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Discussione: I miserabili - Victor Hugo

          
  1. #1
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    I miserabili - Victor Hugo

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    Una grandiosa commedia umana, un romanzo epico ed enciclopedico, visionario e sentenzioso, "scritto per tutti i popoli" da un "patriota dell'umanità" in lotta contro le ingiustizie della società. Le beffe del caso e gli imperativi del destino, la colpa e la redenzione si incarnano in una galleria di tipi esemplari, da Jean Valjean al vescovo generoso, dalla buona prostituta Fantine al crudele poliziotto Javert. E ancora borghesi e rivoluzionari, orfani e galeotti, angeli e mostri... In un alternarsi di tinte fosche e luminose, Hugo riassume la propria visione del mondo e della storia, consegnandoci un quadro che oggi ci appassiona anche per quello che possiamo scoprirvi al di là delle sue certezze: le contraddizioni, le ambiguità, le passioni segrete di un intero secolo.
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

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  3. #2
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    Sto leggendo i miserabili da più di due anni ormai. No, dai non sono stata giusta. In due mesi ho letto il primo tomo (il libro che acquistai ne ha tre), e poi l'ho messo in pausa. Ora, passati due anni, ho ripreso il secondo tomo.
    Il problema di questo libro non è la bellezza della storia, anzi! Il problema è che per leggerlo bisogna dedicarci tempo.

    Lo scrittore scrisse egregiamente, ogni particolare è descritto nei minimi dettagli e nulla è lasciato al caso. Ogni personaggio vive dentro il lettore. Victor Hugo, incanta. Per far conoscere un personaggio, lo racconta, lo descrive, lo spoglia! Proprio per questo quando il personaggio viene privato di ciò che più è importante, diventa miserabile fino all'osso.
    Ho dovuto chiudere più volte il libro per non bagnarlo dalle lacrime. Penso che Victor Hugo è lo scrittore per eccellenza. Il mio preferito fino ad ora.
    Non ho finito ancora di leggere il libro ma lo consiglio veramente a tutti. Consiglio anche di prendere una buona traduzione!

    P.S.: Non ho visto nessuna versione cinematografica, quindi i miei pareri si basano solo sulla lettura
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

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  5. #3
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    Per darvi un'idea vi lascio due estratti

    1) -----------

    Pregare Dio, che cosa significa questa parola?
    Esiste un infinito all'infuori di noi? Quest'infinito è uno, immanente, permanente; necessariamente sostanziale, poiché è infinito e che, se gli mancasse la materia, sarebbe limitato lì; necessariamente intelligente poiché infinito e che,se gli mancasse l'intelligenza, sarebbe finito lì? Quest'infinito suscita in noi l'idea di essenza, mentre non possiamo attribuire a noi stessi che l'idea di esistenza? In altri termini, non è l'assoluto di cui siamo il relativo?
    Mentre esiste un infinito all'infuori di noi, non c'è anche un infinito dentro di noi? Questi due infiniti (plurale spaventevole!) non si sovrappongono l'uno all'altro? Il secondo non è per così dire soggiacente al primo? Non ne è lo specchio il riflesse, l'eco, abisso concentrico a un altro abisso? Questo secondo infinito è infinito è anch'esso intelligente? Pensa, ama, vuole? Se i due infiniti sono intelligenti, entrambi hanno un principio volente e in entrambi, in quello superiore come in quello inferiore, c'è un io: l'io inferiore è l'anima, l'io superiore Dio.
    Mettere in contatto mediante il pensiero l'infinito che sta in basso con quello che sta in alto, questo si chiama pregare.

    2)-------------

    Quando in una nazione i monasteri abbondano, essi rappresentano intralci per la circolazione, istituzioni ingombranti, centri di ignavia là dove occorrono centri di lavoro: per la comunità sociale le comunità monastiche sono quel che è il vischio per la quercia, la verruca per il corpo umano: la loro prosperità e la loro crescita determinano l'impoverimento del paese, il regime monacale utile all'inizio delle civiltà per ridurre la brutalità attraverso l'opera dello spirito, è nocivo alla virilità dei popoli; inoltre quando si rilassa ed entra in una fase di sregolatezza, continuando però a dare l'esempio. diventa dannoso per tutte le ragioni che lo rendevano giovevole nella sua fase di purezza.
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

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  7. #4
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    Prima volevo condividere con voi un paragrafetto dei miserabili e poi un accenno di quanto è importante la traduzione.

    Questo paragrafo mi ha lasciata perplessa sul confronto che lo scrittore fa tra Parigi e Roma. Ovviamenta, guai a chi mi tocchi Roma! E sembra, che a lui, guai a chi gli tocchi Parigi

    Ecco a voi la decantazione di Parigi!

    -----------

    10. ECCE PARIGI, ECCE HOMO

    Riassumendo, il monello di Parigi ai nostri giorni, come il greculo di Roma, è il popolo fanciullo che ha sulla fronte la ruga del vecchio mondo.
    Il monello è per la nazione una grazia e una malattia. Una malattia che si deve guarire. Come? Con l'istruzione.
    L'istruzione risana. L'istruzione illumina.
    Tutte le generose irradiazioni sociali provengono dalla scienza, dalle lettere, dalle arti, dall'insegnamento. Formate degli uomini, formate degli uomini! Illuminateli e vi riscalderanno.
    Presto o tardi la bella questione dell'istruzione popolare si presenterà con l'irresistibile autorità della verità assoluta; e allora i governanti dovranno scegliere: i ragazzi francesi o i monelli parigini; le fiamme nella luce oppure i fuochi fatui nelle tenebre.
    Il monello esprime Parigi, e Parigi esprime il mondo.
    Perché Parigi è un tutto, una somma. Parigi è la volta del genere umano. Tutta questa meravigliosa città è una sintesi dei costumi passati e dei presenti. Chi vede Parigi crede di vedere il fondo di tutta la storia, con lembi di cielo e costellazioni negli interstizi. Parigi possiede un Campidoglio, il palazzo municipale, un Partenone, Notre-Dame; un Aventino, il sobborgo sant'Antonio; un Asinarium, la Sorbona; un Pantheon, una via Sacra, il boulevard degli Italiani, una Torre dei venti, la pubblica opinione, e al posto delle Gemonie ha il ridicolo. Tutto quello che esiste altrove si ritrova anche a Parigi. La pescivendola di Dumarsais può replicare all'erbivendola di Euripide, il discobolo Veiano rivive nel funambolo Furioso, il milite Terapontigono prenderebbe a braccetto il granatiere Vedeboncoeur, il rigattiere Damasippo sarebbe felice di trovarsi tra i venditori di cianfrusaglie, Vincennes imprigionerebbe Socrate come l'Agora rinchiuderebbe Diderot, Grimod de la Reynière ha scoperto la bistecca come Curtillo inventò il riccio arrostito, eccetera eccetera.
    Che cosa non ha Parigi? Il catino di Trofonio non contiene nulla che non si trovi nel tino di Mesmer; Ergofila risuscita in Cagliostro; il cimitero di san Medardo ha dei miracoli buoni quanto quelli della moschea di Damasco.
    Parigi ha un Esopo, Mayeux, e una Canidia, la signorina Lenormand.
    Si spaventa, come Delfo, davanti alle sfolgoranti realtà della visione; fa muovere i tavolini come Dodonia i tripodi; mette una donnina sul trono come Roma ci metteva le cortigiane, eccetera.
    A parte questo, Parigi è come un buon figliolo. Accetta tutto regalmente; non fa la schifiltosa nei riguardi di Venere; la sua Callipigia è ottentotta; purché rida, perdona; la bruttezza la rallegra ma la deformità la fa ridere, e il vizio la distrae.
    Siate un originale e potrete essere un furfante...
    Parigi è sinonimo di cosmo. Parigi è Atene, Roma, Sibari, Gerusalemme. Tutte le civiltà e tutte le barbarie più pure vi sono sintetizzate. Se non avesse una ghigliottina se ne dorrebbe.
    Un po' di piazza Grève è buono. Che cosa sarebbe quella festa eterna senza un simile condimento? Le nostre leggi hanno saggiamente provveduto e, grazie ad esse, la mannaia cala su questo martedì grasso.
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

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  9. #5
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    Però, posso capire il suo entusiasmo. Sopratutto rispetto al periodo,storico,in cui viveva.

  10. #6
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    Il suo entusiasmo che si traduce in un intero capitolo "Parigi studiata nel suo atomo" che va da pagina 563 a pagina 582?
    Ecco queste sono le cose dei miserabili che mi rallentano la lettura... pagine e pagine di descrizioni minuziose che non fanno parte della storia romanzata, ma della storia reale dell'epoca, come ad esempio tantissime pagine sulla battaglia di Waterloo. Tra parentesi, forse la dovrei rileggere quella parte... mi ci sono addormentata un po' su...
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  11. #7
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Anche mio fratello ha avuto qualche problema con la battaglia di Waterloo. Eh eh.

  12. #8
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    Che non sono stata l'unica mi rincuora! Grande tuo fratello!
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  13. #9
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Il suo entusiasmo che si traduce in un intero capitolo "Parigi studiata nel suo atomo" che va da pagina 563 a pagina 582?
    Ecco queste sono le cose dei miserabili che mi rallentano la lettura... pagine e pagine di descrizioni minuziose che non fanno parte della storia romanzata, ma della storia reale dell'epoca, come ad esempio tantissime pagine sulla battaglia di Waterloo. Tra parentesi, forse la dovrei rileggere quella parte... mi ci sono addormentata un po' su...
    Non toccatemi le descrizioni di Hugo! Inarrivabili in qualunque letteratura di qualsiasi lingua. Non credo vi sia una pagina (termine da prendere in senso lato, naturalmente) descrittiva più viva e più intensa di quella in cui sono descritte le viscere fognarie della metropoli.

    Quanto alla rivalità tra Parigi e Roma... Roma è eterna, ma nell'Ottocento era poca cosa, sia politicamente che geograficamente, mentre Parigi aveva proprio in quel momento il suo attimo di gloria.

    Mi dispiace per te Dark. Io amo Roma, ma se devo scegliere tra Roma e Parigi vado senza esitare un attimo nella ville lumière.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  15. #10
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    ahahah!
    Per quanto riguarda la bellezza delle sue descrizioni, hai ragione, inarrivabili! Anche se non ho una buona esperienza nel leggere libri così descrittivi.
    Il Piacere l'ho mollato dopo 20 pagine. Ricordo che D'Annunzio non ancora aveva finito di descrivere la stanza! Mamma mia!

    V. Hugo ha un modo tutto suo, non sono descrizioni quelle che scrive, sono storie dentro storie con l'obbiettivo di farti conoscere in profondità il soggetto del suo interesse. Bravo! Bravo Hugo! Però... a tutto c'è un limite... la battaglia di Waterloo no, eh! Quella parte è stata tremenda, dai, Rupert!
    Chissà forse un giorno la rileggerò e cambierò pensiero.

    A noi non serviva l'Ottocento, abbiamo fatto tutto il resto della storia! E daccelo un secolo di riposo!
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  16. #11
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Quote Originariamente inviato da DarkCoffee Visualizza il messaggio
    ahahah!

    V. Hugo ha un modo tutto suo, non sono descrizioni quelle che scrive, sono storie dentro storie con l'obbiettivo di farti conoscere in profondità il soggetto del suo interesse. Bravo! Bravo Hugo! Però... a tutto c'è un limite... la battaglia di Waterloo no, eh! Quella parte è stata tremenda, dai, Rupert!
    Chissà forse un giorno la rileggerò e cambierò pensiero.
    Vero. Posso convenire, la descrizione delle operazioni belliche non è delle più scorrevoli, anche se interessante per altri versi.
    Ma non è nulla se messa aconfronto con la confusuione micidiale che abita le pagine di descrizione bellica in Guerra e pace di tolstoj. Se non lo hai già letto ti consiglio caldamente il romanzo, ma contemporaneamente ti consiglio anche di saltare a pié pari le descrizione delle battaglie (che per altro non corrispondono affatto agli avvenimenti effettivamente prodottisi sul campo).


    Quote Originariamente inviato da DarkCoffee Visualizza il messaggio
    A noi non serviva l'Ottocento, abbiamo fatto tutto il resto della storia! E daccelo un secolo di riposo!
    Se leggi attentamente le descrizioni di Parigi puoi tranquillamente scorgere più di un cenno di ironia e di critica sociale: Parigi come capitale universale della melma ne è certamente un buon esempio.

    "Car il ne faut rien flatter, pas même un grand peuple ; là où il y a tout, il y a l’ignominie à côté de la sublimité ; et, si Paris contient Athènes, la ville de lumière, Tyr, la ville de puissance, Sparte, la ville de vertu, Ninive, la ville de prodige, il contient aussi Lutèce, la ville de boue".
    (libro V, capitolo 2)
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  18. #12
    Member L'avatar di Ilaria
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    Io i Miserabili l'ho letto 2 volte... è un capolavoro assoluto ma non so se me la sentirei di prenderlo in mano una terza, Waterloo, i capitoli infiniti sulla vita delle monache e quello sull'argot ammazzano sul nascere ogni mia volontà di riprenderlo in mano. Però compensa con una storia bellissima e personaggi memorabili. Io AMO Jean Valjean e vogliamo parlare dei Thenardier? Per me sono i cattivi più "belli" e irrecuperabili che letteratura abbia creato.
    AMATI E IL MONDO INTERO SI INNAMORERA' DI TE

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  20. #13
    Administrator L'avatar di DarkCoffee
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    Quote Originariamente inviato da Ilaria Visualizza il messaggio
    i capitoli infiniti sulla vita delle monache
    Le suore! Mio Dio! Una minuziosità che non si può descrivere!
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  22. #14
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    Ed eccomi qua... ormai è diventato il mio libro stallo.

    Mollato per leggere tanti altri libri e ripreso per leggere un capitolo alla volta.
    Ma ora no! E' diventato il mio obbiettivo di quest'anno. Ho deciso che non mollerò questo romanzo per altri libri. Ho deciso che, a costo di non leggere mai più, s'adda fini'!
    Sono a metà lettura. Il kindle segna 51% e questa è già una bella notizia. Ho fatto il giro di boa!

    Anna karenina ha il suo stesso quantitativo di pagine, eppure, anche essendo un classico, non mi ha provocato nessuna voglia di parcheggiarlo. Però, è proprio vero che non esiste paragone...
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  23. #15
    The bell jar L'avatar di Estella
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    Questo è un libro che vorrei tanto leggere ma mi inibisce il numero di pagine.
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


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