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Discussione: Lawrence Ferlinghetti

          
  1. #1
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    Lawrence Ferlinghetti

    Ripercorrendo i post del forum mi sono reso conto che non ho mai dedicato un thread a uno dei poeti americani che preferisco. Un figlio della beat generation, che però propone una poesia personale, non manieristica, che tocca temi universali e quindi non resta agrappata ad un'epoca passata.

    Ecco una breve nota biografica di Ferlinghetti:

    biografia di Lawrence Ferlinghetti

    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  3. #2
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    "Tutto cambia e niente cambia"

    Tutto cambia e niente cambia
    Finiscono secoli
    e tutto continua
    come nulla finisse
    Come le nubi ancora s’arrestano a mezzovolo come dirigibili presi tra venti contrari
    E la febbre dell’efferata vita di città ancora strozza le strade

    Ma ancora io sento cantare
    ancora le voci dei poeti
    mischiate agli schiamazzi delle troie
    nell’antica Manhattan
    o nella Parigi di Baudelaire
    echeggiare richiami d’uccelli
    lungo i vicoli della storia
    ora coi nomi cambiati
    E ora siamo nel Novecento
    e la Borsa è di nuovo crollata
    E mio padre vagabonda qui vicino con il fedora in testa
    occhi sui marciapiedi
    un’unica lira italiana
    e un centesimo che raffigura la testa di un indiano in tasca
    Trafficanti di liquori e carri funebri passano al rallentatore
    Risuona la campana di ferro di una chiesa
    frammista agli allarmi delle macchine nell’anno duemila

    Mentre abiti nuovi corrono al lavoro in grattacieli oscillanti
    mentre gli strilloni ancora strillano annunciando l’ultima follia

    E risate s’alzano
    sul mare lontano

    Lawrence Ferlinghetti


    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  5. #3
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    Da "A Coney Island of the mind"

    20


    The pennycandystore beyond the El
    is where I first
    fell in love
    with unreality
    Jellybeans glowed in the semi-gloom
    of that september afternoon
    A cat upon the counter moved among
    the licorice sticks
    and tootsie rolls
    and Oh Boy Gum

    Outside the leaves were falling as they died

    A wind had blown away the sun

    A girl ran in
    Her hair was rainy
    Her breasts were breathless in the little room

    Outside the leaves were falling
    and they cried
    Too soon! too soon!


    20


    Il dolciumificio dietro il metrò sospeso
    È dove per la prima volta
    M’innamorai
    Dell’irreale
    Gelatine splendevano nella penombra
    Di quel pomeriggio settembrino
    Un gatto sul bancone si spostava tra
    I bastoncini di liquirizia
    E i rotolini di caramello
    E le gomme da masticare

    Fuori le foglie morendo cadevano

    Un vento aveva soffiato via il sole

    Una ragazzina corse dentro
    I capelli umidi di pioggia
    Il petto senza fiato nel piccolo locale

    Fuori le foglie stavano cadendo
    E gridavano
    Troppo presto! Troppo presto!

    Lawrence Ferlinghetti, 1958

    trad. Rupert © ottobre 2013
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  6. #4
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    Alcune bellissime tracce audio in cui Ferlinghetti legge le sue poesie. C'è anche quella appena postata e tradotta. Molte poesie di Ferlingetti sono state concepite per la lettura in pubblico e la loro recitazione conferisce uno spessore insospettato, fino a diventare quasi musica... anzi, senza il quasi.

    http://www.lyrikline.org/de/player/playautor/1790

    Evidentemente il testo è quello originale in inglese.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  7. #5
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    Pietà per la nazione

    Il testo in quest'altro post:

    Pietà per la nazione



    L'originale letto da Ferlinghetti stesso




    La traduzione in italiano

    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  8. #6
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    Dove sta amore
    Dove giace amore
    Dove sta amore
    Qui giace amore
    La tortora-amore
    In lirico deliquio
    Ascolta il canto montàno d'amore
    Il vero canto volitivo d'amore
    Il dimesso canto di pianura d’amore
    Troppo dolce canto dolente
    Nei passi notturni
    Dove sta amore
    Qui giace amore
    La colomba amore
    Dove sta amore
    Qui giace amore

    Dove sta amore
    Where lies love
    Dove sta amore
    Here lies love
    The ring dove love
    In lyrical delight
    Hear love's hillsong
    Love's true willsong
    Love's low plainsong
    To sweet painsong
    In passages of night
    Dove sta amore
    Here lies love
    The ring dove love
    Dove sta amore
    Here lies love


    Lawrence Ferlighetti, da "A Coney Island of the mind, 1958

    La traduzione di questa lirica di Ferlinghetti è quasi insensata, poiché proprio giocata sullîntreccio bilingue e sono i suoni e l'atmosfera a dare senso ai versi, più che non la semantiva delle singole parole.


    trad. Rupert © ottobre 2016
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  9. #7
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    Per i 100 anni dalla nascita di Lawrence Ferlinghetti ( 24 marzo 1919)


    UNA CONEY ISLAND DELLA MENTE, 1


    Nelle maggiori scene di Goya ci pare di vedere
    le persone del mondo
    proprio nel momento in cui
    per la prima volta si sono meritate l'epiteto di
    "umanità sofferente"
    Si contorcono sulla pagina
    in genuina rabbia
    dovuta alle disgrazie
    Ammucchiati
    si lamentano con bambini e baionette
    sotto cieli di cemento
    in un paesaggio astratto di alberi devastati
    statue divelte ali e rostri di pipistrelli
    patiboli viscidi
    cadaveri e capponi carnivori
    e tutti gli ultimi mostri sbraitanti
    dell'
    "immaginario del disastro"
    sono così maledettamente reali
    come se davvero esistessero ancora

    Ed è così

    Solo il paesaggio è cambiato
    Stanno ancora in fila lungo le strade
    infestate da legionari
    ingannevoli mulini a vento e galli impazziti

    Siamo le stesse persone
    ma ancora più lontane da casa
    su autostrade a cinquanta corsie
    su un continente di calcestruzzo
    scandito da melliflui manifesti pubblicitari
    che illustrano imbecilli illusioni di felicità

    La scena mostra meno carri di condannati a morte
    ma più cittadini scoppiati
    in auto dipinte
    e hanno targhe strambe
    e motori
    che divorano l'America


    (da A Coney Island of the Mind, 1955 – Edizione minimum fax, 2011 – Traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan)

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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