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Discussione: La poesia della quotidianità

          
  1. #226
    Moderator L'avatar di kaipirissima
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    Però biroccio ė d'uso. Abbrividire mai sentito nel parlato comune.

  2. #227
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    Per ogni donna stanca di fingere debolezza
    esiste un uomo stanco di dover dimostrare la sua forza.
    Per ogni donna stanca di fingersi stupida
    esiste un uomo stanco di dover sempre agire da modello.
    Per ogni donna stanca di essere tenuta a piangere per dimostrare d’essere donna
    esiste un uomo che non può esprimere i propri sentimenti.
    Per ogni donna sportiva la cui femminilità viene messa in discussione
    esiste un uomo costretto a competere per dimostrare la propria virilità.
    Per ogni donna stanca di essere considerata solo per il suo corpo
    esiste un uomo preoccupato di essere giudicato solo per le sue prestazioni sessuali.
    Per ogni donna a cui non è concesso un salario dignitoso
    esiste un uomo costretto a lavorare di più per poterla sfamare.
    Per ogni donna che non sa cambiare una ruota
    esiste un uomo che non riesce a cucinare nemmeno un uovo.
    Per ogni donna che cammina verso la sua libertà
    esiste un uomo che ne riscopre il vero significato.
    L’umanità è un uccello con due ali,
    una è femminile, l’altra maschile.
    Fino a che le due ali non potranno spiegarsi in maniera uguale,
    l’umanità non sarà mai in grado di volare.

    B. Boutros Ghali

    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  4. #228
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    QUALCHE INGENUITÀ

    Giorni tranquilli con molti alberi.
    Ti dona questa brezza intorno alle labbra.
    Ti dona questo fiore che guardi.
    Allora non sono una menzogna il mare, il tramonto
    e questa barca che galleggia nel roseto color crepuscolo
    e che ha come unico passeggero
    una ragazza e una chitarra triste.
    Lascia che sia io a manovrare i remi
    come se manovrassi due raggi purpurei dimenticati.

    GHIANNIS RITSOS

    Karlòvasi, 29.VI.87



    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  6. #229
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    Somma dolorosa

    Quante ore della notte servono al giorno
    per nascere
    quanto buio
    perche' splenda il bagliore quante gallerie di dolore bisogna attraversare
    per giungere alla quiete di un sorriso,
    quante radici amare di schiavitu'
    perche' dia frutto la dolce liberta'.

    Lena Pappa'




    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  8. #230
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    L’entroterra degli occhi

    Pensa che si muore
    e che prima di morire tutti hanno diritto
    a un attimo di bene.
    Ascolta con clemenza.
    Guarda con ammirazione le volpi,
    le poiane, il vento, il grano.
    Impara a chinarti su un mendicante,
    coltiva il tuo rigore e lotta
    fino a rimanere senza fiato.
    Non limitarti a galleggiare,
    scendi verso il fondo
    anche a rischio di annegare.
    Sorridi di questa umanità
    che si aggroviglia su se stessa.
    Cedi la strada agli alberi.

    Franco Arminio
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  10. #231
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    Dedicata a Kaipirissima:

    Ho veduto solo una volta
    un sole cosí insanguinato.
    E poi mai piú.
    Scendeva funesto sull’orizzonte
    e sembrava
    che qualcuno avesse sfondato la porta
    dell’inferno.
    Ho domandato alla spécola
    e ora so il perché.
    L’inferno lo conosciamo, è dappertutto
    e cammina su due gambe.
    Ma il paradiso?
    Può darsi che il paradiso non sia null’altro
    che un sorriso
    atteso per lungo tempo,
    e labbra
    che bisbigliano il nostro nome.
    E poi quel breve vertiginoso momento
    quando ci è concesso di dimenticare velocemente
    quell’inferno.



    Jaroslav Seifert
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  11. #232
    Victorian lady L'avatar di Estella
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    Mi dici che non hai dormito bene. Ti confesso
    che nemmeno io. Hai passato una nottataccia. “Anch’io”.
    Siamo straordinariamente calmi e teneri l’un con l’altro
    come se avvertissimo il nostro traballante stato mentale.
    Come se ognuno sapesse cosa prova l’altro. Anche se,
    naturalmente, non lo sappiamo. Non lo si sa mai. Non importa.
    È la tenerezza che mi preme. È questo il dono
    che mi commuove e mi prende tutto questa mattina.
    Come tutte le mattine.

    Raymond Carver
    La nostalgia mi ruba i colori della vita. (Cristina Campo)


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  13. #233
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    Non insistere, il fiore non sboccia
    prima del giusto tempo.
    Neanche se lo implori,
    neanche se provi ad aprire i suoi petali,
    neanche se lo inondi di sole.
    La tua impazienza ti spinge a cercare
    la primavera;
    quando avresti solo bisogno
    di abbracciare il tuo inverno.

    Ada Luz Màrquez
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  15. #234
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    Che fortuna che ho

    È sul divano, raccolta
    come un uovo. Parla
    con sua madre al telefono.
    Ride. Poi corruga appena
    la fronte. Cose così.
    Io la guardo soltanto:
    c’è luce in lei, anima, vita,
    mi piace osservarla, ascoltare
    la sua voce. Talvolta non
    posso fare a meno di dirmelo:
    Che fortuna che hai, scemo!

    K. Iribarren
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

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  17. #235
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    Senza esserci mai visti
    ci riconoscemmo
    le nostre impronte furono una coppia
    le nostre vene forgiarono figli
    piangemmo insieme le nostre tristezze
    insieme conoscemmo cieli limpidi
    e oggi
    seduti uno di fronte all’altro
    ci guardiamo
    senza sapere che dirci

    Maybell Lebron


    foto presa dal web
    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  19. #236
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    Mi arrendo.
    La religione la mafia
    la politica e il calcio
    l’esercito e la moda
    muovono più gente di me.

    Sono milioni o pochi
    ma totalmente decisi
    al tutto per tutto.
    Ho a che fare solo
    con le piccole folle
    di un cinema notturno
    con la solitudine dei giocatori
    che officiano una partita di scacchi
    con il tepore di alcune donne

    Leggo
    torno a vedere un vecchio film
    faccio notte con Coltrane
    e allungo il braccio e accarezzo la mia bella
    che mi invita fumando.

    Mario Trejo



    foto presa dal web
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  21. #237
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    VECCHIAIA

    Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie.
    Molti avevano preso parte a quella storia –
    uomini, animali, bambini, fiumi, alberi,
    ragazzi e ragazze con motociclette, due papere bianche,
    il matto silenzioso con una cicca e una fetta biscottata;
    ed era allora un mezzogiorno estivo d’oro e sventolavano
    le piume della gallina sgozzata luccicando in aria,
    e la zia Evanghelìa in cucina puliva i cornetti greci,
    e una grossa farfalla si posò sulla saliera.
    Nessuno, ma nessuno ha mai saputo
    che il temporaneo passa nel mito. Alla stazione del treno
    venne a sedersi su una panchina una vecchia vestita di nero
    che teneva sul grembiule un cesto d’uova come fosse
    l’unica cosa che aveva al mondo. S’addormentò lì.
    Qualcuno che passava le rubò il cesto. E cadde la notte.
    Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie e i ricordi degli eroi.


    GHIANNIS RITSOS


    Karlòvasi, 23.VII.87


    Io li odio i nazisti dell'Illinois...

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  23. #238
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    Come zucchero

    Ventiquattr'ore. Anche oggi ho inghiottito
    la cucchiaiata amara e dolce. Vanno
    insensibili in cielo le nubi.

    Sarà dolce domani quell'amaro
    e viceversa. In battaglioni fitti
    come nel terzo assalto a Waterloo
    si perdono i neuroni lungo il fiume
    del sangue. Sarà inutile contarli.
    Ricatturarli, un sogno. Giovinezza
    si scioglie come zucchero.

    Maria Luisa Spaziani




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  25. #239
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    Felicità in Cornovaglia




    Sua moglie era morta e lui era invecchiato

    tra il cimitero e la porta di casa.

    Camminava con un passo caratteristico.

    Le spalle curve. Non si curò più

    dei suoi vestiti e i capelli lunghi gli s’imbiancarono.

    I figli gli trovarono qualcuno.

    Una donnona di mezza età con

    gli scarponi che sapeva

    spazzare, passare la cera, spolverare, fare la spesa

    e portar dentro la legna. Che poteva dormire

    in una stanza sul retro della casa.

    Cucinare i pasti. E piano

    piano riportare in vita il vecchio,

    fargli ascoltare poesie che gli leggeva

    la sera davanti al fuoco nel

    caminetto. Tennyson, Browning,

    Shakespeare, Drinkwater. Uomini

    con un nome che prende spazio

    in una pagina. Lei gli faceva da maggiordomo,

    da cuoca, da governante. E dopo

    un po’, oh, non si sa e non importa

    quando, cominciarono a vestirsi bene

    la domenica e a passeggiare insieme in città.

    Lei sottobraccio a lui.

    Sorridenti. Lui fiero e contento

    e con la mano sulla mano di lei.

    Nessuno li rifiutava

    o cercava di sminuire questo fatto

    in alcun modo. La felicità è

    una cosa così rara! La sera lui

    ascoltava poesie, poesie, poesie

    davanti al fuoco.

    Di quella vita non ne aveva mai abbastanza.




    Raymond Carver
    L’amore è la voce dietro tutti i silenzi, la speranza che non ha il contrario in un timore.

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