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Discussione: Diritti umani e pena di morte

          
  1. #16
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    La “scelta” di Gulnaz: 12 anni di carcere
    o sposare il suo stupratore

    Nome:   afghanistan.jpg
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    Gulnaz aveva solo 19 anni quando il marito di sua cugina entrò in casa sua e la violentò. I due furono arrestati e lei, la vittima, fu condannata in primo grado a due anni di carcere e in appello a dodici anni perché in Afghanistan una donna costretta a un rapporto sessuale viene comunque punita per aver perso il suo onore. Infatti, secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, la metà delle detenute del Paese è stata condannata per reati contro la morale.

    Il presidente afghano Hamid Karzai ha deciso di concedere la grazia alla ragazza, che ora ha 21 anni, e che in una prigione di Kabul ha partorito una bambina frutto della violenza subita. Domenica scorsa sul tavolo del Capo dello Stato era arrivata una petizione per la sua liberazione firmata da quasi 5mila persone. Ma la decisione in verità suona come una beffa.

    Gulnaz riacquisterà la libertà a un prezzo carissimo: sposare il suo stupratore.

    Per leggere l'intero articolo di Monica Ricci Sargentini
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-...suo-stupratore/
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  2. #17
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    In un attimo, si possono firmare 5 appelli e inviare una cartolina di solidarietà:
    www.firmiamolitutti.it/inizia.aspx

    Maratona di raccolta firme "Write For Rights - una lettera per i diritti umani

    Anche quest’anno Amnesty International celebra la Dichiarazione universale dei diritti umani con la maratona “Write for Rights - Una lettera per i diritti umani".

    Fino al 17 dicembre, milioni di persone in tutto il mondo firmeranno gli appelli per Jean-Claude Roger Mbede (Camerun), Jabbar Savalan (Azerbaigian), Inés Fernández Ortega e Valentina Rosendo Cantú (Messico), Mohammad Sadiq Kabudvand (Iran) e per i prigionieri del campo di Yodok (Corea del Nord).

    Corri insieme ad Amnesty International la maratona più importante, quella per i diritti umani!

    In tempo reale (finora): 11555 appelli firmati. 2311 firmatari.

    www.firmiamolitutti.it/inizia.aspx

    CAMERUN:
    Jean-Claude Roger Mbede, studente di 31 anni, sta scontando una condanna a tre anni di carcere esclusivamente a causa del suo orientamento sessuale, reale o presunto.
    Dopo il suo arresto, il 2 marzo, Jean-Claude è stato detenuto per sette giorni prima di essere accusato di omosessualità e induzione all’omosessualità.

    ARZEBAIGIAN:
    Jabbar Savalan sta scontando una condanna a due anni e mezzo di carcere in Azerbaigian, a causa delle sue attività antigovernative pacifiche, tra cui aver pubblicato su Facebook un articolo critico nei confronti del presidente del suo paese e aver lanciato un appello per una "Giornata della collera", ispirata alle proteste in Medio Oriente e Africa del Nord.

    MEXICO:
    Nel 2002 Inés Fernández Ortega e Valentina Rosendo Cantú sono state violentate da soldati messicani. Contrariamente a tante altre donne della comunità me'phaa, hanno denunciato gli stupri e portato avanti le loro cause in tribunali messicani e internazionali.

    IRAN:
    Si stima che circa 50.000 persone - tra uomini, donne e bambini - siano attualmente detenute nel campo di prigionia di Yodok.
    Yodok è uno dei sei campi per detenuti politici della Corea del Nord, in cui sono reclusi circa 200.000 prigionieri politici con le loro famiglie, senza processo o in seguito a processi iniqui.
    I detenuti, bambini compresi, sono torturati e costretti a lavorare in condizioni pericolose.

    COREA DEL NORD:
    Difensore dei diritti umani, giornalista ed esponente della minoranza curda iraniana, Mohammad Sadiq Kabudvand sta scontando una condanna a 10 anni di carcere per aver esercitato pacificamente la sua libertà di espressione e associazione.
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  3. #18
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    Donna egiziana brutalmente picchiata dall'esercito in piazza Tahrir,
    Il Cairo 17.12.2011 Egitto



    E' molto brutale e violento.
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  4. #19
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    Afghanistan, la sposa bambina torturata dal marito, diventa un simbolo dei diritti umani

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    Sahar Gul è una ragazzina afghana di 15 anni che ha quasi rischiato di essere uccisa dal marito perché non voleva prostituirsi. La scorsa settimana è arrivata in un ospedale di Kabul nelle condizioni che vedete nella foto qui sopra. Gli occhi talmente gonfi di botte da essere semi-chiusi, il collo tumefatto, un orecchio bruciato da un ferro da stiro, il corpo così debilitato da essere costretto su una sedia a rotelle, le mani ricoperte di croste nere al posto delle unghie strappate dai suoi torturatori. Sahar era stata data in sposa sette mesi fa al soldato Gulam Sakhi che, con la complicità della sua famiglia, ha reso la sua vita un inferno.

    Quattro mesi fa la sposa-bambina era riuscita a fuggire ed aveva chiesto aiuto a dei vicini di casa: “Se siete dei musulmani dovete dire alle autorità quello che mi sta succedendo – aveva detto disperata -, vogliono farmi prostituire”. La polizia di Puli Khumri, la città nella provincia di Baghlan dove è avvenuto il fatto, è stata avvisata ma non ha fatto altro che restituire la povera ragazza alla famiglia torturatrice dietro la promessa che gli abusi non sarebbero più continuati. Invece, come da copione, è accaduto l’esatto contrario. Sahar è stata chiusa in un seminterrato dove è stata picchiata e affamata per altri tre mesi finché un parente lontano arrivato a far visita non ha fatto scoppiare lo scandalo. Ma anche allora le autorità hanno cercato di trovare un accordo con il marito per evitare che la vicenda finisse sulla stampa. Un comportamento che, purtroppo, non è una novità in Afghanistan dove, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, le donne sono trattate come bestiame. E chi si rivolge alla polizia spesso subisce ulteriori abusi, tra cui lo stupro e le molestie, prima di essere riconsegnata alla famiglia e dimenticata.

    Questa volta però il volto gonfio di botte della piccola coraggiosa Sahar Gul ha fatto il giro del mondo destando condanna o orrore unanime. Tanto che il presidente afghano Hamid Karzai ha ordinato una commissione d’inchiesta e il ministro della Sanità è corso in ospedale per portare la sua solidarietà alla giovane. Il marito torturatore è ora ricercato e il resto della famiglia è agli arresti. Le orribili immagini di Sahar sono, dunque, servite a rendere visibile il tragico destino delle donne nel nuovo Afghanistan, dieci anni dopo la caduta dei Talebani.

    Il ministero della Sanità ha fatto sapere che la giovane “si sta riprendendo fisicamente ma siamo molto preoccupati – ha aggiunto – per le sue condizioni mentali perché è stata torturata per un periodo molto lungo”.

    tratto da http://lepersoneeladignita.corriere....diritti-umani/
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  5. #20
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    Dio mio Daniela, ma quando finirà tutto questo? E' noi impotenti , qui solo a guardare e commentare con orrore! Cosa si può fare? E le peggiori nefandezze sempre nel nome di qualche Dio. Mi verrebbe voglia di gridare per la rabbia e ,ripeto, l'impotenza.

  6. #21
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    Dio mio Daniela, ma quando finirà tutto questo? E' noi impotenti , qui solo a guardare e commentare con orrore! Cosa si può fare? E le peggiori nefandezze sempre nel nome di qualche Dio. Mi verrebbe voglia di gridare per la rabbia e ,ripeto, l'impotenza.
    La strada da percorrere è talmente lunga... ma credo sia giusto parlarne.
    Povera bambina...
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  7. #22
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    Guantànamo, dieci anni di violazione dei diritti umani

    Il centro di detenzione, situato in una base navale statunitense a Cuba, è diventato simbolo di torture e maltrattamenti da quando è stato aperto, quattro mesi dopo gli attacchi dell'11 settembre.
    Dopo 10 anni, il centro di detenzione di Guantánamo è ancora sinonimo di impunità, sospensione dei diritti e negazione della giustizia. Quando verrà definitivamente chiuso?

    Nome:   404755_10150474690143499_39993728498_8885624_655275764_n.jpg
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    Amnesty France veste di arancione la statua della libertà a Parigi per chiedere la chiusura definitiva di Guantánamo.

    Non c’è nessuno, in questi ultimi anni, che non abbia dichiarato pubblicamente di voler smantellare Guantánamo: lo hanno chiesto le organizzazioni non governative, le Nazioni Unite, i governi europei. Persino l’ex presidente Bush disse, proprio alla fine, che avrebbe voluto chiudere il centro di detenzione. E che dire del presidente Obama, che all’inizio del suo mandato annunciò che Guantánamo sarebbe stato chiuso “presto” e comunque non più tardi del 22 gennaio 2010?

    Tuttavia, non solo Guantánamo non è stato chiuso, ma quello che lo stesso presidente Obama definì un “esperimento mal diretto”, prosegue all’interno di un laboratorio ancora in funzione. È in quel laboratorio che sono state sperimentate le “tecniche rinforzate d’interrogatorio”, poi esportate nel carcere iracheno di Abu Ghraib, coi noti risultati.

    Su 779 persone finite a Guantánamo, sei condanne e sette procedimenti in corso.
    Seicento persone vi hanno trascorso anni prima di essere valutate innocenti e rilasciate e decine degli attuali detenuti sono ancora dietro le sbarre perché le autorità statunitensi non ritengono che il paese di origine sia un luogo sicuro e non hanno trovato un paese terzo disposto ad accoglierli.

    Nel decimo anniversario di Guantánamo, il messaggio che la presidenza Obama invia al mondo è il seguente: nella “guerra globale” i diritti umani non contano e gli Usa si riservano il diritto di fare le loro regole e applicarle.

    http://lepersoneeladignita.corriere.it/201...-diritti-umani/

    http://www.amnesty.it/guantanamo-200...-diritti-umani
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  8. #23
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    "Calzini cercasi disperatamente".
    Amnesty International accanto ai migranti che attraversano il Messico

    Consiglio la visione di questo video di 3 minuti, bellissimo e molto interessante:

    www.amnesty.it/messico_migranti_invisibili.html

    Ogni anno, centinaia di migliaia di donne, uomini, bambini e bambine attraversano il Messico. Sono migranti irregolari e nove su 10 provengono dall’America Centrale, prevalentemente da Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua. Si dirigono verso il confine con gli Stati Uniti con la speranza di una vita migliore e il desiderio di lasciarsi alle spalle la povertà e l’insicurezza li spinge a compiere uno dei viaggi più pericolosi al mondo .

    Durante il viaggio, i migranti subiscono ogni tipo di abuso, sia da parte di guardie private, funzionari dell’immigrazione, polizia e militari, sia da parte di bande criminali o trafficanti di persone.

    Quando l'organizzazione per i diritti umani ha intervistato i migranti chiedendo loro quale sola cosa porterebbero con sé dovendo lasciare il paese, la risposta è stata "un paio di calzini".

    Per firmare l'appello:
    www.amnesty.it/messico_migranti_invisibili.html
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  9. #24
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    La Corte Di Cassazione ha detto sì a misure alternative al carcere anche per i componenti del "branco".

    Questo significa che per gli stupri di gruppo non è più obbligatorio il carcere. Questo significa che vengono equiparate la violenza del singolo e quella di gruppo.


    Una decisione non condivisibile. Un altro passo indietro nella tutela delle donne contro la violenza sessuale.
    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/02/news/cassazione_per_stupro_del_branco_anche_misure_dive rse_da_carcere-29216266/chiede



    Chiediamo che la violenza sessuale continui ad essere considerata un reato gravissimo inviando un sms alla Corte di Cassazione.
    http://www.mo24.it/modena/cronaca/2012/02/03/notizie/stupro_minorenne_violenza_cassazione-127868.html
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  10. #25
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    6 Febbraio 2012 Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili

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    Amnesty International e l'European Women's Lobby chiedono all'Unione Europea un impegno per porre fine alle mutilazioni genitali femminili e ritengono che un passo che ciascuno stato membro dell'Unione europea potrebbe già intraprendere per proteggere le donne e le bambine dalle mutilazioni dei genitali femminili e da altre forme di violenza contro le donne, sia quello di firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica.

    L'Italia non ha finora firmato la Convenzione.

    Il parlamento europeo stima che 500.000 donne e bambine residenti in Europa portino su di sé le conseguenze permanenti delle mutilazioni dei genitali femminili e che altre 180.000 siano a rischio ogni anno. Molto spesso, le bambine vengono portate all'estero durante le vacanze estive e costrette a subire la mutilazione dei genitali, garanzia del loro status sociale e della loro idoneità ad andare in spose.

    tratto da : http://www.amnesty.it/giornata-inter...tali-femminili

    video: http://www.youtube.com/watch?v=QF0Jr...ature=youtu.be
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  11. #26
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    Dura condanna per il poeta e attivista cinese Zhu Yufu

    "E' tempo, amici cinesi!
    La piazza appartiene a ognuno di voi.
    E' tempo che muoviate i vostri piedi
    per scendere nelle piazze
    e fare una scelta."

    Per questa poesia, diffusa attraverso Skype ad amici e colleghi, Zhu Yufu, poeta e dissidente cinese, è stato condannato il 10 febbraio a sette anni di carcere per incitamento alla sovversione.

    http://www.amnesty.it/dura-condanna-...inese-zhu-yufu

    http://www.dazebaonews.it/dazebao-ne...r-alcuni-versi



    Il poeta saudita Hamza Kashgari, 23 anni, rischia il patibolo

    per aver diffuso attraverso Twitter la seguente poesia, dedicata al profeta Maometto e giudicata blasfema dalle autorità religiose del suo paese:

    Nel giorno del tuo compleanno, dico che ho amato
    il tuo essere ribelle, dico che mi hai ispirato
    e che non amo l'aura divina intorno a te. Non ti adorerò.

    Nel giorno del tuo compleanno, ti vedo in ogni posto
    e dico che amo una parte di te, ne odio un'altra
    e ce n'è una che non capisco.

    Nel giorno del tuo compleanno, non mi prostro davanti a te,
    non bacio la tua mano, ma la stringo, come si fa tra pari
    e ti sorrido, se mi sorridi. Ti parlo come a un amico, null'altro.

    Quale "nemico di Dio" ora il giovane rischia ora la condanna a morte. La sentenza capitale, per decapitazione, è chiesta a gran voce da 30 mila tweet e dagli oltre 10 mila iscritti alla pagina Facebook "Il popolo saudita chiede l'esecuzione di Hamza Kashgari". L'indirizzo del poeta è stato dato in pasto ai suoi persecutori, attraverso YouTube.

    Kashgari, temendo per la propria vita, ha lasciato l'Arabia Saudita lunedì scorso, con il progetto di chiedere asilo in Nuova Zelanda. Le autorità malesi, tuttavia, l'hanno arrestato al suo arrivo allo scalo di Kuala Lumpur e adesso il poeta rischia di essere deportato in patria, dove lo attendono il carcere, un processo dall'esito scontato e - molto probabilmente - il patibolo.

    tratto da:
    http://www.dazebaonews.it/dazebao-ne...e-ecco-i-versi
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  12. #27
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    Rossella Urru



    Una corsa contro il tempo per salvare Rossella Urru, da oltre quattro mesi ostaggio di un gruppo armato nel sud dell’Algeria. 29 anni, sarda, nel momento del sequestro Rossella era impegnata nel rifornimento di viveri per il campo profughi di Rabuni.

    Il 29 febbraio il Blogging Day -cui hanno già aderito centinaia di piccoli e grandi blog- è il giorno in cui i blogger parleranno di un unico argomento allo scopo di sensibilizzare quante più persone possibile. L’argomento del giorno sarà naturalmente Rossella Urru.


    http://violapost.wordpress.com/2012/...te-diffondere/
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  13. #28
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    "Volevo morire: parlano i sopravvissuti alla tortura in Siria"

    Amnesty denuncia atroci violenze, detenuti picchiati, appesi a ganci, stuprati, persone infilate dentro a pneumatici da camion, sospesi da terra e picchiati, con cavi e bastoni. E poi violenze sessuali e maltrattamenti.

    Per Amnesty International, le testimonianze dei sopravvissuti alla tortura costituiscono un'ulteriore prova dei crimini contro l'umanità commessi in Siria.
    Amnesty ha ripetutamente chiesto che la situazione della Siria venisse deferita al procuratore della Corte penale internazionale, ma fattori politici hanno finora impedito che ciò accadesse. La Russia e la Cina hanno bloccato due volte deboli proposte di risoluzione del Consiglio di sicurezza che neanche facevano riferimento alla Corte.

    Non essendo riuscito il tentativo di coinvolgere la Corte, Amnesty International ha chiesto al Consiglio Onu dei diritti umani di prorogare il mandato della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria e rafforzare la sua capacità di effettuare monitoraggio, documentare e denunciare in vista della possibile incriminazione dei responsabili di crimini di diritto internazionale e altre gravi violazioni dei diritti umani.

    Per le Nazioni Unite nelle violenze in Siria sono morte oltre 8.000 persone, e l'Alto commissariato Onu per i rifugiati ha detto martedì che circa 230mila siriani sono fuggiti dalle proprie abitazioni nell'ultimo anno, e che circa 30mila hanno cercato rifugio all'estero. In quel che sembra un tentativo di impedire l'esodo dei profughi, le forze siriane hanno minato i confini con il Libano e la Turchia, ha reso noto l'organizzazione umanitaria Human Rights Watch.

    http://www.repubblica.it/solidarieta...6/?ref=HREC1-3

    http://www.amnesty.it/nuovo-rapporto...co-e-massiccio



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  14. #29
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    11 aprile 2012: Pena di morte abolita in Connecticut


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    Oltre alla questione degli errori giudiziari, che ha animato il dibattito politico negli anni recenti, sta prendendo piede la questione dei “costi della pena di morte”. In media negli Stati Uniti una condanna a morte costa tra 1 e 3 milioni di dollari, contro i 500.000 dollari di una condanna all’ergastolo senza condizionale. In California, ad esempio, i 714 detenuti del braccio della morte costano 184 milioni in più all’anno rispetto a quelli condannati all’ergastolo.

    L’argomento dei “costi” è certamente destinato a montare nei prossimi anni e unito a quello degli errori giudiziari dovrebbe portare a importanti cambiamenti. Infatti, sta sempre più prendendo piede un’idea alternativa: rinunciare ai processi capitali, che di solito si svolgono contro persone sulle quali esistono già prove convincenti, e dedicare i fondi risparmiati alla riapertura di casi archiviati, per andare alla ricerca di assassini non ancora individuati.

    Certo, quasi immancabilmente i media registrano che dopo una esecuzione i parenti della vittima si dicono “molto soddisfatti e finalmente sollevati”, ma a questo argomento, che fa presa sui politici alla ricerca di consensi, alcune associazioni di parenti delle vittime stanno rispondendo che, proprio nell’interesse delle vittime, sarebbe meglio dirottare i fondi verso i “cold cases”, i casi archiviati che sono molte migliaia ogni anno.
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  15. #30
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    Ancora a proposito del Connecticut, 17° stato degli Usa ad abolire la pena di morte:

    Al momento della firma, il governatore Malloy ha dichiarato:

    "La mia posizione sulla pena di morte è evoluta nel corso degli anni. Da giovane ero favorevole. Poi sono diventato Procuratore, ed ho condotto l'accusa contro molti criminali, compresi assassini. Nelle trincee delle aule di giustizia ho imparato in prima persona che il nostro sistema giudiziario è molto imperfetto. È stato creato seguendo i migliori ideali della nostra società democratica, ma come spesso accade alle cose degli uomini, è soggetto alla fallibilità di coloro che materialmente ci lavorano.
    Ho visto gente che ha avuto assistenza legale di basso livello, ho visto gente accusata da testimoni che si sbagliavano, ho visto discriminazione. Nell'essere stato testimone di queste cose, sono venuto alla conclusione che abolire la pena di morte sia l'unico sistema per evitare che venga applicata in maniera ingiusta.

    Un altro fattore che mi ha portato alla scelta odierna è il fatto che la legge, com'era, non funzionava. Negli ultimi 52 anni il Connecticut ha giustiziato solo 2 persone, ed in entrambi i casi si trattava di volontari. E nel frattempo i cittadini hanno continuato a pagare per concedere a tutti gli altri appelli su appelli.
    Come sta avvenendo da anni, la battaglia per l'abolizione è stata condotta da dozzine di parenti delle vittime, ed alcune di loro erano qui con me oggi al momento della firma. Usando le parole di uno di loro, un sopravvissuto ad un tentativo di omicidio, dico che -è il momento di iniziare il processo di guarigione-, un processo che avrebbe potuto iniziare decenni prima se da subito avessimo avuto una condanna all'ergastolo che chiudeva il caso invece di lasciarlo eternamente aperto con i ricorsi.

    Ora che il nostro Stato può passare oltre questo dibattito divisivo, spero possiamo tutti raddoppiare i nostri sforzi e il lavoro comune per migliorare l'equità del nostro sistema giudiziario, e minimizzarne la fallibilità."

    N.B. La nuova legge non si applica automaticamente alle 11 persone attualmente nel braccio della morte del Connecticut.

    tratto da: www.nessunotocchicaino.it
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