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Discussione: XVIII GdL (Libero) - Il paese dell'acqua di Graham Swift

          
  1. #16
    Master Member L'avatar di Elvira Coot
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    Sono circa a pagina 70. Proseguo lentamente per mancanza di forze, ma proseguo. La storia è bella e mi sta piacendo. Però si tratta del racconto che il protagonista, Tom Crick professore di storia, fa ai suoi studenti, quindi non c'è una riga di discorso diretto. Questo appesantisce molto la narrazione

  2. #17
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Pure io vado a rilento e mi vergogno a dire la pagina.
    Pure io sono stanca, infatti non ho neppure la forza per andare al cinema.
    Pure io continuo lentamente e mettendoci vicino una lettura più veloce e ritmata.

  3. #18
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    Mi mancano poche pagine

  4. #19
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Davvero? Credevo ti fossi un po' arenata.
    Probabilmente diventerò la barzelletta della biblioteca. L'altro giorno l'ho riconsegnato e oggi riprenotato per la terza volta!

    Ma non demordo.

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  6. #20
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    Il difetto (ma non è detto che sia un difetto, direi anzi che è proprio il suo pregio) di questo libro è che inizia lentamente. Le descrizioni minuziose dei luoghi e le divagazioni dell’autore allungano le pagine. In più è quasi assente il discorso diretto dato che si tratta di un racconto da parte di un professore ai suoi studenti. La narrazione è come un filo di ragnatela, esile, lento, sembra inesistente ed invece circa a metà libro mi sono trovata avviluppata e prigioniera di queste storie, al punto che non vedevo l’ora di prendere in mano il libro per continuare la lettura.
    I piani temporali sono tre: il presente, nel quale il professore di storia, invece di insegnare la storia, racconta le storie delle Fens (Le Fenlands, regione anticamente paludosa dell’Inghilterra che Wikipedia definisce zona umida, pianeggiante ed agricola); il passato recente, che risale all’adolescenza di Tom Crick, quando aveva 16 anni e si trovò il cadavere di un ragazzo vicino alla chiusa. E poi c’è il secolo scorso, la storia delle famiglie che fecero la storia del paese, fino ai giorni nostri, fino al loro ultimo discendente.
    In questo romanzo c’è un fantasma, c’è l’ascesa e il declino di un impero economico, c’è una fabbrica di birra, ci sono i primi amori, gli amori sbagliati, gli amori che non muoiono mai. C’è un incendio e una particolare serie di bottiglie di birra che acceca chi la beve e lo fa sragionare (ma tranquilli, non c’è pericolo, perché la ricetta è segreta). C’è l’affetto per i figli, quello per i genitori, c’è la punizione per chi ha fatto del male.
    Bellissimo. Non c’è altro da dire. Chi ama i racconti del passato e del presente non potrà non apprezzare questo romanzo pieno di storie vecchie e nuove. Ma tutte, proprio tutte, vissute accanto all’acqua, l’acqua che oggi porta la vita e domani la toglie, l’acqua della chiusa del fiume e delle alluvioni.

    Da leggere

    P.S. Consiglio di guardarsi qualche immagine su internet, tanto per farsi un’idea delle Fens. Io ci ho guardato a libro terminato e le ho trovate proprio come me le ero immaginate.

    Grazie Kaipy, senza di te non avrei letto questo libro.

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  8. #21
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Grazie a te, Elvira, senza la tua recensione forse avrei aspettato a riprenderlo in mano!

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