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Discussione: Che cos'e' la poesia

          
  1. #1
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    Che cos'e' la poesia

    La poesia

    La poesia attraversa la terra in solitudine,
    appoggia la sua voce sul dolore del mondo
    e niente chiede
    - nemmeno parole.
    Arriva da lontano e senza orario, non avverte mai;
    ha la chiave della porta.
    Entrando si sofferma sempre ad osservarci.
    Poi apre la sua mano e ci offre
    un fiore o un ciottolo, qualcosa di segreto,
    ma tanto intenso che il cuore palpita
    troppo veloce. E ci svegliamo.

    Eugenio Montejo
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  2. #2
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    SCRIVERE UNA POESIA

    Scrivere una poesia
    sempre è un colpo di mano sull'ignoto,
    un penetrare svegli
    nel mistero del sogno,
    un prendere possesso della notte.

    Aggiramento, azione di sorpresa
    sulla nostra città profonda:
    forzare la sua porta,
    entrare fra le case addormentate,
    scoprire il loro segreto.

    Perciò una poesia
    si scrive di soppiatto,
    all'insaputa quasi di noi stessi;
    è un contrabbando fatto sui confini
    sorprendendo le scolte, è un furto sacro
    in cui si rischia la dannazione
    o il bacio divino.

    Perciò poetando non si deve quasi
    vedere ciò che si scrive
    nel tenebrore, nel dormiveglia,
    nei frastagli del confine
    che sono come i fiordi della mente
    ove si penetra nei mari interni
    molto addentro nei seni
    di una soprannaturale calma.

    Giorgio Vigolo
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  3. #3
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    A tutti i giovani raccomando:
    aprite i libri con religione,
    non guardateli superficialmente,
    perché in essi è racchiuso
    il coraggio dei nostri padri.
    E richiudeteli con dignità
    quando dovete occuparvi di altre cose.
    Ma soprattutto amate i poeti.
    Essi hanno vangato per voi la terra
    per tanti anni, non per costruivi tombe,
    o simulacri, ma altari.
    Pensate che potete camminare su di noi
    come su dei grandi tappeti
    e volare oltre questa triste realtà
    quotidiana.

    Alda Merini
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  4. #4
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    LA MUSA

    Quando la notte attendo il suo arrivo,
    la vita sembra sia appesa a un filo.
    Che cosa sono onori, libertà, giovinezza
    di fronte all’ospite dolce
    col flauto nella mano? Ed ecco è entrata.
    Levato il velo, mi guarda attentamente.
    Le chiedo: “Dettasti a Dante tu
    le pagine dell’Inferno?” Risponde: “Io”.

    ANNA ACHMATOVA
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  5. #5
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    Ad alcuni piace la poesia

    Ad alcuni -
    cioè non a tutti.
    E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
    Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
    e i poeti stessi,
    ce ne saranno forse due su mille.

    Piace -
    ma piace anche la pasta in brodo,
    piacciono i complimenti e il colore azzurro,
    piace una vecchia sciarpa,
    piace averla vinta,
    piace accarezzare un cane.

    La poesia -
    ma cos'è mai la poesia?
    Più d'una risposta incerta
    è stata già data in proposito.
    Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
    Come alla salvezza di un corrimano.


    Wisława Szymborska
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  6. #6
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    L’assetato

    Per trovarmi, Poesia,
    mi cercai in te:
    stella d’acqua che si sfalda,
    l’essere mio s’annegò.
    Per cercarti, Poesia,
    feci naufragio in me.

    Poi presi a cercarti, per
    fuggire da me:
    oh quel folto di riflessi
    in cui mi perdei!
    E quando feci ritorno
    quello che trovai fu

    lo stesso volto perduto
    nella stessa nudità,
    le stesse acque specchianti
    alle quali non berrò
    e alle sponde dello specchio
    me stesso morto di sete.


    Octavio Paz


    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

  7. #7
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    La poesia è un cubo di granito

    La poesia è un cubo di granito,
    mal tagliato, rugoso, divorante.
    Sfioro con esso la pelle e la pupilla,
    e so che ho a me davanti
    una scia di sangue che m'aspetta
    nel sentiero dei cani,
    e non la primavera.

    José Saramago
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  8. #8
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    I poeti lavorano di notte

    I poeti lavorano di notte
    quando il tempo non urge su di loro,
    quando tace il rumore della folla
    e termina il linciaggio delle ore.

    I poeti lavorano nel buio
    come falchi notturni od usignoli
    dal dolcissimo canto
    e temono di offendere Iddio.

    Ma i poeti, nel loro silenzio
    fanno ben più rumore
    di una dorata cupola di stelle.

    Alda Merini
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  9. #9
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    A cosa serve la poesia. Può servire

    Vi faccio un esempio.

    Prendete una coppia che va abbastanza bene:

    due o tre lustri di convivenza

    casa figli interessi comuni.

    I coniugi però, non essendo nè sordi nè orbi

    nè privi di altri sensi

    naturalmente non immuni

    dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti

    dell'altro sesso

    di cui alcune, per circostanze favorevoli,

    sarebbero passibili di un incontro a letto.

    Sorge allora un problema che propone tre soluzioni.

    La prima è la tradizionale repressione

    non concupire eccetera non appropriarti dell'altrui proprietà

    per cui il coniuge viene equiparato a un comò

    Luigi XVI o a un televisore a colori

    o a un qualsiasi oggetto di un certo valore

    che non sarebbe corretto rubare.

    La seconda soluzione è l'adulterio

    altrettanto tradizionale

    che crea una quantità di complicazioni

    la lealtà (glielo dico o non glielo dico?)

    lo squallore di motel occasionali

    la necessità di costruire marchingegni di copertura

    che non eliminano la paura

    di fastidiose spiegazioni.

    La terza soluzione è senza dubbio la più pratica

    Si prendono i turbamenti e i sentimenti

    le emozioni e le tentazioni

    si mescolano bene si amalgama l'immagine

    con un brodo di fantasia

    e ci si fa su una poesia

    che si mastica e si sublima

    fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere

    e infine si manda giù

    si digerisce con un pò di amaro

    d'erbe naturali

    e poi non ci si pensa più.

    Joyce Lussu
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  10. #10
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    La poesia è il salvagente
    cui mi aggrappo
    quando tutto sembra svanire.
    Quando il mio cuore gronda
    per lo strazio delle parole
    che feriscono
    dei silenzi che trascinano
    verso il precipizio.
    Quando sono diventato cosi
    impenetrabile
    che neanche l'aria
    riesce a passare.

    Gibran
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  11. #11
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    Quote Originariamente inviato da daniela Visualizza il messaggio
    La poesia è il salvagente
    cui mi aggrappo
    quando tutto sembra svanire.
    Quando il mio cuore gronda
    per lo strazio delle parole
    che feriscono
    dei silenzi che trascinano
    verso il precipizio.
    Quando sono diventato cosi
    impenetrabile
    che neanche l'aria
    riesce a passare.

    Gibran
    Questa è davvero bellissima
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  12. #12
    Master Member L'avatar di daniela
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    Arte poetica

    Sospirata parola, che alla fine
    mi sei giunta, m'hai colto
    in un momento di disattenzione,
    e ti vuoi improvvisa, non cercata,
    sfuggi al gesto raro, alla misura
    esorbitante. D'una riga t'orli
    di mare, gonfi in nube, ti dibatti
    come colomba,
    sorgi in cima al semplice

    respiro della voce, all'indolente
    mano che ti scandisce, ed urgi -
    trepida
    cosa tra cose - a collocarti
    in questa
    calda, iridata, precisa esistenza.

    Sergio Solmi
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  13. #13
    Master Member L'avatar di Claire
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    Arte poetica

    Guardare il fiume fatto di tempo e di acqua
    E ricordare che il tempo è un altro fiume.
    Sapere che noi ci perdiamo come il fiume
    E che i volti passano come l'acqua.


    Sentire che la veglia è un altro sogno
    Che sogna di non sognare e che la morte
    Che la nostra carne teme è questa morte
    Di ogni notte, che si chiama sogno.


    Vedere nel giorno e nell'anno un simbolo
    Dei giorni dell'uomo e dei suoi anni.
    Convertire l'oltraggio degli anni
    In una musica, una voce e un simbolo.


    Vedere nella morte il sogno, nel tramonto
    Un triste oro, tale è la poesia
    Che è immortale e povera. La poesia
    Torna come l'alba e il tramonto.


    Talora nel crepuscolo un volto
    Ci guarda dal fondo di uno specchio:
    L'arte deve essere come questo specchio
    Che ci rivela il nostro proprio volto.


    Narrano che Ulisse, sazio di prodigi,
    Pianse d'amore scorgendo la sua Itaca
    Verde e umile. L'arte è questa Itaca
    Di verde eternità, non di prodigi.


    Ed è pure come il fiume senza fine
    Che scorre e rimane, cristallo di uno stesso
    Eraclito incostante, che è lo stesso
    Ed è altro, come il fiume senza fine.

    Jorge Luis Borges
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  14. #14
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    Io non ho bisogno di denaro
    ho bisogno di sentimenti
    di parole
    di parole scelte sapientemente
    di fiori detti pensieri
    di rose dette presenze
    di sogni che abitino gli alberi
    di canzoni
    che facciano danzare le statue
    di stelle che mormorino
    all'orecchio degli amanti.
    Ho bisogno di poesia
    questa magia che brucia
    la pesantezza delle parole
    che risveglia
    le emozioni e dà colori nuovi.

    Alda Merini

  15. #15
    Master Member L'avatar di daniela
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    Il verso


    Quando so

    Che il verso

    Sta per spuntare,

    nella curva di una parentesi rinserro

    il mondo

    e davanti alla parentesi ci metto

    il segno

    di funzione, d’elemento.

    Allora comincia l’operazione,

    il calcolo sonoro e veloce,

    finché il verso

    come un compito

    algebrico,

    risulta nitido sulla lavagna.

    Poi

    Apro la parentesi,

    lascio uscire gli elementi imprigionati,

    cancello le operazioni sulla lavagna.

    E allegro me ne torno

    Dalla scuola a casa

    E a casa muoio d’amore.


    JULIAN TUWIM
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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