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Regia di Denis Villeneuve.
Un film con Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Dave Bautista.
Genere Fantascienza, 152 min.
USA, 2017.




L'agente K è un blade runner della polizia di Los Angeles, nell'anno 2049, il suo compito come trent'anni prima lo era di Deckart è ritirare i replicanti della Tyrell fuori legge.
Ora Niander Wallace, produttore di replicanti, ha convinto il mondo con nuovi "lavori in pelle": perfetti, senza limiti di longevità e soprattutto obbedienti.
K è sulle tracce di un vecchio Nexus quando scopre qualcosa che potrebbe cambiare tutte le conoscenze finora acquisite sui replicanti, e dunque cambiare il mondo. Per esserne certo, però, dovrà andare fino in fondo. (Mymovies)


Era il 1982 quando uscì Balde runner e ci stregò tutti, creando qualcosa che va oltre al mito.
Scott, certo, aveva alla base lo splendido romanzo di uno dei maggiori scrittori di fantascienza, P.K. Dick, da cui trasse una storia ancora più bella. Certo, le implicazioni morali e etiche che Blade runner ci ha posto per la prima volta non possono più farci lo stesso effetto, e, forse, questo è il limite con il narrato di Villeneuve.
Androidi senzienti, macchine che desiderano. E quando si desidera si diventa umani.
Cosa desidera K.? Desidera un passato, un amore, un futuro. Essere.
Le premesse sono queste, conosciute, ma raccontate con grande tecnica, tanto da riuscire a sorprendere lo stesso spettatore.
Villeneuve ha tenuto i nodi del primo Blade Runner: la lentezza, la pioggia, l'atmosfera, la musica, i capelli colorati della replicante sirena, l'amore che va oltre.
Trovare dei difetti a un film esteticamente molto bello, fotografia eccezionale, non è neppure così difficile.
Non tutto viene spiegato, un po' ci si mette una pezza, ma, a mio avviso, qualcosa manca.
Il film è poco empatico, non seguiamo l'agente K. così come all'epoca abbiamo seguito l'agente Deckart, combattendo le sue battaglie morali, ma d'altra parte l'agente K. è un replicante.


Direi che Villeneuve aveva parecchio le mani legate, e con quello che aveva ha creato un sequel altrettanto visionario ma meno coinvolgente.

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Consigliato? Of course!