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Discussione: Poesia U.S.A.

          
  1. #31
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    Bene, figliolo, te lo dirò:
    la vita per me non è stata una scala di cristallo.
    Ci furono chiodi
    e schegge
    ed assi sconnesse,
    e tratti senza tappeti sul pavimento
    nudi.

    Ma per tutto il tempo
    seguitai a salire
    e raggiunsi pianerottoli,
    e voltai angoli
    e qualche volta camminai nel buio
    dove non v'è spiraglio di luce.

    Così, ragazzo, non tornare indietro.
    Non fermarti sui gradini
    perché trovi ardua l'ascesa.
    Non cadere ora
    perché io vado avanti, amor mio,
    continuo a salire
    e la vita per me non è stata una scala di cristallo.

    Langston Hughes
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  3. #32
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    La carta geografica

    La terra sta sull’acqua, ombrata in verde.
    Le ombre, o sono secche?, vi ricalcano
    la linea di scogliere invase d’alghe
    che dal blu schietto inclinano al verde.
    O la terra si china a sollevare il mare dal profondo
    e senza batter ciglio se ne avvolge?
    Lungo il banco di sabbia fulvo
    la terra tira il mare dal profondo?

    L’ombra di Terranova è stesa immobile.
    Il Labrador è giallo dove l’ha lubrificato
    l’ eschimese lunare. Possiamo carezzare queste baie
    leggiadre sottovetro come dovessero sbocciare
    o far da gabbia pulita a pesci invisibili. I nomi
    delle località costiere sfociano nel mare,
    i nomi delle città attraversano i monti circostanti
    - e il tipografo in preda a un’emozione
    spropositata qui va in visibilio.
    Le penisole palpano l’acqua tra i polpastrelli
    come fanno le donne con gli scampoli.

    Sulla carta le acque sono più quiete della terra,
    ne informano la forma con le onde:
    e la lepre Norvegia scappa a sud a nascondersi
    I contorni scandagliano il mare, in cerca della terra.
    Sono assegnati o sta ai paesi scegliere i colori
    che al carattere o alle acque proprie meglio si confanno?
    E’ imparziale la topografia; Ovest o Nord equidistanti stanno.
    Con più delicatezza degli storici, scelgono i cartografi i colori.

    Elizabeth Bishop


    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

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  5. #33
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    AGGIUNTA

    Quel che ho dimenticato di dirvi in quell’ultima poesia
    se avete prestato un minimo di attenzione
    è che l’amavo davvero allora....
    La luce marittima negli ultimi versi
    poteva sembrare artefatta
    e lo stesso si poteva dire
    delle molte lune immaginarie
    che ho detto ruotavano sul nostro letto mentre dormivamo,
    del cosmo racchiuso dalle pareti della stanza.
    Ma la verità è che ci piaceva
    fare lunghe passeggiate sulle spiagge ventose,
    non le spiagge fra il mare di lei
    e la terra simbolica di me,
    ma le vere spiagge di conchiglie vuote,
    mentre il sole sorge e l’acqua viene avanti e ritorna.

    William Billy Collins
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  7. #34
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    Fiorire è il fine
    chi passa un fiore

    Fiorire - è il fine - chi passa un fiore
    con uno sguardo distratto
    stenterà a sospettare
    le minime circostanze

    coinvolte in quel luminoso fenomeno
    costruito in modo così intricato
    poi offerto come una farfalla
    al mezzogiorno -

    Colmare il bocciolo - combattere il verme
    ottenere quanta rugiada gli spetta -
    regolare il calore - eludere il vento -
    sfuggire all'ape ladruncola

    non deludere la natura grande
    che l'attende proprio quel giorno
    essere un fiore, è profonda
    responsabilità -

    Emily Dickinson
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  9. #35
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    Il senso evidente delle cose


    Dopo che le foglie sono cadute, torniamo
    al senso evidente delle cose. E’ come se
    fossimo giunti alla fine dell’immaginazione,
    trapassata in inerte sapere.
    E’ difficile persino trovare l’aggettivo
    per questo freddo vuoto, questa tristezza senza ragione.
    La grande struttura è diventata una casa qualunque.
    Nessun turbante traversa i pavimenti invecchiati.
    Mai così tanto la serra bisognò che fosse dipinta.
    Il camino ha cinquant’anni e si curva di lato.
    Un incomparabile sforzo ha fallito, una ripetizione
    nel ripetuto ritorno di uomini e mosche.
    L’assenza di immaginazione doveva tuttavia
    essere immaginata. Il grande stagno,
    il suo senso evidente, irriflesso, le foglie,
    il fango, l’acqua come vetro sporco, emanano un silenzio,
    come il silenzio di un topo venuto a vedere,
    il grande stagno e il suo spreco di gigli, tutto
    si doveva immaginare, come una conoscenza inevitabile,
    richiesta, siccome necessità richiede

    Wallace Stevens
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  11. #36
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    CANZONE DEL LIUTO

    Nessuno vuol essere la musa;
    alla fine, tutti vogliono essere Orfeo.

    Eroicamente ricostruito
    (da terrore e dolore)
    e poi travolgentemente bello;

    ristabilita, in definitiva,
    non Euridice, la compianta,
    ma l'ardente
    spirito di Orfeo, reso presente

    non come essere umano, piuttosto
    come pura anima resa
    distaccata, immortale
    attraverso un narcisismo deviato.

    Ho fatto un'arpa di disastro
    per perpetuare la bellezza del mio ultimo amore.
    Eppure nella mia angoscia, così com'è,
    rimane la lotta per la forma

    e i miei sogni, se parlo apertamente,
    hanno meno il desiderio di essere ricordati
    che il desiderio di sopravvivere,
    che è, io credo, il più profondo desiderio umano.


    LOUISE GLÜCK

    (da Nuovi poeti americani, Einaudi, 2006 - Traduzione di Elisa Biagini)

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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