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Discussione: Fosca e altri racconti - Ugo Tarchetti

          
  1. #1
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    Fosca e altri racconti - Ugo Tarchetti

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    Fosca e altri racconti di Ugo Tarchetti.

    Bah... finito ora.
    Mi sento un pugile suonato.
    Suonato dalla follia assurda di questo libro.


    E dire che per tastarlo, avevo assaggiato uno dei racconti semi fantastici.
    Bello, simpatico, inquietante, spiritoso, sagace, moderno... una morta si "impadronisce" del corpo un un bulletto, infrocendolo mica male.


    Ma appena assaggiato il piatto forte, Fosca appunto, il primo sapore e' stato che il Tarchetti volesse, noi lettori, prenderci per i fondelli, quasi parodiando le leziosita' ottocentesche.
    La storia di Giorgio coi suoi due amori, parzialmente contestuali e parzialmente sovrapposti.
    Con una gran gnocca sposata e con un cesso immane libero e disponibile.
    Sarebbe dovuta essere una trifolata di marroni abissale se non che il tutto era talmente estremizzato che non capisco ancora se era una parodia o addirittura era talmente serio da superare la piu' prespicace parodia.


    Per fortuna e' finito.
    Quasi quasi lo metto in serie A: va letto assolutamente almeno per aiutarmi a risolvere l' arcano
    .
    Serie A ma non piu' di 3 (su 10) come voto.


    Ora passo agli altri 4 racconti.

  2. #2
    Administrator L'avatar di DarkCoffee
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    Il tuo voto è 3 su 10 oppure 3 su 5?
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  3. #3
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Anch'io quando l'ho letto sono rimasta un po' delusa. Credevo fosse più d'avanguardia. Adesso capisco perchè la Scapigliatura è un movimento letterario minore. Il linguaggio è davvero ottocentesco, tradizionale. Ci sono dei momenti nella lettura che si trascinano a causa di queste leziosità. Nel complesso però è un libro che salvo. E che consiglierei.

  4. #4
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    Poi postero' "Come classifico i romanzi" , ma se lo metto in serie A vuol dire che lo salvo e che va letto, ma se gli do 3/10, vuole anche dire che' una gran schifezza.

  5. #5
    Senior Member L'avatar di Fosca
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    io amo alla follia la Scapigliatura
    sono una appassionata sfegatata...faccio collezione di tutto quello che ne parla, nel bene e nel male..
    ho addirittura ritagliato una vignetta dalla Settimana Enigmistica (questo per far capir che colleziono tutto e in tutte le condizioni...)
    però è vero che non piace a molti e anche a scuola, ad esempio su Bologna, forse l'ho studiata solo io...

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  7. #6
    Senior Member L'avatar di Fosca
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    Oggi si incrementa la mia preziosa collezione♥

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  9. #7
    Il velo dipinto L'avatar di Estella
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    Sto ascoltando l'audiolibro, il tema della "donna vampiro" e quest'atmosfera noir è per me molto interessante.
    Ammetto che non conoscevo bene i temi della "Scapigliatura" e ho riscoperto questo genere che sento già che mi attrae molto.
    Inoltre non è un romanzo convenzionale, la protagonista è l'antitesi della donna perfetta bella e rassicurante.
    La nostalgia mi ruba i colori della vita. (Cristina Campo)


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  11. #8
    Il velo dipinto L'avatar di Estella
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    Non conoscevo la Scapigliatura, o perlomeno non la ricordavo.
    Questo romanzo affronta temi che mi interessano molto: l’amore vissuto in modo viscerale, il delirio, la sublimazione che però non conforta ma che, in questo caso fa ammalare, tutte caratteristiche queste di Fosca, il personaggio più interessante della storia.
    Giorgio è un uomo che apparentemente si lascia condurre dagli eventi ma, dietro questo apparente vittimismo, secondo me c’è una condotta atta a provocare gli eventi stessi, consciamente, come lui stesso cita Lottai contro me stesso, contro la mia natura codarda che si ribellava ad un sagrifizio che io stesso avevo provocato.
    Giorgio rifugge da qualsiasi tipo di convenzione sociale e si mette alla prova per avvalorare questa tesi su se stesso: conquista una donna sposata, facendo leva sulla sua naturale predisposizione al senso di pietà, che Giorgio capisce con uno sguardo, e quando Clara alla fine lo lascia, il piedistallo su cui l’aveva posta crolla.
    Giorgio si compiace della diversità della sua storia d’amore clandestina, così diversa dalle comuni storie d’amore, e quando è lontano da Clara i suoi pensieri sulla loro storia assumono un contorno filosofeggiante, come se Giorgio traesse più piacere nel ricordo dei bei momenti passati insieme più che nel viverli nel momento presente.
    Giorgio vive per essere oggetto d’amore, quando non lo è più la donna amata fino a quel momento diventa la donna da disprezzare.
    Abbandonato da Clara Giorgio cerca consolazione in Fosca, donna fino a quel momento disprezzata per la sua bruttezza e che l’uomo piano piano condusse a sé per puro narcisismo ed egoismo, dicendole bugie che giustificava a se stesso come segno di pietà, l’unico sprazzo di sincerità che ho visto nell’uomo nei confronti di Fosca è stato durante il discorso che i due hanno avuto di fronte al caminetto la notte passata nella stanza della padrona della taverna che li ha ospitati.
    Fosca mi è piaciuta molto, attraverso le sue lettere la sua condotta, a prima vista senza logica, assume per me invece una logica drammatica, verso cui non posso che provare una profonda commozione.
    Fosca ama senza riserve, è trasparente, non c’è malvagità in lei, chiede solamente di essere amata, anche se porta questo suo bisogno d’amore all’eccesso, ma sono sempre e solo richieste, non fa nulla per nuocere l’amato.
    Giorgio dal canto suo più volte ha l’opportunità di disilluderla, consigliato saggiamente anche dal medico che vedo un po’ come la sua coscienza, ma non lo fa, preferisce continuare ad affondare in quella situazione in cui da solo si è imbarcato, dapprima per vanità e dopo per inerzia, perché non ha carattere.
    Un’ultima nota: i capelli di Fosca, simbolo del suo fascino, simbolo della sua acuta intelligenza e nello stesso tempo di disordine mentale, di libertà emotiva, soprattutto sessuale (quando sono sciolti e scapigliati), il suo mistero è racchiuso nei suoi capelli perché tramite i suoi capelli esprime le sue emozioni.
    Credo, e qui concludo (non riesco a concludere perché mi ha preso molto), che Giorgio rifiuti Fosca non tanto per la sua bruttezza ma perché capisce che lui e lei in realtà sono molto simili, sventurati ed infelici, Giorgio rincorre la felicità ma nello stesso tempo ne ha paura, insomma è un personaggio ancora alla ricerca di se stesso, non ha la stessa consapevolezza di Fosca.
    La nostalgia mi ruba i colori della vita. (Cristina Campo)


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