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Discussione: Odio quando...

          
  1. #76
    Administrator L'avatar di Mauro
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    ... quando, dopo aver fatto un intero Inverno in cui ho sudato sotto la pioggia e la neve, mi becco uno stupidissimo raffreddore la prima settimana di Primavera a causa di colleghi che tengono temperature equatoriali in ufficio e NON mi permettono di aprire le finestre.
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
    (Hubert Reeves, astrofisico)

  2. #77
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    Cavolo, non ti permettono? Neppure in queste giornate di sole? Che antipatici per non dire peggio.

  3. #78
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    Odio quando faccio un regalo a qualcuno e quello me lo ridà indietro




    Anche mia cognata si comporta allo stesso modo. Per me è maleducazione.
    Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini. Bertrand Russell

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  5. #79
    Master Member L'avatar di Elvira Coot
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    Anche mia cognata si comporta allo stesso modo. Per me è maleducazione.
    Quoto. Sono cose che non si fanno, secondo me. Ma per queste persone, ho già trovato il regalo perfetto: NIENTE!

  6. #80
    Senior Member L'avatar di Serena-fundy
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    Quoto. Sono cose che non si fanno, secondo me. Ma per queste persone, ho già trovato il regalo perfetto: NIENTE!
    Anche a me fanno girare i cabbasisi...
    Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini. Bertrand Russell

  7. #81
    Senior Member L'avatar di Serena-fundy
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    Odio quando mi imbatto nell' ennesimo "Imbecille di rete" (Umberto Eco docet).
    Non sopporto proprio quando la gente pontifica, condanna o disprezza le buone intenzioni.
    Oggi mi è capitata una tizia da mandare direttamente a quel paese (dentro di me ce l' ho mandata, se poi c'è andata... non lo so).
    Viene voglia di ripagare questa gente con la stessa moneta...
    Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini. Bertrand Russell

  8. #82
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Odio senza riserve il mese di Dicembre.
    E' un mese intasato oltre i limiti immaginabili di impegni falsamente buonisti su cui spiccano le cene natalizie organizzate pro-forma da tutti i consessi di cui si fa parte nel bene e nel male.
    Lo dico chiaramente: mi sta pesantemente sugli zebedei la maggior parte dei genitori dei compagni di classe delle mie figlie, con i quali, infatti, non intrattengo alcun rapporto di nessun tipo, ma che mi devo sorbire per tutta una sera solo per non scontentare le ragazze che ci tengono a questi eventi extrascolastici.
    Idem dicasi per la squadra di pallavolo, ma l'evento più ipocrita di tutti è il brindisi in ufficio che mette insieme, anche se per pochi minuti, persone che, nel resto dell'anno, si odiano al limite della soppressione fisica.
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
    (Hubert Reeves, astrofisico)

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  10. #83
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    A me piace perché gli amici che vivono lontano tornano per visitare i parenti e così ci si mette sempre una cena vicina, che è l'occasione per rivedere anche quelli vicini che comunque non si frequentano. Di solito si va a cena al messicano, perché dopo l'aperitivo siamo tutti ubriachi e riusciamo così ad affrontare i piatti piccantissimi che ordiniamo anche se non ci "piacciono"!

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  12. #84
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    Bello rivedere le persone lontane, su questo non si discute ... quello che mi lascia perplesso è l'andare a cena in un posto dove cucinano cosa che non vi piacciono.
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
    (Hubert Reeves, astrofisico)

  13. #85
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    Bello rivedere le persone lontane, su questo non si discute ... quello che mi lascia perplesso è l'andare a cena in un posto dove cucinano cosa che non vi piacciono.
    più che altro ci sfidiano in piatti piccanti!
    Dopo l'aperitivo e il primo assaggio di peperoncino, volano via inibizioni e vestiti!

  14. #86
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    ma l'evento più ipocrita di tutti è il brindisi in ufficio che mette insieme, anche se per pochi minuti, persone che, nel resto dell'anno, si odiano al limite della soppressione fisica.
    E dire che gli sminatori pensavano di fare un mestiere pericoloso ....



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    Dopo l'aperitivo e il primo assaggio di peperoncino, volano via inibizioni e vestiti!

  15. #87
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    E dire che gli sminatori pensavano di fare un mestiere pericoloso ....
    Mi limito a segnalare che non ho mai sentito di uno sminatore che entra nel suo ufficio e fa una strage di colleghi, mentre di travet del genere è piena la cronaca.
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
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  17. #88
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    Lo dico chiaramente: mi sta pesantemente sugli zebedei la maggior parte dei genitori dei compagni di classe delle mie figlie, con i quali, infatti, non intrattengo alcun rapporto di nessun tipo, ma che mi devo sorbire per tutta una sera solo per non scontentare le ragazze che ci tengono a questi eventi extrascolastici.
    Che il buon Dio ce ne scampi e ce ne liberi. Una (perversa) usanza che per grande fortuna alle nostre latitudini non ha preso piede e che per dire il vero neppure sospettavo esistesse.
    Partecipo volentieri, se invitato, ai pranzi autogestiti in aula, assieme agli allievi e ai colleghi disponibili. Ma questa nostra usanza non ha mai connotazioni celebrative (natalizie, pasquali, o d'altre feste comandate) e soprattutto non prevede la presenza dei genitori. L'esercizio di presentare "un piat da bóna céra" come diciamo in dialetto nord lombardo, vale a dire "far la buona cera, presentare sorrisi e salamelecchi in uno sfoggio ipocrita di finta cordialità da pubbliche relazioni" in un'occasione del genere, magari ripetuta e insistita, sarebbe semplicemente insopportabile.
    Immagino solo troppo facilmente il buo umore forzato, i complimenti avvelenati, la competizione al lustramento delle qualità invisibili del geniale figlio o figlia in realtà squinternato/a o deficiente... come (di solito) la famiglia da cui proviene.
    Lo so è una visione un po' cinica. ma la tua lagnanza ha spalancato la porta d'un girone infernale che non avrei voluto immaginare.

    Come però dicevo, tra i cucuzzoli delle nostre montagne questa usanza urbana dell'interazione parascolastica coatta prenatalizia non esiste e quindi io il Natale e tutto il suo strascico di kitsch e tradizioni casalinghe (possibilmente non americanate d'importazione) piace poltissssimo.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  19. #89
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    Odio quando...

    cercano di convincermi che se parlo italiano devo essere per forza un italiano. Mi è successo ancora una volta sabato scorso in Via Dante a Milano. Dopo un acquisto di valore abbastanza irrisorio il pur gentile e deferente commesso mi chiede codice fiscale e partita IVA. Gli spiego che non essendo io cittadino italiano non posseggo né l'uno né l'altro. L'altro stupito mi significa la sua ammirazione per il fatto che io parlo "così bene l'italiano". Cerco pazientemente di informarlo che l'italiano è da sempre una delle lingue nazionali del nostro Paese. Il suo volto s'illumina in un lampo di comprensione ed esclama "ah, perché eravate italiani e poi siete diventati svizzeri". A quel punto voglio incenerirlo. Ma in virtù della mia missione pedagogica sostituisco l'invettiva con una nuova spiegazione e gli racconto che le terre italofone che oggi compongono i Canton Ticino e parte del Canton Grigioni sono territorio svizzero dal 1512 e prima appartenevano al Ducato di Milano, mentre lo stato unitario italiano esiste solo dal 1861.
    Evidentemente il concetto risulta ostico all'interlocutore, che ribadisce "Quindi prima eravate italiani...". A quel punto mi arrendo. Alcuni miei allievi chiaramente ipodotati da mamma Natura sono più flessibili mentalmente.

    È lo stesso tipo di incazzatura che mi prende quando danno dei "selvaggi ignoranti" ai miei allievi perché non conoscono la storia d'Italia. E hai voglia di spiegare che non essendo italiani la storia d'Italia noi non la insegnamo!

    Consolatemi! Ditemi che almeno voi, coinquilini di forum colti e di buone letture, siete di vedute più ampie.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  21. #90
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    La prima risposta che mi viene da darti, caro Rupert, è che essere più dotati mentalmente di un siffatto mentecatto non è cosa difficile, del resto, in Italia, ci sono trasmissioni televisive ("Le Iene" su tutte) che si divertono a far fare figure orrende a politici di vario calibro interrogandoli su cose che dovrebbero essere normale patrimonio della cultura di base di chiunque, ottenendo risposte da far "allegare i denti dallo spavento" (cito Sciascia per distinguermi dal commesso in oggetto ).
    Ignoranza più totale su Storia (Unità d'Italia, Prima e Seconda Guerra Mondiale, Ventennio, Costituzione repubblicana ...), Geografia (c'è gente che non sa nemmeno quante Regioni ci sono in Italia e quante sono a Statuto speciale) e stendo un velo pietoso su Arte e Letteratura.
    Ma l'italia è così, un Paese dove vengono osannate la furbizia e la piaggeria, purché redditizie, mentre la cultura è sbeffeggiata come un inutile orpello ... non credo sia un caso sia una Nazione che è indietro su tutto.
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
    (Hubert Reeves, astrofisico)

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