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Discussione: Riflessioni

          
  1. #61
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    Il problema è che siamo arrivati a questo punto... difficile prevedere il futuro, difficile aiutare senza ricevere nulla in cambio, difficile prendere scelte apolitiche e non lucrative.
    E' lo stesso discorso del perché essere sempre in guerra per i confini, ma non siamo tutti della stessa terra? Volere, volere, volere, mangiare, mangiare, mangiare, soldi, soldi, soldi... stiamo sempre là... vabbeh, purtroppo io ho un'idea troppo lontana dalla realtà...
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  2. #62
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    Io credo che la ragazza si sia solo voluta sfogare ….magari con un filino di retorica ma non penso volesse"rinfocolare animosita’ nazionalistiche." Tra l’altro il concetto di nazionalita’ qui per molte ragioni non e’ mai esistito. Menti illuminate gia’ dal 1860 sapevano che fatta l’Italia sarebbe stato difficile fare gli italiani.….cosa infatti mai avvenuta. Tornando a noi. Mi ricordo benissimo le reazioni di Francia e Germania alla richiesta di forniture medicali. E' la solita vecchia storia tra diritto alla salute e logiche dell'economia. Ci sono voluti tre mesi dalla dichiarazione dell’OMS perche’ si capisse la portata globale della sfida. Il post covid-19 sara’ come un nuovo dopoguerra con le sue macerie e le sue vittime.
    L'Europa sara' piu' cosapevole piu' giusta , piu' fondata sull'eguaglianza? Ho i miei dubbi.
    Mauro noi siamo stati bravi a esprimere poche e inarrivabili eccellenze dici....poche?
    Con le dovute distanze da geni del passato le eccellenze le abbiamo anche oggi. Non buttiamoci sempre giu'.
    Ci sono realta' italiane che brillano nel mondo.Certo poi abbiamo un Italia che non funziona e noi lo sappiamo bene. Una certa arretratezza culturale e' sotto gli occhi di tutti e a i nostri politici , loro si mediocri ma furbi , conviene. Ma il discorso ancora una volta sarebbe lungo.
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

  3. #63
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    Io credo che la ragazza si sia solo voluta sfogare ….magari con un filino di retorica ma non penso volesse"rinfocolare animosita’ nazionalistiche." Tra l’altro il concetto di nazionalita’ qui per molte ragioni non e’ mai esistito. Menti illuminate gia’ dal 1860 sapevano che fatta l’Italia sarebbe stato difficile fare gli italiani.….cosa infatti mai avvenuta. Tornando a noi. Mi ricordo benissimo le reazioni di Francia e Germania alla richiesta di forniture medicali. E' la solita vecchia storia tra diritto alla salute e logiche dell'economia. Ci sono voluti tre mesi dalla dichiarazione dell’OMS perche’ si capisse la portata globale della sfida. Il post covid-19 sara’ come un nuovo dopoguerra con le sue macerie e le sue vittime.
    L'Europa sara' piu' cosapevole piu' giusta , piu' fondata sull'eguaglianza? Ho i miei dubbi.
    Mauro noi siamo stati bravi a esprimere poche e inarrivabili eccellenze dici....poche?
    Con le dovute distanze da geni del passato le eccellenze le abbiamo anche oggi. Non buttiamoci sempre giu'.
    Ci sono realta' italiane che brillano nel mondo.Certo poi abbiamo un Italia che non funziona e noi lo sappiamo bene. Una certa arretratezza culturale e' sotto gli occhi di tutti e a i nostri politici , loro si mediocri ma furbi , conviene. Ma il discorso ancora una volta sarebbe lungo.
    Provo a risponderti per punti ma senza il benché minimo intento polemico, anche perché su molte cose siamo fondamentalmente d'accordo.

    - La ragazza ha tutto il diritto di sfogarsi, ma è chiaro che con toni del genere, anche se non rinfocola animosità nazionalistiche, di sicuro non aiuta a creare un clima di distensione utile a instaurare rapporti basati su solidarietà e collaborazione e mi piacerebbe molto sentire il suo parere sulla Germania adesso che ce la ritroviamo come fornitrice di strumenti indispensabili per la lotta al virus e, addirittura, come primo luogo di accoglienza per malati in terapia intensiva (e qui in Lombardia siamo ben consci di quanto sia prezioso questo aiuto che decongestiona una sanità al collasso)

    - L'Europa post-epidemia non sarà per nulla più giusta o più egualitaria. E' sempre stata una consociazione su base economica e tale rimarrà nonostante le buone intenzioni di pochi idealisti che quasi mai (se non agli albori) siedono sulle poltrone che contano a Bruxelles, anzi ci sono già diversi politologi che prevedono un'ulteriore avanzata di gruppi sovranisti/nazionalisti che cavalcheranno il momento attribuendo gran parte dei guai che stiamo passando alla troppa apertura delle società moderne.

    - Sulle eccellenze italiane ho una mia teoria: ne abbiamo sempre prodotte e ne produrremo sempre, perché governati da personaggi "mediocri ma furbi" (cit. ). Il nesso fra le due cose sta nel fatto che in Italia per emergere e arrivare a livelli che altrove l'ascensore sociale rende più facilmente disponibili, si fa una fatica doppia o quadrupla perché non si corre in una gara meritocratica ma si percorre un cammino irto di ostacoli di natura nepotistica. E questo è anche il motivo per cui di eccellenze che, ai giorni nostri, rimangono in Italia ce ne sono ben poche (rivedersi "Quo vado") e il risultato finale è che veniamo spesso scavalcati nella competizione fra nazioni. Competizione che, alla faccia della UE o dell'ONU, c'è sempre stata e ci sarà sempre.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  4. #64
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    Mauro scrive:
    Provo a risponderti per punti ma senza il benché minimo intento polemico, anche perché su molte cose siamo fondamentalmente d'accordo.
    Tranquillo Mauro...ci si confronta come e' giusto che sia. Questo vale per tutti/e.
    Si puo' non essere d'accordo ma in questo spazio nessuno "urla" come nei salotti televisivi. Almeno fino ad ora



    Parliamo sempre purtroppo della terribile pandemia dei nostri giorni… a fine febbraio Vittorio Feltri dice testualmente : ” finche’ crepano i Matusalemme non e’ il caso di allarmarsi.” Come se lui fosse giovincello.
    Ma anche da virologi e professoroni ho sentito dire “ se ne sarebbero andati comunque”.
    Siamo passati da “era una brava persona” a “aveva malattie pregresse” quasi con un senso di sollievo.
    Avrete anche sentito tutti/e “ dire all' inizio “tanto muoiono solo i vecchi” o quando si e’ teorizzato nelle terapie intensive e nelle rianimazioni di essere costretti a fare una scelta su chi salvare tra giovani e vecchi .
    Certo una scelta dovuta alla situazione estrema eppure sentendo queste frasi mi chiedo: solo la vita giovane va mantenuta, l’altra puo’ essere rottamata?
    Sembra tutto logico, ma quando tocca ai nostri cari o a noi? Io dai miei nonni ormai scomparsi ho sentito un sacco di storie. Dagli anziani sempre con le dovute eccezioni, si puo’ solo che imparare.
    Loro non sono mai stati bambini perche’ c’era la guerra, i bombardamenti ,la fame. Ci hanno educati , aiutati ...come dimentichiamo in fretta.
    Il presidente Mattarella ce lo ha ricordato:…viene decimata la generazione più anziana, composta da persone che costituiscono per i più giovani punto di riferimento non soltanto negli affetti ma anche nella vita quotidiana.
    Cosi mi e’ venuta in mente la figura di Enea in fuga dall’ incendio di Troia, che porta con se il vecchio padre sulle spalle e, per mano, il giovane figlio.
    Forse da qui bisognerebbe ripartire…perche’ come ha scritto la giornalista Laura Marchetti sul quotidiano il Manifesto qualche giorno fa, in tutto questo c’è una barbarie di fondo…e abbiamo gia’ da ora due problemi.
    Il primo è quello di non morire, ma il secondo è quello di vivere civili.
    Ci riusciremo?
    ps
    Ho scritto un po' di getto, spero di essermi spiegato bene



    Statuetta raffigurante Anchise, Enea ed Ascanio, I sec. d. C., Museo Archeologico Nazionale di Napoli
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  6. #65
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    Che fare? Chi scegliere? Difficile, difficile, difficile. Mi sento fortunata a non trovarmi nei loro panni. Mi sento fortunata ad essere ancora sana. Mi sento fortunata ad avere un lavoro (ancora per poco? siccome sono in dimissioni da un mese )
    Però, sono anche molto preoccupata per le stesse logiche che descrivi.... riusciremo ad essere civili? Fino a che punto riusciremo a mantenerci calmi?
    Siamo pieni di domande...
    Quanto durerà?
    Se durerà a lungo, quanto lungo? Come vivremo? Fra 3/4 mesi ancora chiusi in casa, chi non ha entrare come farà? Cosa farà? Come si comporterà?
    Non abbiamo bisogno di eroi, perché se ci saranno eroi, vuol dire che saremo tutti (o quasi) inumani.

    Sembra così surreale questa situazione. A volte mi fermo a pensare "Sta succedendo. Quello che ho sempre letto nei libri, sta succedendo.".
    Leggere le conseguenze nella storia, mi fa immaginare il futuro e mi mette paura.
    Proprio nei momenti di timore, leggere uno stralcio di riflessione, come lo sfogo di quella ragazza, mi porta speranza. Speranza perché alla fine l'uomo (che sia italiano o meno) se l'è sempre cavata.

    Certe volte, poi, mi immagino le storie dentro le varie case. Le coppie che non hanno mai vissuto veramente insieme. Le coppie che pensavano di amarsi. Le coppie con gli amanti! Le famiglie pieni di figli piccoli che insistono per "vedere la luce". Le famiglie con i teenagers che tentano di scappare. Tante storie. Troppe storie.

    Dicono che la criminalità sia scesa del 75%. Forse perché non hanno preso in considerazione che tra un mesetto o due di stretta convivenza, di disoccupazione improvvisa e di fame, le persone agiranno. Agiranno non bene.

    Ma forse mi sono immedesimata in "Cecità" di Saramago. Il mio libro preferito scoperto nel primo GdL del forum di QLibri (il forum che chiuse all'improvviso e da dove la maggior parte di noi proviene).
    Un libro che ora mi stringe lo stomaco per la sua realtà... no... non diventeremo così, vero?

    Anche le mie sono riflessioni sparse. Veramente sparse, disordinate e di getto.
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  7. #66
    Moderator L'avatar di Rupert
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    mauro scrive:
    tranquillo mauro...ci si confronta come e' giusto che sia. Questo vale per tutti/e.
    Si puo' non essere d'accordo ma in questo spazio nessuno "urla" come nei salotti televisivi. Almeno fino ad ora
    Credo che sia proprio questa la caratteristica più preziosa, e in realtà impagabile, di questo forum. Poter avere opinioni diverse e poterle confrontare, magari proponendo argomentazioni, o avvalendosi di ualche artificio retorico, ma essenzilmente rispettando l'ntelligenza e il punto di vista altrui. Con un po' di apertura mentali si aprono mondi nuovi e si capiscono spesso le ragioni degli altri. Che si possono condividere, oppure no, ma certamente si può leggere con attenzione quello che scrive ognuno, senza la necessità di distruggere un avversario che non c'è.


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    Ma anche da virologi e professoroni ho sentito dire “se ne sarebbero andati comunque”.
    Siamo passati da “era una brava persona” a “aveva malattie pregresse” quasi con un senso di sollievo.



    Questi cinismo l'ho sentito anche dalle nostre parti, quando il medico cantonale (autorità sanitaria suprema a livello di cantone) ha parlato di "immunità di gregge", dimenticandosi di dire alla popolazione che l'immunità di gregge si consegue sacrificando tutti gli individui più deboli. Poi, quelli che sopravvivono, avranno sviluppato un'immunità collettiva. Ma a che prezzo!
    Per fortuna ha poi cambiato strategia comunicativa. Ma mi sembra che in Germania e in Gran Bretagna, i politici e parte delle autorità sanitarie abbiano sortito proclami simili. Salvo poi accorgersi che anche da loro la situazione sta sfuggendo di mano e l'emergenza diventa catastrofica...



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    Sembra tutto logico, ma quando tocca ai nostri cari o a noi? Io dai miei nonni ormai scomparsi ho sentito un sacco di storie. Dagli anziani sempre con le dovute eccezioni, si puo’ solo imparare.



    Concordo e quoto in pieno.
    E poi è molto comodo dimenticarsi del fatto che le "malattie pregresse" non sono affatto un appannaggio della terza età. Talvolta le comunicazioni che mi provengono dai miei allievi assomigliano a bollettini di querra. La settimana scorsa una bumba dodicenne ha perso una zia e un nonno nell'arco di 72 ore e non ha potuto neppure salutarli o vederli. E io non ho potuto fare niente per portarle un po' di conforto, se non qualche parola di circostanza e l'invito ai suoi compagni di classe a farsi vivi con lei.


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    ho scritto un po' di getto, spero di essermi spiegato bene

    Assolutamente sì.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  8. #67
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Ho letto i vostri post e mi trovate sostanzialmente d'accordo su tutto , in primo luogo sul fatto che il cinismo (o, ancor peggio, la barbarie) che serpeggia in questi giorni nelle istituzioni oltre ad essere sconcertante è parecchio preoccupante per il futuro più immediato che sarà, già di suo, carico di incertezze a cui spero vivamente non si aggiunga un'ulteriore dose di scelleratezza da parte di chi deve gestire la crisi.

    A tale proposito vi riporto un dato citato ieri in un public talk su YouTube che vi consiglio di rivedere a questo link a cui partecipavano, fra gli altri, Naomi Klein, Greta Thunberg e Diarmid Campbell-Lendrum che è un membro dell'OMS e che dà l'idea di quale sia la fiducia della gente nelle classi dirigenti.

    Nome:   06_Society_trustworthiness-index_trust_ipsos_mori_chart_01.jpg
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    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

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  10. #68
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    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! Lo smart working da casa senza creare traffico e inquinamento e senza intasare i trasporti pubblici, o per chi ha figli piccoli a casa magari malati che non possono andare a scuola.


    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! La didattica a distanza magari durante le allerte meteo o per chi ha qualsiasi altro problema di mobilità.


    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! Andare a ritirare la pensione a scaglioni senza fare folle oceaniche agli uffici postali ogni mese o addirittura usare i bancomat.


    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! Il medico di base ti manda la ricetta tramite SMS o email senza dover prendere un giorno di ferie per andare a fare la fila allo studio medico.


    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! A proposito di file, fare una fila ordinata senza nessuno che voglia fare il furbo e passare davanti.


    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! Elogiare il sistema sanitario nazionale senza offendere o peggio malmenare il medico al pronto soccorso perché abbiamo aspettato un'ora in più.


    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! Elogiare le forze dell'ordine per il loro lavoro


    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! Fregarsene dei bilanci, l'Europa e lo spread per impiegare risorse per aiutare chi è in situazioni di urgenza o difficoltà.


    E infine
    Ah ma allora SI PUÒ FARE! Una telefonata ogni tanto a chi vogliamo bene per chiedere come sta invece del solito messaggino anche per gli auguri di compleanno o addirittura le condoglianze.


    ...ah ma allora SI PUÒ FARE!
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  12. #69
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Ah, ma allora SI PUÒ FARE! La didattica a distanza magari durante le allerte meteo o per chi ha qualsiasi altro problema di mobilità.
    C'è molto di vero in tutti questi Ah, ma allora si può fare. Ma... Ma non tutto è semplice e lineare come appare.
    Per gli altri argomenti non mi esprimo, ma visto che sono in prima linea sulla scuola e sulla didattica mi sento di offrire i miei cinque centesimi d'esperienza.

    Ho percepito quanto sia profonda la tana del bianconiglio questa mattina. Ho tenuto una videolezione con la mia classe di quindicenni. Non lo avrebbero detto neanche sotto tortura, ma nei loro sguardi ho visto una tristezza sconfinata e una nostalgia terribile per... LA SCUOLA! Mon le vessazioni, i compiti in classe, le interrogazioni, ma quello che per un quindicenne è più importante dell'aria che respira: uno spazio di indipendenza e d'azione che si possa vivere in alternativa, quando non in opposizione, alla famiglia. Immaginetevi questi poveri quindicenni condannati a vivere 24 ore su ventiquattro con mamme ansiose e iperprotettive, con fratelli altrettanto frustrati ed energetici, con papà improvvisamente iperpresenti e magari per l'occasione anche ipernormativi... Più o meno la versione adolescenziale e applicata dell'inferno di Sartre.
    Per non parlare della fatica che fanno con questa didattica a distanza. In realtà succede proprio quello che qualunque ordimaneto scolastico democratico vorrebbe compensare, se non eliminare: l'esasperazione di tutte le differenze socioculturali e socioeconomiche: chi ha i mezzi informatici all'avanguardia, può stare al passo, chi ha genitori con formazione accademica, può stare al passo, chi ha un tavolo che non deve contendere a più fratelli e due genitori che lavorano e studiano tutti a distanza, può stare al passo... gli altri... s'arrangiano.

    La mia classe (in Canton Ticino esiste una figura detta "docente di classe" che fa da riferimento ed è un po' il docente-mammo della classe, cui ci si riferisce per qualunque tipo di problema organizzativo o relazionale. E devo dire che il ruolo può essere piuttosto impegnativo. La "mia" classe, dicevo, non è la classe modello, ci sono pochi allievi scolasticamente solidi e molti ragazzini e ragazzine un po' persi. Tutti molto preoccupati per il futuro scolastico e professionale e, cosa che non avrei mai pensato di sentire da uno di loro: "per fortuna che ci sono i compiti da fare, sennò ammattirei".

    Qualcuno riesce ad immaginare qualcosa di più strabiliante di un quindicenne in chiara disaffezione scolastica che si aggrappa ai compiti coma a un'ancora di salvezza?
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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