza facili moralismi e senza rigidi schematismi che distinguano i buoni dai cattivi e attraverso le sue indagini, rigorose anche nella verosimiglianza, si rivivono le tensioni, le suggestioni e la quotidianità di un periodo cruciale della storia dell'Italia repubblicana.



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http://www.fumettologica.it/2015/01/...ca-intervista/
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