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Discussione: L'angolo del progressive

          
  1. #31
    Master Member L'avatar di Enribello
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    Ci sono gruppi che tengono ancora alta la bandiera del prog…gli inglesi MOSTLY AUTUMN sono uno di questi.
    Il loro sound spazia dal progressive-rock al folk, con echi di Pink Floyd , ( omaggiati in un loro disco “Pink Floyd Revisited”, ) Genesis e atmosfere celtiche…un loro disco "Music Inspired by the Lord of the Rings" e’ chiaramente ispirato al “Signore degli anelli”
    Di impatto la voce della cantante Olivia Sparnenn che ha sostitito l’altra bravissima vocalist Heather Findlay…
    Degni di nota anche gli assoli di chitarra di uno dei fondatori del gruppo Brian Josh…sempre in bilico tra Gilmour e Hackett.
    Li ho visti in concerto due anni fa , il loro live show e’ stato vivo e coinvolgente.
    Miglior disco…secondo me l’antologia “Catch the spirit” doppio dal vivo…tra i singoli “The Spirit Of Autumn Past”
    Sotto un esibizione dal vivo.


    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  3. #32
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    Come già segnalato da Enribello, gli Osanna furono un gruppo tra i più interessanti, anche se dalla breve vita, nella scena progressive italiana.
    Questa è la colonna sonora di "Milano Calibro 9" uno dei film poliziotteschi in voga in quel periodo, ispirato dai racconti di Scerbanenco.


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  5. #33
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    Alla fine degli anni 70 nascono i Silmarillion, nome apertamente ispirato all'omonima opera di J.R.R. Tolkien. Successivamente, il gruppo accorcia il nome in MARILLION per evitare problemi legali con “Il Signore degli Anelli” .La band britannica si rifa’ a giganti come i Genesis e i Van De Graaf Generator.
    Figura di spicco il cantante Derek William Dick che amava farsi chiamare Fish…ma anche Steve Rothery.
    La loro consacrazione avvenne nel 1985 con l’album Misplaced Childhood da cui estrassero un singolo ( nel video sotto) che ebbe un gran successo. Oltre questo segnalo anche “Season’s end” primo disco senza l’istrionico Fish dove spicca “Easter”Ancora oggi dopo varie vissicitudini sono in attivita’….mi sembra abbiano fatto un concerto in Italia un anno fa.





    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  6. #34
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    Uno dei gruppi di rock progressivo più validi sulla scena italiana degli anni settanta è senza dubbio "Il rovescio della medaglia". "Contaminazione" è forse il loro album migliore, frutto della collaborazione con Luis Bacalov e ispirato dal "Clavicembalo ben temperato" di Johann Sebastian Bach.



    Una curiosità, nel "Rovescio della medaglia" militò per breve tempo anche Michele Zarrillo proveniente da un'altra band storica del progressive "Semiramis"

  7. #35
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    Per quanto riguarda il gruppo romano citato sopra da Chomsky, aggiungo solo che era famoso per un impianto di amplificazione unico...come recita wikipedia “la popolarità del Rovescio era soprattutto determinata dal notevole successo di pubblico dei loro concerti, richiamato dal potente impianto audio e dall'avveniristica strumentazione”
    Purtroppo il furto di questa porto' il gruppo quasi allo scioglimento.

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    Gruppo genovese nato nel 1971 , con forti influenze classiche...i LATTE E MIELE.
    Sulla scia di E.l.&P e in parte sottovalutati, non riuscirono mai a conquistarsi una effettiva dimensione propria. Furono accusati di essere un po'filo-clericali...prima rock band della storia a suonare davanti al papa. (A quei tempi Paolo VI.)
    Tra l'altro va considerato che all'epoca erano molto giovani...il batterista,Alfio Vitanza aveva solo 16 anni.
    Miglior disco...forse “Papillon”...io conosco bene solo il il primo, "Passio Secundum Mattheum" con partiture ispirate alle grandi pagine della musica classica ( Bach) e testi basati su una rilettura del Vangelo Certo un po' grezzo ma non privo di momenti di buon rock /sinfonico/progressive.
    A me piaceva molto “Getsemani” che ripropongo sotto (il video e' girato a quei tempi...e si vede. Tra l'altro leggermente fuori sincrono...ma anche qui sta il suo fascino).

    Dopo scioglimenti collaborazioni con altri artisti e pubblicazioni postume, nel 2009 e' uscito "MARCO POLO - sogni e viaggi “che loro ritengono il disco piu' maturo. Almeno questo ho letto in una intervista. Fa piacere che in un mercato come quello italiano, dominato dalla musica commerciale, ci sia gente che tenta di fare qualcosa di diverso.




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  8. #36
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    Così scriveva "La Repubblica" nel 2014 in occasione della morte di Joe Vescovi leader dei "Trip", band nata a Londra nel 1966:

    "Il progressive italiano perde un altro dei suoi storici leader. All'età di 65 anni è morto la notte scorsa, a San Benedetto del Tronto, Joe Vescovi, musicista savonese leader dei Trip, una delle band più celebri della grande stagione del rock italiano dei primi anni Settanta. Vescovi, tastierista di grande qualità, entrò a far parte del gruppo (di cui per un breve periodo fece parte anche Ritchie Blackmore, che poi divenne celebre insieme ai Deep Purple) nel 1967, divendone in breve il vero punto di riferimento. Sulla scia della grande poplarità ottenuta nei primissimi anni 70 da band come Premiata Forneria Marconi e Banco del Mutuo Soccorso, i Trip, la cui fonte di ispirazione erano gli americani Vanilla Fudge, entrarono di diritto nel gotha del progressive italiano grazie ad album come Caronte e Atlantide, che ottenero grandi elogi dalla critica e che erano profondamente caratterizzati dalle tastiere di Vescovi. La band riuscì a creare uno stile inedito e molto internazionale, mescolando blues, psichedelia e influenze sinfoniche, e a ottenere attenzione anche all'estero.

    Il tramonto del progressive coinvolse anche la band di Vescovi, che chiuse la fase migliore della sua carriera nel 1973 con l'album Time of change. Dopo lo scioglimento del gruppo, Vescovi entrò per un breve periodo negli Acqua Fragile e poi iniziò la sua lunga collaborazione con i Dik Dik. Vescovi fu chiamato anche da Ritchie Blackmore, che cercava un tastierista per i suoi Rainbow, ma alla fine il chitarrista scelse David Stone. Negli anni 80 Vescovi ha lavorato spesso con Umberto Tozzi. Negli ultimi anni aveva riformato i Trip con Furio Chirico e il bassista Arvid Wegg Andersen (scomparso nel 2012) partecipando tra l'altro al Prog Exhibiton di Roma e all'Italian Progressive Rock Festival di Tokyo (dove viene registrato Live in Tokyo 2011)."

    Questo è il loro album più famoso, "Atlantide":


    "Atlantide" ricordava Vescovi in un'intervista, fu regitrato in una settimana nel'aprile del 1972. All'epoca Furio Chirico era con noi da pochissimo, due mesi prima aveva suonato con gli "Uno Mundo" al College di Torino aprendo il concerto dei "Van der Graaf Generator". Furio lo conoscevamo da quando aveva quattordici anni e veniva a vedere i concerti dei Tri. Era il nipote di Alfonsino Chirico, il gestore del glorioso Mach 1 di Torino, che è come dire il Piper di Viareggio, dove passavano tutti. Mi ricordo che già nel 1968 Pino Sinnone aveva avuto dei problemi e ci disse che vrebba mandato Furio, che anche se era un ragazzino se la cavava bene.
    Quando Wegg gli chiese se voleva venire a suonare con noi lui gli rispose: "No, perché domani devo andare a scuola."

    "Pochi sanno che a un certo punto di "Atlantide" c'è una voce di donna, che all'epoca non fu mai accreditata, forse per una svista della RCA. La voce è di Edda Dell'Orso, anora oggi la corista preferita di Ennio Morricone, la stessa che canta in "C'era una volta il West" e "Giù la testa".
    L'idea fu di Michelini che un giorno venne in studio e ascoltando la base strumentale disse che sopra ci sarebbe stata bene una voce femminile. In realtà anch'io pensavo la stessa cosa. "Allora telefono alla Edda" esclamò". Lei mi scriva la parte che poi ci pensiamo noi. " "Io onestamente non ci credevo, invece il mattino dopo si presento effettivamente Edda Dell'Orso. Buona la prima naturalmente."

    Questo è il concerto al Prog Exhibiton di Roma ricordato nell'articolo:

  9. #37
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    Questo è un documentario imprescindibile per chi voglia conoscere la gloriosa storia del progressive italiano:

  10. #38
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    I giapponesi hanno sempre avuto una strana fascinazione per il progressive italiano. Questa è la registrazione del concerto tenuto a Tokyo da “Museo Rosenbach” una band ligure famosa per il suo primo album del 1973 “Zarathustra” che fu oggetto di molte polemiche per la copertina e non solo.




    “Infatti il richiamo al superuomo di Nietzsche bolla il gruppo con l'etichetta di destra, mentre per la band è una sorta di uomo ecologico...oltre l'uomo. Anche la nera copertina del disco fu manipolata dalla casa editrice che inserì nel puzzle una sezione del busto di Benito Mussolini mentre come sottolineato più volte da Alberto Moreno e “Lupo” Galiffi: “All'interno della copertina avevamo cercato di far capire che Nietzsche non andava interpretato come ispiratore del nazismo, lontano dagli schemi, forzati, della politica. Eravamo ingenui e non capimmo che soventemente contano più le immagini delle parole. E pensare che noi eravamo lontani da qualsiasi posizione di destra.”
    Da “Progressive Rock Italiano n°4”


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