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Discussione: Generazione beat

          
  1. #1
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    Generazione beat

    La musica beat deriva dal verbo inglese to beat,battere) ….ma deve il suo nome anche al movimento artistico/letterario dell'omonima generazione (Kerouac, Ginsberg).
    Nata sulla scia del rock and roll nei primi anni sessanta,si sviluppo' nel Regno Unito e si diffuse anche qui da noi in Italia. Fu caratterizzata da armonie vocali e strumentali orecchiabili , con accentuazione degli strumenti elettrici.
    La formazione tipo si rifaceva ai BEATLES ...( un po' anche ai ROLLING STONES)....segni distintivi furono i capelli lunghi dei musicisti e i nomi pittoreschi dei complessi.
    IL fenomeno non duro' moltissimo … gia' nella seconda meta' degli anni sessanta le sonorita’ cominciarono a trasformarsi dando vita a nuove tendenze....stanno per arrivare tre musicisti che rinnoveranno profondamente la tradizione del rock: Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison ….inizia cosi un altra storia.

    inizio coi CAMALEONTI gruppo italiano che raggiunse la vetta delle classifiche di vendita con "L'ora dell'amore" (versione italiana di Homburg dei Procol Harum) e autore di altri successi come “Viso D'angelo” “Eternita'” "Io per lei" e come il video sotto “Applausi”( da notare l'uso del Wha Wha alla chitarra,all'avanguardia per l'epoca)

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  3. #2
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    Per alcuni la risposta italiana ai Beatles...sto parlando di un gruppo modenese nato nei primi anni sessanta...gli EQUIPE 84, capitanati da Maurizio Vandelli .
    Grazie alle collaborazioni con giovani musicisti e cantautori quali Mogol, L. Battisti e L. Dalla e ai rifacimenti di brani d’oltreoceano, ebbero un discreto successo...*"Bang bang", "Auschwitz" (Guccini), "29 settembre", “Papa' e mamma'” questi alcuni tra i titoli piu' famosi. Una battuta circolava in quegli anni...sapete che cosa fanno 42 uomini nudi a pancia in giu' ? Lechiappe 84..
    Sotto uno dei loro brani piu' noti " Io ho in mente te" versione italiana di "You were on my mind" , scritta da Sylvia Fricker

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  4. #3
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    In effetti i cantautori e gruppi italiani avevano la tendenza di cambiare il testo alle canzoni. Venivano fuori versioni taroccate ma curiose allo stesso tempo. Non mi dispiacciono sebbene preferisco le versioni originali.
    Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini. Bertrand Russell

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  6. #4
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    Uno dei gruppi beat che in Italia ebbe maggior successo negli anni sessanta ...The Rokes. Una loro caratteristica è quella di avere molto materiale proprio, e di non affidarsi quindi esclusivamente alle versioni italiane
    Nei testi, a volte scritti da Mogol, spesso proponevano gli ideali di pace e fratellanza tipici del beat.
    Leader del gruppo Shel Shapiro ancora oggi in attivita' nel mondo musicale come produttore e autore. Altri successi “E la pioggia che va” “Bisogna saper perdere” "C’è una strana espressione nei tuoi occhi"
    Sotto una loro famosa canzone “Ma che colpa abbiamo noi” del 1966...titolo ripreso da Carlo Verdone per il suo omonimo film del 2003.

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  7. #5
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    Ecco un altro gruppo beat milanese ….la formazione di partenza nel 1965 vede: Franz Di Cioccio alla batteria, Franco Mussida alla chitarra, Pino Favarolo alla seconda chitarra e Tony Gesualdi al basso: praticamente il nucleo centrale della mitica PFM.
    Con questa formazione incidono il primo singolo "Via con il vento", dalle sonorità elettriche.
    Successivamente il gruppo ingaggio’ Teo Teocoli (si, proprio lui!) come voce, con cui incisero il secondo singolo di cui il video sotto, "Una bambolina che fa no no no" una cover di Michel Polnareff (cantante francese)..
    rimasero in attivita' fino al 1970.

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  8. #6
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    Franz Di Cioccio per noi ragazzi milanesi (di allora) era un mito assoluto.
    Conduceva una trasmissione musicale che si chaimava "Punk e a capo" che fu la prima, credo in tutta Italia, a mandare in onda i primi videoclip musicali e per noi era una specie di Bibbia del rock.

    Pare non esistano registrazioni della trasmissione (le pagherei a peso d'oro) ma qualcuno ha salvato una guida TV dell'epoca che, da sola, basta a ringiovanirmi di trent'anni abbondanti .

    http://www.enrifer.altervista.org/TeleRadioMilano2.htm
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
    (Hubert Reeves, astrofisico)

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  10. #7
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    Ed ecco...I CORVI....nati come cover band dei Beatles e dei Rolling Stones, nel 1966 parteciparono al Cantagiro* con il brano forse il piu' famoso "Ragazzo di strada" cover di " I ain't no miracle worker" degli sconosciuti americani Brogues
    (Nel video sotto)

    Sonorita' distorte, testi crudi , mantelline nere e capelli lunghi con tanto di corvo nero chiamato "Alfredo", appollaiato sul manico della chitarra, insieme alla loro immagine ritagliata di ragazzi poco raccomandabili....tutto questo li pose ai vertici delle classifiche di vendita.

    Nel 1996 hanno pubblicato un nuovo CD intitolato "I Corvi - Il meglio" contenente vecchi brani reincisi e quattro inediti con una nuova formazione

    * Storica manifestazione ideata da Ezio Radaelli nel 1962. Una lunga carovana di automobili con a bordo cantanti, tecnici, parenti e addetti ai lavori, percorreva le strade d'Italia, fermandosi per città e paesi dove si teneva all'aperto lo spettacolo-gara fra cantanti.

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  11. #8
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    Ed ora, altro complesso italiano storico…i DIK DIK…un gruppo milanese il cui nome deriva da una gazzella africana.


    Autori di canzoni famose come "Senza luce"
    (cover ad opera di Mogol, di A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum) “Sognando California” “Viaggio di un poeta” o “Il primo giorno di primavera”…sotto il video de "L'isola di Wight".
    «Sai cos’è l’isola di Wight / è per noi l’isola di chi / ha negli occhi il blu / della gioventù/ di chi canta hippy hippy hippy…».

    Ecco li avrei proprio voluto esserci ma ero troppo piccolo....quando le parole pace, amore e musica accomunavano centinaia di migliaia di giovani....







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  12. #9
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    Complesso milanese raccolto intorno al batterista Gianni Dall'Aglio,notato da Adriano Celentano che stava costruendo la sua etichetta discografica, "IL CLAN" primo tentativo di indipendenza dalla industria discografica. Piu' tardi passarono alla Ricordi. Credo che i loro primo successo fu appunto "La ragazza del clan" (Milena Cantu') nel video sotto. ( 1964) .Il gruppo ebbe nel tempo molte variazioni...ma la piu' significativa fu l'ingresso di Demetrio Stratos alla voce. Con lui firmarono diversi successi tra cui "Pugni chiusi". Piu' tardi,negli anni 70 , Stratos diede vita a un gruppo rock-jazz gli AREA...e quel modo di cantare particolare che aveva influenzerà, tra gli altri,anche Piero Pelu' dei Litfiba.
    Per quanto riguarda il video anche se non nitidissimo....chi non vorrebbe oggi ballare cosi?







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