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Discussione: Il lavoro

          
  1. #16
    Master Member L'avatar di daniela
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    Gli odori dei mestieri

    lo so gli odori dei mestieri:
    di noce moscata sanno i droghieri,
    sa d'olio la tuta dell'operaio,
    di farina sa il fornaio,
    sanno di terra i contadini,
    di vernice gli imbianchini,
    sul camice bianco del dottore
    di medicine c'è un buon odore.
    I fannulloni, strano però,
    non sanno di nulla e puzzano un po'.

    Gianni Rodari
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  2. #17
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    La cucitrice

    L'alba per la valle nera
    sparpagliò le greggi bianche:
    tornano ora nella sera
    e s'arrampicano stanche;
    una stella le conduce.
    Torna via dalla maestra
    la covata e passa lenta;
    c'è del biondo alla finestra
    tra un basilico e una menta
    è Maria che cuce e cuce.
    Per chi cuci e per che cosa?
    un lenzuolo? un bianco velo?
    Tutto il cielo è color rosa,rosa e oro,
    e tutto il cielo
    sulla testa le riluce.
    Alza gli occhi dal lavoro:
    una lacrima? un sorriso?
    Sotto il cielo rosa e oro,
    chini gli occhi, chino il viso,
    ella cuce, cuce, cuce.


    Giovanni Pascoli
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  3. #18
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    E Fantozzi?

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  4. #19
    old crone L'avatar di Indigowitch
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    Il testo di questa canzone è eccezionale.
    La vita morde forte alle spalle e quando sorride ti fa solo del male (Mauro Berchi)

  5. #20
    Senior Member L'avatar di Serena-fundy
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    Al mattino presto fischia la sirena della fabbrica
    l’uomo si alza dal letto e indossa i suoi vestiti
    prende la sua colazione, ed esce alla luce del mattino
    è il lavoro, il lavoro, nient’altro che vita di lavoro.
    Attraverso i luoghi di paura, attraverso luoghi di dolore
    vedo mio padre superare i cancelli della fabbrica mentre piove
    la fabbrica si prende il suo udito, la fabbrica gli dà la vita
    il lavoro, il lavoro, nient’altro che vita di lavoro
    La giornata è finita, grida la sirena della fabbrica
    gli uomini varcano di nuovo i cancelli con la morte negli occhi
    e tu, ragazzo, farai meglio a credere
    che qualcuno starà male questa notte
    è il lavoro, il lavoro, nient’altro che vita di lavoro.

    Bruce Springsteen - Factory - 1978
    Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini. Bertrand Russell

  6. #21
    Master Member L'avatar di daniela
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    Il poeta è un operaio

    Gridano al poeta:
    "Davanti a un tornio ti vorremmo vedere!
    Cosa sono i versi? Parole inutili!
    Certo che per lavorare fai il sordo".
    A noi, forse, il lavoro
    più d'ogni altra occupazione sta a cuore.
    Sono anch'io una fabbrica.
    E se mi mancano le ciminiere,
    forse, senza di esse,
    ci vuole ancor più coraggio.
    Lo so: voi non amate le frasi oziose.
    Quando tagliate del legno, è per farne dei ciocchi.
    E noi, non siamo forse degli ebanisti?
    Il legno delle teste dure noi intagliamo.
    Certo, la pesca è cosa rispettabile.
    Tirare le reti, e nelle reti storioni, forse!
    Ma il lavoro del poeta non è da meno:
    è pesca d'uomini, non di pesci.
    Fatica enorme è bruciare agli altiforni,
    temprare i metalli sibilanti.
    Ma chi oserà chiamarci pigri?
    Noi limiamo i cervelli
    con la nostra lingua affilata.
    Chi è superiore: il poeta o il tecnico
    che porta gli uomini a vantaggi pratici?
    Sono uguali. I cuori sono anche motori.
    L'anima è un'abile forza motrice.
    Siamo uguali. Compagni d'una massa operaia.
    Proletari di corpo e di spirito.
    Soltanto uniti abbelliremo l'universo,
    l'avvieremo a tempo di marcia.
    Contro la marea di parole innalziamo una diga.
    All'opera! Al lavoro nuovo e vivo!
    E gli oziosi oratori, al mulino!Ai mugnai!
    Che l'acqua dei loro discorsi
    faccia girare le macine.

    Vladimir Majakovskij
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  7. #22
    Master Member L'avatar di Claire
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    Cento anni sono un giorno


    Cento anni sono un giorno,
    un giorno solo.
    E in un giorno si possono incontrare tutti gli occhi
    tutte le mani tutte le fatiche
    che per cento anni hanno scavato il mondo.

    Il mondo non è stato buono
    con le mani con le fatiche che l’hanno scavato
    e con gli occhi che l’hanno guardato.

    Gli occhi hanno visto il sangue
    scendere sopra la fatica delle mani.

    Cento anni fa c’era una speranza
    forte dentro alla fame e al dolore.
    Cento anni fa cominciava un cammino
    che non è ancora finito.

    Non è ancora finito.
    Il cammino è incominciato
    quando una voce ha risposto a una voce
    una mano ha stretto una mano
    un passo ha seguito l’orma di un passo
    e voce mano passo camminavano avanti.

    Quando una voce ha gridato “fratello”
    ed è arrivato un fratello
    quando ha chiamato “compagno” “compagna”
    e una piazza si è riempita di gente.

    La lotta è speranza del futuro.
    Poi il futuro è arrivato
    ancora le voci si chiamano
    si ascoltano i passi,
    le mani si stringono insieme.

    Nessuno dei vecchi
    è ancora un’ombra dispersa nel sole
    e sulla strada sempre segnata di orme
    arrivano i giovani e portano nuove bandiere
    i giovani arrivano e portano le nuove parole.

    Roberto Roversi






    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

  8. #23
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    Questo video è bellissimo, e ormai è ... storia.




    La catena di montaggio (tic)

    Giorgio Gaber (Video del 1969)

    Lavoravo in quel di Baggio
    in catena di montaggio
    E giravo una ramella
    sempre una, sempre quella.
    Ed un giorno fu così
    che mi venne fuori un tic
    Lavoravo in quel di Baggio
    ad un nastro di montaggio
    La mia testa si girava
    e il motore accompagnava
    Per seguirlo fu così
    che mi venne un altro tic
    Non si sta poi tanto male
    con un tic orizzontale
    Ma per colpa di un rialzo
    lo seguivo in un sobbalzo
    Per quel nastro fu perciò
    che il mio tic si complicò
    Mi han cambiato di reparto
    m’è venuto un mezzo infarto
    C’era un nastro sempre in piano
    ma arrivava contromano
    Mi trovai un pò peggiorato
    col mio tic modificato
    Per potere stare a galla
    mi toccò muover la spalla
    ed in più, come si vede,
    m’è venuto un tic a un piede
    per frenare quel pedale…
    Ero proprio messo male!
    Lavoravo in quel di Baggio
    e mi han licenziato a maggio
    m’ha chiamato il Direttore
    e mi fa: «Caro signore
    Con quel tic non rende niente!…
    Eh! Non vede?
    Sembra quasi un deficiente»

    Questa poesia proviene da: La catena di montaggio (tic) - Giorgio Gaber (Video del 1969) | Poesie Primo maggio | Poesie delle Feste - Poesie Report On Line http://www.poesie.reportonline.it/po...#ixzz2SpPCUmDx
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  9. #24
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    Tempi moderni
    film interpretato, diretto e prodotto da Charlie Chaplin e proiettato la prima volta il 5 febbraio 1936.


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    I gesti ripetitivi, i ritmi disumani e spersonalizzanti della catena di montaggio minano la ragione del povero Charlot, operaio meccanico. La pausa pranzo potrebbe concedere un momento di riposo per tutti i lavoratori della fabbrica, senonché Charlot viene prescelto per sperimentare la macchina automatica da alimentazione, che dovrebbe consentire di mangiare senza interrompere il lavoro (aspetto che in una visione scientifica del lavoro produrrebbe vantaggio competitivo). L'esperimento però gli causa parecchi danni dato che il diabolico marchingegno non funziona molto bene....

    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  11. #25
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    Il 7 gennaio.... il ritorno in ufficio...

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    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  12. #26
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    José Mujica: "Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo solo una"


    La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere.

    "Appartengo a una generazione che ha voluto cambiare il mondo, ma che ha commesso il terribile errore di non volere cambiare prima se stessa". José Mujica, l'80enne ex presidente dell'Uruguay che durante l'epoca della dittatura fu imprigionato per 15 anni in una cella di isolamento, ha una visione del mondo piuttosto chiara.

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    Io lotto contro l'idea che la felicità stia nella capacità di comprare cose nuove. Non siamo venuti al mondo solo per lavorare e per comprare; siamo nati per vivere. La vita è un miracolo; la vita è un regalo. E ne abbiamo solo una.

    “Per vivere hai bisogno di lavorare, giusto? E se non stai lavorando, stai vivendo alle spalle di qualcun altro. E la vita di un parassita non è dignitosa, allo stesso tempo però non puoi vivere solo per lavorare e basta. E’ semplice. Perchè la cosa più gloriosa che uno ha è la vita. E anche se è così elementare, troppo spesso ce ne dimentichiamo. Ma ce lo fanno dimenticare la cultura, l'ambiente in cui viviamo e soprattutto quella violenza della società del consumo, che ci fa sembrare che se non saliamo su quel treno, moriremo.”

    “Sostengo uno stile di vita moderato, perchè per vivere devi avere la libertà, ed avere libertà significa avere tempo. Quindi sono moderato per avere tempo, perchè quando vai a comprare qualcosa, non lo stai comprando con i soldi, ma con il tempo della tua vita che hai sprecato per guadagnarli.”

    Povero non è chi possiede poco ma chi necessita infinitamente tanto e desidera sempre di più.

    "La mia idea di felicità è soprattutto anticonsumistica. Hanno voluto convincerci che le cose non durano e ci spingono a cambiare ogni cosa il prima possibile. Sembra che siamo nati solo per consumare e, se non possiamo più farlo, soffriamo la povertà. Ma nella vita è più importante il tempo che possiamo dedicare a ciò che ci piace, ai nostri affetti e alla nostra libertà. E non quello in cui siamo costretti a guadagnare sempre di più per consumare sempre di più. Non faccio nessuna apologia della povertà, ma soltanto della sobrietà".
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  14. #27
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    "Cosa desideri per Natale?
    Un cavallo alato.
    Qualcosa di più reale?
    Un lavoro.
    Dove vivi?
    In Italia.
    Bianco o nero il cavallo?
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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    La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere.
    Questo discorso mi tornerà spesso in mente quando vedo colonne di auto dirette verso quelle cattedrali del consumismo che sono i centri commerciali.



    Ah, a proposito ... il cavallo per me nero.
    L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
    (Hubert Reeves, astrofisico)

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