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Discussione: Vittorio Sereni

          
  1. #1
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    Vittorio Sereni

    Sono particolarmente affezionato ai versi di Vittorio Sereni. Leggerli porta come un'aria di casa. L'odore di Lago. Lo stesso lago sulle cui sponde vivevo anch'io. E poi c'era -e ancora c'è- la frontiera. La stessa frontiera sulla stessa sponda del lago, ma sull'altro versante.
    Sono proprio la frontiera ed il lago i personaggi principali della lirica di Sereni.

    Ecco una breve scheda biografica su Sereni sul sito della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Ci sono anche filmati e tracce audio.


    Le mani

    Queste tue mani a difesa di te:
    mi fanno sera sul viso.
    Quando lente le schiudi, là davanti
    la città è quell'arco di fuoco.
    Sul sonno futuro
    saranno persiane rigate di sole
    e avrò perso per sempre
    quel sapore di terra e di vento
    quando le riprenderai.

    Vittorio Sereni, da "Frontiera"
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  5. #3
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    Viaggio di andata e ritorno

    Viaggio di andata e ritorno


    Andrò a ritroso della nostra corsa
    di poco fa
    che tanto bella mai ti sorprese la luna.
    Mi resta una città prossima al sonno
    di prima primavera.
    O fuoco che ora tu sei
    dileguante, o ceneri confuse
    di campagna che annotta e si sfa,
    o strido che sgretola l'aria
    e insieme divide il mio cuore.


    Vittorio Sereni, da "Gli strumenti umani"
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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    Nebbia



    Qui il traffico oscilla
    sospeso alla luce
    dei semafori quieti.
    Io vengo in parte
    ove s’infolta la città
    e un fiato d’alti forni la trafuga.
    Chiedo al cuore una voce, mi sovrasta
    un assiduo rumore
    di fabbriche fonde, di magli.

    E il tempo piega all’inverno.
    Io batto le strade
    che ai giorni delle volpi gentili
    autunno di feltri verdi fioriva,
    i viali celesti al dopopioggia.
    Al segno di luce si libera il passo
    e indugia l’anno, su queste contrade.
    S’illumina a uno svolto un effimero sole,
    un cespo di mimose
    nella bianchissima nebbia.


    Vittorio Sereni, da Frontiera.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  9. #5
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    Antonia Pozzi era grande amica di Vittorio Sereni, conosco una lettera che lei gli scrisse a Pasturo il 13 agosto 1935.
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


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