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Discussione: Ho appena visto... / Mostre in corso, visitate, apprezzate, detestate, amate...

          
  1. #46
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    vero, visitare una mostra con la guida presenta indubbi vantaggi, quando però questa è "incompetente", "demotivata", "stanca"... Riesce davvero a rovinarti la visita. A me successe alla mostra di Mirò. Giunti alla fine ci guardammo fra di noi e commentammo che la mostra non ci aveva lasciato nulla, ma in realtà era la guida ad avercela rovinata.

    L'altro giorno una mia amica mi ha proposto una visita guidata alle 1945 della basilica di San Marco a Venezia, organizzata dal Fai. Ci siamo prenotate, ma ormai non c'era più posto. Costo della visita: offerta volontaria e libera a partire da 35 euro per i non soci. Un po' caretta...no? Se poi la guida non è all'altezza...alla fine eravamo quasi contente che non ci fosse più posto.

  2. #47
    Administrator L'avatar di DarkCoffee
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    Qualcuno è andato a "Più libri più liberi"? Come è stato quest'anno?
    Io sarei andata anche solo per vedere la "Nuvola"
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  3. #48
    Master Member L'avatar di Enribello
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    ROMA

    TRAIANO Costruire l'Impero, creare L'Europa.
    Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali


    «Colui che seppe riportare gioia tra i romani!», scrisse lo storico Plinio il Giovane, suo contemporaneo.

    L’8 Agosto del 117 d.C. moriva Marco Ulpio Nerva Traiano, “l’optimus princeps” che portò l’impero romano alla sua massima estensione , un impero governato da leggi che, ancora oggi sono alla base della giurisprudenza moderna.
    Seppe guidare lo Stato con “magnificentia publica” , riuscendo ad ottenere il consenso popolare attraverso opere di pubblica utilità.
    Vantava un’amministrazione funzionale, influenzata da donne autorevoli.

    In occasione della ricorrenza dei 1900 anni dalla sua morte, Roma gli rende omaggio con una mostra prorogata fino al 18 novembre 2018.
    Il percorso, dalla segnaletica non chiarissima , si snoda attraverso 7 sezioni.
    Alcune cose sono interessanti, ad esempio le testimonianze della sua Villa ad Arcinazzo Romano, da poco riportate alla luce e testimoni di una raffinata decorazione con stucchi dorati, marmi e affreschi.
    Grazie alle installazioni multimediali e filmati ( audio un pochino troppo basso) conosceremo la parte che riguarda le tante, fondamentali infrastrutture ingegneristiche promosse al suo tempo:
    porti, ponti, acquedotti, terme...e anche l'intenso rapporto fra l’imperatore e le donne, partendo dal fortissimo legame con la moglie Pompeia Plotina, sodalizio di ferro...ma anche
    con la sorella Marciana e la nipote Matilda.Tutte e tre ricevettero il titolo onorifico di Augusta.
    Questo per rendere l'idea di come fossero importanti nella vita di Traiano
    .Sempre dei video consentono di accedere agli inaccessibili ambienti sotterranei della casa dell’imperatore sull’Aventino o nel condotto dell’acquedotto traianeo che portava l’acqua del lago di Bracciano a Trastevere.
    Il penultimo in ordine di tempo degli undici grandi acquedotti che fornivano Roma e che e' rimasto praticamente sempre in funzione.
    Per il resto , i calchi della Colonna Traiana, i modelli in scala,le rielaborazioni tridimensionali non mi hanno coinvolto piu' di tanto. Nell'insieme un pochino deludente, forse il gran caldo di ieri l'altro non mi ha aiutato,
    anche se affacciarsi da una delle numerose terrazze vale il prezzo del biglietto...
    perche', per chi non ci fosse mai stato, gia' da solo il complesso architettonico merita la visita.
    Eh si, Apollodoro di Damasco fece proprio un bel lavoro.

    http://www.mercatiditraiano.it/it/mo...reare_l_europa



    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  5. #49
    The bell jar L'avatar di Estella
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    Mi sono dimenticata di scrivere un commento sulla mostra di Frida che ho visto al Mudec di Milano mesi fa, lo faccio ora.
    E' stata una mostra che ho desiderato ardentemente vedere e che ho aspettato con trepidazione, è stata molto emozionante.
    Le opere sono state divise in quattro sale, ognuna con una tematica diversa: donna, terra, politica, dolore.
    C'erano numerose foto biografiche dell'artista, pagine di diario, lettere, un video a colori con Frida e Diego nel loro periodo felice e con in sottofondo la splendida canzone "Diego e Io" di Brunori SAS.
    Nelle sale era presente una luce soffusa che rendeva il tutto molto intimistico, i dipinti e i loro colori brillanti venivano così esaltati.
    Prima dell'ingresso nella prima sala c'era una piccola retrospettiva lungo il corridoio, aperta gratuitamente al pubblico, sulla cultura precolombiana con oggetti, abiti, lavorazioni artistiche tipiche di questo popolo, e chiamata "sala scrigno".
    Meravigliosa.
    Non avere mai paura di essere un papavero in un campo di giunchiglie.


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  7. #50
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Otto Frank e l'edizione del diario di Anna

    Nome:   Immagine Otto Frank.jpg
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    A Basilea ho scoperto più o meno per caso quesata bellissima esposizione curata dal museo ebraico della città renana. Per fortuna mia, ma purttroppo per chi avesse ancora voluto visitarla, ho acchiappato uno degli ultimi giorni d'esposizione (dopo prolungamento). È un peccato che essa non sia stata maggiormente pubblicizzata.

    L'esposizione è molto didattica e con l'aiuto di copie fotografiche di documenti originali della famiglia Frank, illustra tutti i contesti in cui avviene la raccolta degli scritti di Anna Frank e la pubblicazione del suo diario da parte del papà, unico sopravvissuto della famiglia all'olocausto, che si è stabilito a Basilea, presso sua sorella, alla fine della guerra.

    Percorso terribile e bellissimo allo stesso tempo. Impossibile uscire dalle poche sale senza un groviglio d'emozioni.

    Aggiungo il link ad una sezione online dell'esposizione dalla quale è possibile scaricare qualche fotografia interessante (anche a scopo didattico, se ci fosse qualche collega interessato):

    http://www.juedisches-museum.ch/inde...-tagebuch.html
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  9. #51
    Master Member L'avatar di Enribello
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    Roma - Ovidio -Amore miti e altre storie






    Nel bimillenario della sua morte,Ovidio, uno dei piu’ amati della latinita’ per i versi che parlano d’amore di miti e di storie di dei, torna a Roma dopo l’esilio ordinato da Augusto.La sede delle scuderie del Quirinale e’ per me garanzia di mostre sempre ben fatte. C'e' parecchia gente , d'altronde e' il penultimo giorno della mostra ed e' sabato. Dallo splendido scalone d’ingresso da cui salivano i cavalli si sale al piano superiore…e si parte.
    Tema principale l’Amore e i suoi corollari: eros seduzione e bellezza.Lo spazio espositivo e’ ampio e ben illuminato.
    L’audioguida e’ compresa nel prezzo e nell’introduzione la curatrice Francesca Ghedini ci racconta “…del vittorioso ritorno a Roma del poeta”
    In effetti Ovidio pago’ a caro prezzo il suo parlare d’amore in maniera anche carnale. Con la sua opera “Amores” entro’ in rotta di collisione con l’imperatore/ restauratore Augusto…ma anche per altri motivi per i quali studiosi e storici hanno dato diverse interpretazioni. La mostra ospita pezzi eccellenti e altri meno. Spiccano senza dubbio la Venere Callipigia in marmo bianco
    (Callipigia dall’etimologia “kalos” cioe’ bello e “pyge” cioe’ natica….letteralmente “Venere dalle belle natiche”) e
    la "Venere pudica" di Botticelli.
    Sulle pareti ci sono frasi simbolo in latino tradotte solo in inglese e non ho capito il perche’.
    Il percorso e’ agevole e si possono scattare foto.Nella parte anteriore non mancano quasi da contraltare all’eros imperante ,le statue di Augusto moralizzatore col capo velato e di Livia sua moglie. C’e poi una video installazione dove l’attore Sebastiano Lo Monaco recita in riva al mare dei passi del poeta scritti quando era in esilio. ( omaggio nella sezione del forum apposita).
    Alle “Metamorfosi e’ dedicata la seconda parte…e cosi scopriamo i testi e i dipinti che hanno influenzato la cultura e l’arte occidentale a partire dall’epoca a lui contemporanea sino ai nostri giorni.
    Molto belli i preziosissimi manoscritti di eta’ medievale. Sull’ultima parete le parole del poeta con cui la mostra si congeda:


    «Ho ormai compiuto un’opera che non potranno cancellare né l’ira di Giove, né il fuoco, né il ferro, né il tempo divoratore… e il mio nome resterà indelebile. E dovunque si estende la potenza romana sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò…».

    Quando si finisce il percorso si scende da una scala a vetrate da cui si vede dall’alto un bel panorama di Roma che spazia dal Vittoriano alla basilica di San Pietro.
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  11. #52
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    domenica andrò a Padova a vedere questa
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  13. #53
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    Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa | Mostra a Roma



    https://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1152070120.html


    Vi consiglio di vedere il video…

    La mostra è articolata in un percorso a tappe tra i monumenti che questa dinastia costruì o restaurò nell’area archeologica centrale, dal Colosseo al Foro romano al Palatino.
    La narrazione inizia idealmente negli spazi espositivi dell’anfiteatro Flavio dove sono presentati con una serie di ritratti i membri della dinastia severiana…a cominciare da Settimio Severo e sua moglie Giulia Domna.
    Come riflette il curatore Alessandro D’Alessio: «in mostra la rappresentazione dell’ultimo processo di globalizzazione dell’età classica». In effetti le tematiche trattate sono di una certa attualita’…esempio l’integrazione culturale suggellata nel 212 d.C da Caracalla, la costitutio antoniana , che concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’impero, proclamando un’omogeneità culturale che eliminò, quasi del tutto, la distinzione tra vinti e vincitori.
    L’impulso dato all’edilizia dopo i devastanti incendi degli anni di Commodo sono evocati su modelli in scala oltre che da una suggestiva installazione multimediale .
    Molto belli tra le varie cose,i vetri colorati e le due anse di piatto in argento sbalzato decorate con scene di caccia e con il carro di Bacco….
    ( prestito dal Metropolitam museum of art di New York)
    Degni di nota i frammenti della Forma Urbis mappa catastale in marmo voluta da Settimio Severo ancora oggi fondamentale documento per lo studio dell'antica topografia di Roma.
    Lungo il sentiero che porta su via dei Fori Imperiali, possiamo godere di uno spettacolo del tutto eccezionale. La ragione? Una vista inedita.
    Nel Foro Romano viene aperto alla visita per la prima volta un tratto del vicus ad Carinas. Il vicus era tra i più antichi percorsi di Roma e collegava il popoloso quartiere “delle Carine” sul colle Esquilino.
    Oggi, attraverso questo accesso, ci si affaccia sulTemplum Pacis, di cui, dopo un lungo restauro, è visibile il magnifico opus sectile pavimentale.
    Si sale poi al Palatino, con i resti delle Terme di Eliogabalo imperatore che fa costruire anche tre grandi santuari dedicati ai culti orientali (Tempio di Serapide, del Sol Invictus, di Dionisio)
    Sempre sul Palatino il percorso di visita si estende alle imponenti Arcate Severiane bagnate di luce crepuscolare ( si abbiamo beccato un po' di pioggia durata per fortuna solo dieci minuti...d'altronde questo maggio e' stato cosi un po' dapertutto)
    Qui il visitatore gode della vista immensa dello stadio portato a termine da Alessandro Severo l’ultimo imperatore di questa grande dinastia. Quel che seguira’ sara ‘il caos del III secolo, l’eta’ dell’angoscia.
    Devo dire che il filo narrativo si perde un po’ perche’ il percorso e’ molto ampio.
    C’e’ un bellissimo libro-catalogo curato da Clementina Panella Rossella Rea e
    Alessandro D’Alessio ( piu’ di 300 pagine…al costo non proprio economico di 50 euri)
    Fino al 25 agosto 2019.

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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