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Discussione: Strade blu - William Least Heat-Moon

          
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    Master Member L'avatar di Enribello
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    Strade blu - William Least Heat-Moon



    Lo scrittore, un americano di origine pellerossa, alla soglia dei 40 anni viene lasciato dalla moglie e perde il suo lavoro di professore per mancanza di studenti. Dopo un primo attimo di smarrimento decide che quello che deve fare è un viaggio. Si riappropria del suo nome pellerossa Heat-moon, ovvero luna del caldo- trasforma il suo furgone in casa viaggiante e la battezza ghost dancing, danza degli spiriti, in onore dei vecchi riti indiani. Riscuote in banca tutti i suoi risparmi -non molti, ma basteranno- e parte. Parte in un viaggio circolare, simile all'immagine del mondo che gli mostrano gli indiani Hopi , percorrendo strade sconosciute non solo ai turisti europei, abituati a un'immagine stereotipa degli Stati Uniti, ma agli stessi americani: strade strette, tortuose, a volte non asfaltate e spesso dissestate Lo accompagnano per tutto il tragitto, quasi in guida spirituale, la sottile presenza di Walt Whitman e di Alce Nero, e il viaggio diventa, oltre che nello spazio e nel tempo, anche viaggio interiore.
    dal web

    Un libro che ho letto tanti anni fa …me lo ha chiesto un amico e sfogliandone qualche pagina mi e’ venuta un po’ di nostalgia ripensando al mio ormai lontanissimo viaggio on the road per le strade americane, che magari raccontero’ nella sez apposita.….. WilliamLeast Heat-Moon affronta la narrazione del suo primo grande viaggio attraverso gli Stati Uniti in solitaria, intrapreso alla fine degli anni settanta, ( quindi non usatelo come guida) sul suo Ghost Dancing, un vecchio furgone Ford .Attraverso molti dei 50 stati americani l’autore percorrera’ piu’ di 13.000 miglia di strade secondarie (segnate in blu sulle vecchie carte stradali americane: da qui il titolo del volume.)
    Scopriremo un lato meno conosciuto degli U.S.A….molto lontano dall”American dream”….fatto di fattorie sperdute, distributori di benzina abbandonati e vecchie cittadine di minatori..naturalmente incontrando parecchi personaggi ...un teenager in fuga dalla famiglia, proprietari di negozi sperduti nel nulla, pescatori, prostitute, abitanti di isole solitarie, nativi americani…e un predicatore autostoppista che e’ uno spasso.
    Non bisogna avere la pretesa di leggerlo tutto di seguito…..la narrazione e' ricca di dettagli
    con molte citazioni e un umorismo che salta fuori a sorpresa… a volte perde un po’ di intensita’ e forse un centinaio di pagine in meno avrebbero giovato … ( sono 500…) Belle le foto scattate dall'autore durante questo viaggio spensierato ma profondo nel cuore dell’America.
    Un classico della letteratura “on the road”.

    "Dove va?"
    "Non lo so"
    "Allora e' impossibile perdersi"


    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  3. #2
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Sono sempre un po' restio a leggere libri "on the road" datati, perché mi rendo conto che faccio fatica a comprendere appieno lo spirito del tempo e le motivazioni dei viaggi.
    Mi è successo con Kerouac e (meno) con Chatwin per cui, anche se la descrizione che ne hai fatto è certamente accattivante, ho sempre un po' il piede sul freno quando lo trovo in libreria.
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
    (Hubert Reeves, astrofisico)

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