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Discussione: Le parole

          
  1. #31
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    Siate cauti con le parole, anche con quelle miracolose.
    Per le miracolose facciamo del nostro meglio,
    a volte sciamano come insetti
    e non lasciano una puntura ma un bacio.
    Possono essere buone come dita.
    Possono essere sicure come la roccia
    su cui incolli il sedere.
    Ma possono essere margherite e ferite.
    Io sono innamorata delle parole.
    Sono colombe che cadono dal tetto.
    Sono sei arance sacre sedute sul mio grembo.
    Sono gli alberi, le gambe dell'estate,
    e il sole, il suo volto appassionato.
    Ma spesso non mi bastano.
    Ci sono così tante cose che voglio dire,
    tante storie, immagini, proverbi, ecc.
    Ma le parole non sono abbastanza buone,
    quelle sbagliate mi baciano.
    A volte volo come un'aquila
    ma con le ali di un passero.
    Ma cerco di averne cura
    e di essere gentile con loro.
    Le parole e le uova devono essere maneggiate con cura.
    Una volta rotte sono cose impossibili
    da aggiustare.

    Anne Sexton
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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  3. #32
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    1. SOLO COSÌ

      So ben poco.
      Ciò che mi hanno insegnato
      e le mie esperienze personali
      bastano appena per un pugno di verità.
      Le ripeto tra la gente
      che in apparenza la pensa come me,
      e le colloco
      tra me e gli altri come uno steccato,
      dietro cui i miei pensieri particolari
      si muovono al sicuro.
      Non temo di parlare in pubblico,
      ma definire le cose
      in quanto tali, esattamente,
      esige forza.
      Devi essere aperto
      come una ferita,
      perché il vero nome delle cose
      è nascosto
      sotto il primo, il secondo e
      il terzo strato delle parole
      o ancora più in fondo.
      Non è possibile scavare
      di continuo nel proprio intimo
      senza conseguenze durature
      e inoltre è perfino inutile
      guidare teste che corrono a vuoto
      e forestieri, giunti da lontano,
      attraverso una miniera,
      ricca di metalli che
      nemmeno apprezzano.
      Soltanto
      per non dimenticare chi sono,
      e per coloro
      che senza questo alimento
      non riescono a vivere,
      penetro spontaneamente
      come il simbolico pellicano
      nel mio cuore tenebroso.
      Così intendo questo mondo.
      E non so vivere
      diversamente.
      Tutto il resto è sonno
      e nulla.

      Kajetan Kovič
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

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  5. #33
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    Io e te

    Io spiego con calma. Tu
    mi senti urlare. Tu
    provi un’altra strada. Io
    sento vecchie ferite riaprirsi.
    Tu vedi entrambi i lati. Io
    vedo i tuoi paraocchi. Io
    sono conciliante. Tu
    sospetti un nuovo egoismo.
    Io sono una colomba. Tu
    riconosci il falco. Tu
    offri un ramo di ulivo. Io
    sento le spine.
    Tu sanguini. Io
    vedo lacrime di coccodrillo. Io
    indietreggio. Tu
    barcolli per l’impatto.

    Roger McGough
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  7. #34
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    Nero su bianco

    La penna non è stata posata sulla carta
    la carta è ancora tutta bianca
    bianca è la data
    bianchi luogo ora
    provenienza destinazione
    perchè percome
    e quando
    chino sulla mia vita scrivo
    l'atto di presenza
    mi effondo mi circondo di parole
    copro colmo comando
    parole
    l'assenza certifico
    attesto la finzione.

    Bartolo Cattafi
    (da Poesia Marzo 2014)
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  8. #35
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    Mappa per l’ascolto

    Dunque, per ascoltare
    avvicina all’orecchio
    la conchiglia della mano
    che ti trasmetta le linee sonore
    del passato, le morbide voci
    e quelle ghiacciate,
    e la colonna audace del futuro,
    fino alla sabbia lenta
    del presente, allora prediligi
    il silenzio che segue la nota
    e la rende sconosciuta
    e lesta nello sfuggire
    ogni via domestica del senso.

    Accosta all’orecchio il vuoto
    fecondo della mano,
    vuoto con vuoto.
    Ripiega i pensieri
    fino a riceverle in pieno
    petto risonante
    le parole in boccio.

    Per ascoltare bisogna aver fame
    e anche sete,
    sete che sia tutt’uno col deserto,
    fame che è pezzetto di pane in tasca
    e briciole per chiamare i voli,
    perchè è in volo che arriva il senso
    e non rifacendo il cammino a ritroso,
    visto che il sentiero,
    anche quando è il medesimo,
    non è mai lo stesso
    dell’andata.

    Dunque, abbraccia le parole
    come fanno le rondini col cielo,
    tuffandosi, aperte all’infinito,
    abisso del senso.

    Chandra Livia Candiani
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

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  10. #36
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    Mappa per l’ascolto

    Dunque, per ascoltare
    avvicina all’orecchio
    la conchiglia della mano
    che ti trasmetta le linee sonore
    del passato, le morbide voci
    e quelle ghiacciate,
    e la colonna audace del futuro,
    fino alla sabbia lenta
    del presente, allora prediligi
    il silenzio che segue la nota
    e la rende sconosciuta
    e lesta nello sfuggire
    ogni via domestica del senso.

    Accosta all’orecchio il vuoto
    fecondo della mano,
    vuoto con vuoto.
    Ripiega i pensieri
    fino a riceverle in pieno
    petto risonante
    le parole in boccio.

    Per ascoltare bisogna aver fame
    e anche sete,
    sete che sia tutt’uno col deserto,
    fame che è pezzetto di pane in tasca
    e briciole per chiamare i voli,
    perchè è in volo che arriva il senso
    e non rifacendo il cammino a ritroso,
    visto che il sentiero,
    anche quando è il medesimo,
    non è mai lo stesso
    dell’andata.

    Dunque, abbraccia le parole
    come fanno le rondini col cielo,
    tuffandosi, aperte all’infinito,
    abisso del senso.

    Chandra Livia Candiani

    Straordinaria!!!!
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  11. #37
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    Cartoline d'estate

    le parole disegnano i disegni che parlano.

    mi fanno sentire le biglie e la luce mossa del mare.


    iole toini
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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  13. #38
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    “Canto d’amore per le parole”

    Perché abbiamo paura delle parole
    quando sono state mani dal palmo rosa,
    delicate quando ci accarezzano gentilmente le gote,
    e calici di vino rincuorante
    sorseggiato, un’estate, da labbra assetate?

    Perché abbiamo paura delle parole
    quando tra di loro vi sono parole simili a campane invisibili,
    la cui eco preannuncia nelle nostre vite agitate
    la venuta di un’epoca di alba incantata,
    intrisa d’amore e di vita?

    Ci siamo assuefatti al silenzio.
    Ci siamo paralizzati, temendo che il segreto possa dividere le nostre labbra.
    Abbiamo pensato che nelle parole giaceva un folletto invisibile,
    rannicchiato, nascosto dalle lettere dalle orecchie del tempo.
    Abbiamo incatenato le lettere assetate,
    vietando loro di diffondere la notte per noi
    come un cuscino, gocciolante di musica, sogni,
    e caldi calici.

    Perché abbiamo paura delle parole?
    Tra di loro ne esistono di incredibile dolcezza
    le cui lettere hanno estratto il tepore della speranza da due labbra,
    e altre che, esultando di gioia
    si sono fatte strada tra la felicità momentanea di due occhi
    inebriati.
    Parole, poesia, teneramente
    hanno accarezzato le nostre gote, suoni
    che, assopiti nella loro eco, colorano una frusciante,
    segreta passione, un desiderio segreto.

    Perché abbiamo paura delle parole?
    Se una volta le loro spine ci hanno ferito,
    hanno anche avvolto le loro braccia attorno al nostro collo
    e diffuso il loro dolce profumo sui nostri desideri.
    Se le loro lettere ci hanno trafitto
    e il loro viso si è voltato stizzito
    ci hanno anche lasciato un liuto in mano
    e domani ci inonderanno di vita.
    Su, versaci due calici di parole.

    Domani ci costruiremo un nido di sogno di parole,
    in alto, con l’edera che discende dalle sue lettere.
    Nutriremo i suoi germogli con la poesia
    e innaffieremo i suoi fiori con le parole.
    Costruiremo un terrazzo per la timida rosa
    con colonne fatte di parole,
    e una stanza fresca inondata di ombra,
    protetta da parole.

    Abbiamo dedicato la nostra vita come una preghiera
    chi pregheremo… se non le parole?

    Nazik al Mala’ika
    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

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  15. #39
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    Parlo perché alla casa del linguaggio vola via il tetto,
    parlo perché le più buie parole guariscono,
    parlo perché un solo fiore non singhiozzi,
    parlo per vestire le onde, per dare fiato alla zolla.
    Parlo perché il giardino è verde anche in una mente distrutta.

    Alejandra Pizarnik



    "...Comme on n’a pas le choix il nous reste le cœur"

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  17. #40
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    Ritaglio dal muro la mia ombra,
    le do corda, calore e movimento,
    due mani di colore e di tormento,
    quanto basta di fame, sete, suono.

    Resto lontano a vederla ripetere
    le parole e i gesti che io sono,
    figura sdoppiata e confusione
    di verita' vestita da menzogna.

    Sulla vita degli altri si proietta
    questo gioco delle due dimensioni
    dove nulla si prova con ragioni
    simile a un arco teso senza freccia.

    Forse mi assolvera' un'altra vita
    della mezza umanita' che perdura
    in quest'ombra priva di spessore,
    nello spessore informe che lo estingua.

    Josè Saramago
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  19. #41
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    La porta che si chiude

    Tu lo vedi, sorella: io sono stanca,
    stanca, logora, scossa,
    come il pilastro d’un cancello angusto
    al limitare d’un immenso cortile;
    come un vecchio pilastro
    che per tutta la vita
    sia stato diga all’irruente fuga
    d’una folla rinchiusa.
    Oh, le parole prigioniere
    che battono battono
    furiosamente
    alla porta dell’anima
    e la porta dell’anima
    che a palmo a palmo
    spietatamente
    si chiude!
    Ed ogni giorno il varco si stringe
    ed ogni giorno l’assalto è più duro.
    E l’ultimo giorno
    – io lo so –
    l’ultimo giorno
    quando un’unica lama di luce
    pioverà dall’estremo spiraglio
    dentro la tenebra,
    allora sarà l’onda mostruosa,
    l’urto tremendo,
    l’urlo mortale
    delle parole non nate
    verso l’ultimo sogno di sole.
    E poi,
    dietro la porta per sempre chiusa,
    sarà la notte intera,
    la frescura,
    il silenzio.
    E poi,
    con le labbra serrate,
    con gli occhi aperti
    sull’arcano cielo dell’ombra,
    sarà
    – tu lo sai –
    la pace.

    Milano, 10 febbraio 1931
    Antonia Pozzi
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  20. #42
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    Vengo, con la presente, a te, per chiederti formalmente di esentarmi d’urgenza
    dal comunicare, con te, per telefono (io non posso battere zuccate disperate,
    contro il primo muro che mi trovo a disposizione, ogni volta, capirai,
    appena mollo giù il ricevitore):
    (perchè, mia diletta, io non saprò mai separare, stralciandole,
    le tue parole, a parte, dai tuoi gomiti, dai tuoi alluci,
    dalle tue natiche, da tutta te) (da tutto me):
    sola, la tua voce mi nuoce.


    Edoardo Sanguineti (da Scartabello XLVII)
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

  21. #43
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    La traduzione sbagliata


    Sono stanca
    delle mie parole,
    che raccontano
    quel che non sono,
    che
    sbagliano
    la traduzione.


    Sono stanca
    delle parole
    degli altri,
    che mi dicono
    come dovrei essere,
    sono io
    a
    sbagliare
    traduzione.


    Sono stanca
    di fingere,
    (come si dice in Italiano?)
    di essere
    forte.


    Sono stanca
    dei fiori calpestati
    in giardino
    e delle
    libellule
    sotto le scarpe.


    Spero
    nel silenzio
    delle ortiche,
    ma anche
    qui
    la traduzione
    è
    sbagliata.


    Anna Martinenghi
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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  23. #44
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    Le parole – bambine piccole, molestano, fanno male,
    se le accarezzi ridono, poi subito si ostinano,
    han fretta di dir tutto, s'imbrogliano, sanno amare,
    diventan grido, tacciono, nascostamente svelano.


    Le parole – bambine piccole, a volte si ribellano,
    sanno dire le lacrime, il riso sanno scrivere.
    Agnelle si sacrificano, belve nella passione,
    ansiose di dipingere l'intero mondo azzurro.


    Le parole – bambine piccole. Flessuosi corpicini
    che agguerriti si levano, mettono le ali, volano.
    Sognano, si spaventano, si alleano, si separano,
    animelle cui è dato di avere sempre sete.


    Le parole – bambine piccole. Bianco per il loro tempo,
    pagine su cui scrivere, vele che il vento gonfia
    per far viaggi nella gioia, far viaggi nel dolore.
    L'amore sa trasformare in sacro la tempesta.


    Pandelis Bukalas
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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  25. #45
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    Come avere paura degli occhi
    come sapere che tutte le bocche
    professeranno il falso
    e per prima la tua
    dirà cose che non vuole
    vedrà cose che non sa
    e il vero più del falso
    resta nelle parole che non riconosco
    perché non hanno la tua forma
    la calce bianca dei tuoi sensi
    deformati per l’occasione
    parole annerite, scartavetrate
    cercano rifugio tra le mie
    ma non trovano
    che una pace fatta di spilli
    di mura che non tengono
    di soldati che non parlano la tua lingua


    Carmen Gallo
    (Napoli, 1983) da Registri di poesia
    Bisogna essere leggeri come un uccello, non come una piuma. Paul Valery

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