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Discussione: The Tribe - Myroslav Slaboshpytskiy - 2014

          
  1. #1
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    The Tribe - Myroslav Slaboshpytskiy - 2014

    The Tribe

    Un film di Myroslav Slaboshpytskiy
    Con Grigoriy Fesenko, Yana Novikova, Rosa Babiy, Alexander Dsiadevich, Yaroslav Biletskiy.
    Titolo originale Plemya.
    Thriller, 130 min.
    Ucraina, Paesi Bassi, 2014.

    Nome:   tribe.jpg
Visite:  904
Grandezza:  30.6 KB

    Trama.
    Ucraina. Sergey, ragazzo sordomuto, entra in un istituto speciale. Qui una cricca di ragazzi con la connivenza dell'insegnante di falegnameria hanno messo in piedi una banda che ruba, picchia, imbroglia e fa prostituire alcune ragazze della scuola. Sergey entra in questo giro si innamora della ragazza che si prostituisce, ma non sa che uno degli istitutori sta preparando i documenti per mandarla in Italia.

    Istruzioni per l'uso.
    1 questo film dura più di due ore
    2 nessuno degli attori pronuncia mai una frase poichè tutto viene registrato dai gesti del linguaggio muto.
    3 è un film piuttosto difficile da mandare giù, sopraffazioni, umiliazioni, violenza, solitudine, stupidità, sfruttamento, disperazione, speranza.

    Commento
    Premessa, mi è piaciuto.
    Da un certo punto divisa il film non racconta nulla di nuovo, eppure la scelta del regista di portare sulla scena dei ragazzi sordomuti ha reso il tutto molto più drammatico, straziante.
    Non so se il fatto di aver potuto cogliere, nonostante il silenzio, la vicenda sia dovuto principalmente al soggetto scelto. Di violenza e sopraffazione, di gang, di bulli ecc. i film fanno quasi a gara nel presentarli, ma questo punto di vista ti porta dentro e ti lascia fuori allo stesso tempo.
    Mi spiego, la storia è tristissima, i ragazzi sono come foglie che girano in un vortice rallentato senza poter scegliere il proprio destino, sia per le difficili condizioni economiche ucraine, sia per il loro stato di sordomuti. Sergey, apaticamente, passivamente entra in questa tribù, si lascia trasportare dalla corrente fino a quando si innamora della ragazza. Una biondina che si prostituisce (apparentemente in allegria). Sergey cercherà di uscire dal giro, di far uscire anche la ragazza, soprattutto quando scopre che uno degli amministratori dell'istituto si sta muovendo, per far andare la ragazza in Italia... a fare cosa vien solo da piangere al pensiero.

    Sergey, non so cosa pensare di questo solitario ragazzo silenzioso, non solo per la sua condizione, che accetta tutto senza ribellarsi, sempre a testa bassa. Cosa ci serve per alzare la testa, ribellarci? un amore? una speranza? ma esiste questa speranza?

    Lei, la ragazza, Anna, ancora più misteriosa, così giovane e ingenua. Così indifesa e così fiduciosa e cieca e stupidina. A lei devo i cinque minuti più lunghi della mia vita.
    Una caratteristica del film è la regia quasi cronachistica, il tempo è scandito quasi in presa diretta. La lezione di storia-geografia, di falegnameria, cinque minuti di gesti, come a voler farci entrare nella loro routine, nel loro ritmo di vita, e devo ringraziare lei, quando scopre di essere incinta, i cinque minuti più duri e lunghi della mia vita.
    Non ho guardato. Non ce la facevo (eppure mi sentivo ipocrita a non voler guardare, è stata una sensazione strana). Mi bastava sentire il suono dei ferri che rimbalzavano nella vaschetta, i suoi gemiti prima contenuti e poi sempre più sofferenti.
    Cinque minuti di una pratica abortiva clandestina, senza anestesia, nel bagno di un appartamento...

    Il sesso.
    Se ricercate su google THE TRIBE nella striscia immagini vi usciranno delle foto di nudo, come se il film avesse una chiave erotica.
    All'inizio è meccanico, freddo, poi quando i due si amano acquista una maggiore dolcezza, la scena del 69, ad esempio, invece di essere erotica, io l'ho trovata molto dolce.
    Eppure anche il sesso ha il suo prezzo da pagare o forse è la vita che chiede a qualcuno il conto più frequentemente... Non so...

    I nomi. In realtà tutti i personaggi sono senza nome per noi. Non conosciamo il linguaggio dei segni, sentiamo solo il rumore del traffico, il suono del resto del mondo in cui loro sono immersi, chiusi in una bolla di solitudine, abbandono e innocenza...

    Consigliato? Sì, ma non per tutti.

    Premio ricevuti:

    Miglior Lungometraggio a Milano Film Festival 2014

    European Film Awards 2014
    Premio Rivelazione europea

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  3. #2
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    bellissima recensione.
    " Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica..."
    M.Medeiros

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  5. #3
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    Grazie Kaipi, una recensione che sembra quasi ti faccia vedere il film, per quanto è sentita.
    Mi sembra un esperimento, quello di utilizzare per il film ragazzi sordomuti ( è già stato fatto altre volte? ) molto interessante e un modo per far avvicinare gli spettatori al loro mondo.

  6. #4
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Grazie Kaipi, una recensione che sembra quasi ti faccia vedere il film, per quanto è sentita.
    Mi sembra un esperimento, quello di utilizzare per il film ragazzi sordomuti ( è già stato fatto altre volte? ) molto interessante e un modo per far avvicinare gli spettatori al loro mondo.

    Non saprei se esiste un film interamente reso con il linguaggio dei sordomuti. "La famiglia Berlier" (2014), ad esempio, è una commedia che tratta sordità e adolescenza attraverso il tono leggero della commedia, e la sordità rimane a metà strada tra intrattenimento e intento pedagogico. Questo film, The Tribe, non parla della sordità, cioè se i ragazzi fossero udenti e parlanti le dinamiche non cambierebbero. Credo che la scelta del silenzio sia per creare una sorta di straniamento nello spettatore inducendolo a guardare e sentire in modo diverso, spingendolo a fare un passo in più nella comprensione rimanendo al contempo dentro la storia (perchè non ti lascia certo indifferente) ma anche fuori per analizzarla.
    Non c'ė dubbio, comunque, che la loro condizione renda tutto più drammatico. Ma non è un film sulla sordità quanto sulla nostra triste società.

  7. #5
    Master Member L'avatar di Claire
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    The Tribe


    Un film di Myroslav Slaboshpytskkiy.

    Premio ricevuti:

    Miglior Lungometraggio a Milano Film Festival 2014

    European Film Awards 2014
    Premio Rivelazione europea

    Non posso che complimentarmi per la segnalazione di questo interessantissimo film!

    Consentimi, cara Kaipirissima, di aggiungere e precisare che per questa sua opera prima(primo lungometraggio)il regista e sceneggiatore ucraino Myroslav Slaboshpytskiy(no Slaboshpytskkiy)
    è stato premiato a Cannes con il prestigioso Gran Premio della Semaine de la Critique.

    Myroslav Slaboshpytskiy parlando del suo film dice: « …mon objectif principal, c’était de réaliser un film muet plus réaliste, facilement compréhensible sans paroles. De nos jours, il y a beaucoup de longs métrages qu’il suffit d’écouter pour comprendre. Et d’un autre côté, il y a des films où les acteurs restent silencieux tout le temps. Mais là, avec La tribu, j’ai trouvé un autre chemin. La langue des signes, c’est comme une danse, un ballet, ou du théâtre kabuki, mais sans aucun grotesque, car les gens communiquent comme ça pour de vrai. ».
    Trovo che queste sue osservazioni sul modo di intendere e fare cinema sono davvero interessanti.

    Aspetteremo che il film venga distribuito in Italia. Per gli interessati la data prevista è il 28 maggio.

    Tu l'hai visto in anteprima eh? Fortunata.
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  8. Thanks kaipirissima thanked for this post
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  9. #6
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Ottimo, grazie Claire.
    Bellissima la citazione dell'intervista.

    Per il nome chiedo scusa. L'ho preso da mymovies. Colpa loro.

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