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Discussione: Politica

          
  1. #61
    Administrator L'avatar di Mauro
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    io pure. Però non siamo andati tanto bene.
    Direi piuttosto male ... la cosa che mi inquieta di più è la sostanziale differenza che c'è fra l'Italia e il resto dell'Europa dove l'idea sovranista pare (tranne alcuni casi) relegata in basse percentuali mentre qui e in Francia tira un'aria anti Europeista che non mi piace per nulla
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  2. #62
    Administrator L'avatar di DarkCoffee
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    Che tristezza... penso non finirò mai di stupirmi...
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  3. #63
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    Domenica Referendum.

    Sarei andato a votare indipendentemente dal fatto che, nel mio comune, si vota anche per il Sindaco.
    E sarà un NO, perché sono convintissimo che questa sia l'ennesima sparata piena di demagogia e vuota di contenuti, oltretutto pericolosa per l'abbassamento del grado di rappresentatività delle Camere.
    In Italia si sono seduti in Parlamento elementi che, se dovessero contare solo sulle proprie competenze, sarebbero dei disoccupati cronici e quindi, a mio avviso, non è il numero dei parlamentari il problema ma la loro competenza e la loro onestà (sia intellettuale che morale) che sono cose che scarseggiano alquanto e non da oggi.
    Oltretutto un minor numero di parlamentari restringerebbe ulteriormente a pochi personaggi la gestione dei poteri e se c'è qualcosa di davvero poco auspicabile è un'oligarchia.
    Il tutto con un risparmio risibile in termini economici.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  4. #64
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Io pure voterò No.
    purtroppo la pochezza dei nostri parlamentari fa nascere in molti il desiderio di limitare i danni limitando il loro numero, ma la pochezza non cambierà anzi avremo eliminato la possibilità di un futuro riscatto.

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  6. #65
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    Concordo pienamente e anche io voterò: NO
    Certo poi bisegnerà un po' riformare il tutto, perchè non è giusto pagare chi in Parlamento ci va una volta all'anno!

  7. #66
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    Concordo pienamente e anche io voterò: NO
    Certo poi bisognerà un po' riformare il tutto, perché non è giusto pagare chi in Parlamento ci va una volta all'anno!
    Quello è un aspetto che si potrebbe correggere anche senza riforme ad hoc, semplicemente applicando quella cosa che dovrebbe essere uguale per tutti e si chiama legge ... prova tu ad assentarti in modo ingiustificato dal lavoro per un po' di volte e poi mi dici com'è finita.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

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  9. #67
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    Anche io voterò NO.
    Il problema è che lo faranno in pochi, perché il pensiero degli italiani sulle difficoltà economiche dello stato sono quei 4 parlamentali in più...
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

  10. #68
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    Anche io voterò NO.
    Il problema è che lo faranno in pochi, perché il pensiero degli italiani sulle difficoltà economiche dello stato sono quei 4 parlamentali in più...
    Eh ... ma se gli parli di evasione fiscale viene a tutti l'orticaria.
    In Italia per vincere le elezioni basta dire "Meno tasse per tutti" (cit.) ... se penso che i danesi votarono NO al referendum per l'adesione alla moneta unica perché avevano paura (a ragione, secondo me) di pagare meno tasse e trovarsi una contrazione nei servizi, mi viene la depressione.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  11. #69
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Negli ultimi anni tutti i miei voti sono finiti nel cesso.

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  13. #70
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    ahahah l'espressione mi fa troppo ridere
    si, come i miei...
    The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again: but already it was impossible to say which was which.

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  15. #71
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    Faccio anch'io parte del club ma tant'è ... in Italia se non sei seguace della demagogia finisci invariabilmente in minoranza.

    Almeno a questo giro la soddisfazione me l'ha data il sindaco uscente (del PD) che è stato rieletto senza manco bisogno del ballottaggio, che in quello che è stato per anni un feudo di Forza Italia e Lega non è poco
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

  16. #72
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Aldilà delle battute (voto in un altro Stato, ma faccio parte anchio dello stesso club del voto igienico-peristaltico) l'affermarsi sempre più vigoroso del ricorso a diverse forme di democrazia diretta suggerisce qualche spunto di riflessione. E purtroppo le sfumature dei miei pensieri sull'argomento volgono al torvo.

    Premetto che dalle mie parti la democrazia diretta ha lunga e solida tradizione, tanto da essere spesso mitizzata e idealizzata sia in patria che all'estero. Non entro nella disamina dei motivi (in origine più che nobili) che hanno portato alla creazione dell'istituzione tutta elvetica degli strumenti principali della democrazia diretta, iniziativa e referendum. Mi limito a rilevare che nella sua manifestazione recente, la democrazie diretta è (per essere corretti fino in fondo dirò che "io ritengo con forte convinzione che sia diventato) uno strumento di potenziale affermazione dittatoriale della maggioranza facilmente mobilitata da argomenti demagogici sostenuti dall'informazione di parte o da quella fatta in modo plateale e superficiale (cioè quella fatta dalla stragrandissima maggioranza dei mezzi di comuicazione, in particolare quelli legati ai social media).
    In sostanza uno strumento di potenziale dittatura dei poteri demagocici e populisti, che riescono a mobilitare le masse, spesso addirittura contro il loro proprio interesse.
    È chiaro che se si offrono spiegazioni semplici a problemi complesi e si propongono soluzioni apparentemente facili, di solito drastiche e magiche per risolvere quei problemi, chi vota crede di fare il bene dell'umanita... senza porsi troppe questioni.

    L'economia va male? È colpa dei migranti!
    Mancano posti di lavoro? Espelliamo gli stranieri!
    Lw spese dello Stato sono sconsiderate? Diminuiamo il numero dei rappresentanti!
    Il debito pubblico è immenso? Usciamo dall'Unione Europea che detta regole sul bilancio!
    ... la lista degli esempi di quotidiana e consueta assurdità sono infiniti...

    Se la democrazia diretta diventa uno strumento per scavalcare i limiti democratici che proteggono le minoranze, le fasce sfavorite e le opposizioni... Allora può veramente costituire un pericolo per la società democratica.

    Ma se si prova ad affermare una simile idea in pubblico, si subisce immediatamente il linciaggio, guarda caso, da chi ritiene che la democrazia diretta sia la migliore e più robusta garanzia di democraticità di un sistema politico...
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

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  18. #73
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    Quote Originariamente inviato da Rupert Visualizza il messaggio
    Aldilà delle battute (voto in un altro Stato, ma faccio parte anchio dello stesso club del voto igienico-peristaltico) l'affermarsi sempre più vigoroso del ricorso a diverse forme di democrazia diretta suggerisce qualche spunto di riflessione. E purtroppo le sfumature dei miei pensieri sull'argomento volgono al torvo.

    Premetto che dalle mie parti la democrazia diretta ha lunga e solida tradizione, tanto da essere spesso mitizzata e idealizzata sia in patria che all'estero. Non entro nella disamina dei motivi (in origine più che nobili) che hanno portato alla creazione dell'istituzione tutta elvetica degli strumenti principali della democrazia diretta, iniziativa e referendum. Mi limito a rilevare che nella sua manifestazione recente, la democrazie diretta è (per essere corretti fino in fondo dirò che "io ritengo con forte convinzione che sia diventato) uno strumento di potenziale affermazione dittatoriale della maggioranza facilmente mobilitata da argomenti demagogici sostenuti dall'informazione di parte o da quella fatta in modo plateale e superficiale (cioè quella fatta dalla stragrandissima maggioranza dei mezzi di comuicazione, in particolare quelli legati ai social media).
    In sostanza uno strumento di potenziale dittatura dei poteri demagocici e populisti, che riescono a mobilitare le masse, spesso addirittura contro il loro proprio interesse.
    È chiaro che se si offrono spiegazioni semplici a problemi complesi e si propongono soluzioni apparentemente facili, di solito drastiche e magiche per risolvere quei problemi, chi vota crede di fare il bene dell'umanita... senza porsi troppe questioni.

    L'economia va male? È colpa dei migranti!
    Mancano posti di lavoro? Espelliamo gli stranieri!
    Lw spese dello Stato sono sconsiderate? Diminuiamo il numero dei rappresentanti!
    Il debito pubblico è immenso? Usciamo dall'Unione Europea che detta regole sul bilancio!
    ... la lista degli esempi di quotidiana e consueta assurdità sono infiniti...

    Se la democrazia diretta diventa uno strumento per scavalcare i limiti democratici che proteggono le minoranze, le fasce sfavorite e le opposizioni... Allora può veramente costituire un pericolo per la società democratica.

    Ma se si prova ad affermare una simile idea in pubblico, si subisce immediatamente il linciaggio, guarda caso, da chi ritiene che la democrazia diretta sia la migliore e più robusta garanzia di democraticità di un sistema politico...
    Infatti, condivido in pieno.
    d'altra parte la storia insegna che la massa, quella parte di cittadinanza passiva, quell'entità grigia, indifferente e neutrale, atomizzata e isolata finché non è in preda a passioni in grado di unirla: delusione per la politica, per le istituzioni (in cui non si sentono rappresentate) , ecc. trova nell' "odierna" strumentalizzazione della "democrazia diretta" uno spazio alle loro frustrazioni, al loro odio, senza rendersi conto che ciò che loro detestano nella politica è avallato e portato alle estreme condizioni dal loro egoismo e dalla loro cecità critica.
    Paradossalmente è proprio la parte di cittadini passivi che viene attratta dalla democrazia diretta, forse dovrebbero farsi almeno una domanda su questo!
    È necessario entrare nelle scuole ed educare alla responsabilità individuale e collettiva, attraverso il dialogo, il confronto. Adesso educazione civica è tornata come materia nelle scuole, speriamo che venga fatta in maniera seria, che non significa solo nozionismo ma dibattito, fondamentale per acquisire un pensiero critico in grado di comprendere le ragioni dell'altro adeguarle al proprio pensiero,senza tuttavia perdere la coerenza con le proprie idee e valori.

  19. #74
    Moderator L'avatar di Rupert
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    Infatti, condivido in pieno.
    d'altra parte la storia insegna che la massa, quella parte di cittadinanza passiva, quell'entità grigia, indifferente e neutrale, atomizzata e isolata finché non è in preda a passioni in grado di unirla: delusione per la politica, per le istituzioni (in cui non si sentono rappresentate) , ecc. trova nell' "odierna" strumentalizzazione della "democrazia diretta" uno spazio alle loro frustrazioni, al loro odio, senza rendersi conto che ciò che loro detestano nella politica è avallato e portato alle estreme condizioni dal loro egoismo e dalla loro cecità critica.
    Paradossalmente è proprio la parte di cittadini passivi che viene attratta dalla democrazia diretta, forse dovrebbero farsi almeno una domanda su questo!
    È vero. È paradossale, ma è proprio così.


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    È necessario entrare nelle scuole ed educare alla responsabilità individuale e collettiva, attraverso il dialogo, il confronto. Adesso educazione civica è tornata come materia nelle scuole, speriamo che venga fatta in maniera seria, che non significa solo nozionismo ma dibattito, fondamentale per acquisire un pensiero critico in grado di comprendere le ragioni dell'altro adeguarle al proprio pensiero,senza tuttavia perdere la coerenza con le proprie idee e valori.
    Io lavoro nella scuola e per quel poco che ancora insegno (la maggior parte del mio lavoro è di carattere amministrativo e dirigenziale) tento proprio di fare quello che suggerisci. Ma la lotta è impari. Dall'inconsistenza di molte famiglie alla pressione soverchia e devastante dei social media tutto contrasta con la costruzione di uno spirito critico e lo sviluppo della tolleranza e della solidarietà. È difficilissimo andare contro corrente. ma proprio per questo anche estremamente importante e urgente.
    Sareppe veramente bello che la scuola non fosse lasciata da sola a baluardo in difesa dei valori civili.

    ... Parlando di valori. Uno dei problemi, e non il più insignificante, non è che l"la gioventù non ha più valori", come recita spesso il luogo comune ripetuto all'infinito da chi esercita una critica generica sui tempi attuali, ma che i valori dall'arricchimento facile e veloce, dell'arrivismo, del profitto ad ogni costo, dell'esclusione di chi è ritenuto d'ostacolo o troppo costoso e molti altri valori dello stesso tipo, sono ben radicati e incessantemente proposti dalla società degli adulti contemporanei. Anche se la scuola indica strade diverse, è difficile pensare che i ragazzi e le ragazze preferiscano il sacrificio e la condivisione all'autoaffermazione e al successo ad ogni costo.

    Scusate. M'è partito un embolo di pessimismo cosmico. Di solito sono più ottimista.
    "non vitae sed scholae discimus" (Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 106, 12)

  20. #75
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    Scusate. M'è partito un embolo di pessimismo cosmico. Di solito sono più ottimista.

    In effetti mi ero spaventata, per fortuna la chiusa del tuo intervento è piuttosto divertente.

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