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Discussione: Educazione Siberiana - Nicolai Lilin

          
  1. #1
    Junior Member L'avatar di Hippy69
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    Educazione Siberiana - Nicolai Lilin

    Nicolai Lilin è un giovane scrittore nato in nell’ex Unione Sovietica, nella zona che ora fa parte della Moldavia, o meglio della Transnistria, una nazione che in realtà non esiste e che non è stata riconosciuta da nessun altro stato. Lilin vive in Italia da una decina d’anni e scrive direttamente in lingua italiana. “Educazione siberiana” è il suo primo libro (ne ha scritti altri due) ed è una via di mezzo tra romanzo ed autobiografia. Parla infatti della sua infanzia e adolescenza vissute all’interno della comunità criminale siberiana. Educato dai genitori ma anche da criminali anziani, il giovane Nicolai viene iniziato ai valori di quella che viene definita “criminalità onesta”. Alcuni valori possono essere condivisibili anche da noi, altri molto meno… L’autore ci parla delle sue esperienze, dal primo coltello (la “picca”) alle prime risse, dalle conversazioni con il nonno (figura di spicco della comunità) al carcere minorile. Si tratta di un originalissimo romanzo di formazione, dal tono schietto e diretto. “Educazione siberiana” mi ha lasciato più volte a bocca aperta. Un romanzo che vive di contrasti (a partire appunto dal concetto di criminale onesto), fuori dalle righe, che suscita sensazioni ed emozioni diverse nel giro di poche pagine. Certi personaggi sono memorabili, soprattutto i vecchi criminali siberiani. Anche la struttura del libro è affascinante, come se fosse un lungo racconto orale con mille divagazioni e mille storie nelle storie. Come ad esempio il lungo capitolo centrale ‘Il giorno del mio compleanno’ dove ogni personaggio e ogni luogo sono pretesti per iniziare a raccontare altre storie. Mi sono chiesto più volte quanto c’è di vero e quanto invece di romanzato, forse perché è una realtà parecchio diversa da quella in cui viviamo. Mi sono anche documentato un po’ sulla Transnistria, di cui prima ignoravo addirittura l’esistenza, e ho letto delle cose spaventose, soprattutto perché non sono tanto lontane da noi. Uno stato fantoccio con una situazione sociale che definire degradata è un eufemismo: il lato oscuro dell’Europa. Tornando a Lilin, mi piace tantissimo il modo in cui scrive, un linguaggio asciutto e affilato come la lama della sua picca. Utilizza la lingua italiana in modo grezzo ma estremamente efficace, molto più di tanti nostri scrittori. Sempre con un filo di ambigua ironia: a volte non si capisce se sta scherzando o se dice sul serio. "Dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e con le botte. Così sono passato alla pistola".

  2. Thanks Claire thanked for this post
  3. #2
    Master Member L'avatar di daniela
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    Anche a me Educazione Siberiana è piaciuto molto.
    Mi risulta sia tutto vero quello che racconta riguardo alla Transnistria, un'enclave russa all'interno della Moldavia.
    Ho intenzione di leggere un altro libro di Nicolai Lilin, questo è stato un viaggio affascinante in un altro mondo, che a volte ricordava la nostra civiltà contadina del passato.
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  4. #3
    Junior Member L'avatar di Hippy69
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    Ciao Daniela,
    a dire il vero avevo già sentito parlare della Transnistria in un romanzo di Franco Forte ("Stal: Operazione Copernico"), ma pensavo che si trattasse di un luogo fittizio o inventato!
    Solo dopo aver letto il romanzo di Lilin ho scoperto che esiste davvero e non è poi così lontana...
    A proposito di Lilin, ho guardato alcune sue interviste su youtube e mi ha fatto un'ottima impressione. Mi è sembrato un tipo simpatico, intelligente e cordiale.
    Io ho già comprato il suo secondo romanzo, "Caduta libera", ma lo leggerò più avanti perchè ora sono alle prese con l'imponente "L'idiota" di Dostoevskij...

  5. #4
    Member L'avatar di donnadelfaro
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    A me invece questo libro non è piaciuto affatto. Educazione siberiana è la sagra del buonismo e contiene una sfilza di luoghi comuni del “criminale onesto” del tutto privi di credibilità: basta aprire qualche pagina a caso e si trovano cose improbabili, tipo che negli anni ’50 in Urss non si potevano tenere i matti in casa e così molte famiglie, per non doverli mandare in manicomio, sono emigrate in Transnistria dove i criminali siberiani li trattavano molto bene e li chiamavano “Voluti da Dio”! Insomma, Lilin tenta di recitare, senza riuscirci, la parte dello scrittore-canaglia ostentando una pistola e sostenendo di essere in pericolo di vita per far provare qualche brivido. Francamente trovo detestabile il messaggio che manda, ossia quello dell'esistenza di posti dove la giustizia non è quella applicata nei tribunali, anzi, i criminali onesti temono di venire contaminati dalle istituzioni corrotte e prive di etica; in questi posti la giustizia si formalizza nei riti quotidiani, nei racconti, nei simboli. Criminali onesti, è un inaccettabile ossimoro

  6. #5
    Member L'avatar di donnadelfaro
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    Anche la figura dello scrittore è costruita a tavolino. Di questo si è parlato molto, a suo tempo. Non si conosce bene la sua biografia, ed è stata messa in dubbio la veridicità delle storie narrate nei romanzi di Lilin e di alcuni episodi della sua autobiografia; in particolar modo l'esistenza degli Urka (che non sarebbero né un'etnia, né una tribù esistente), la presunta deportazione di questa popolazione in Ucraina (le deportazioni staliniane seguivano il flusso opposto, ossia le persone venivano trasferite forzatamente in Siberia e non dalla Siberia), il presunto arruolamento nell'esercito russo e la guerra in Cecenia a cui avrebbe partecipato (Lilin non è cittadino russo, ma della Transnistria, vero cognome Veržbickij) hanno suscitato parecchie perplessità e Lilin è stato accusato di essere un ciarlatano. Anche la decisione dell'autore di non tradurre "Educazione Siberiana" in russo (a detta dell'autore, come forma di "rispetto" per il popolo Urka) non ha fatto altro che aumentare le polemiche a riguardo. Insomma TUTTO, libo e autore, è una sapiente trovata editoriale.

  7. #6
    Master Member L'avatar di daniela
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    Non ho avuto la sensazione di leggere un libro storico, e neppure un'autobiografia, ma una storia romanzata, che attinge ai ricordi di una famiglia e li ricama con la fantasia.
    Nonostante i luoghi comuni e le contraddizioni storiche presenti nell'opera, e il successo editoriale sicuramente costruito a tavolino, a mio parere la forza di questo libro è l'impatto emotivo che suscita nei lettori, o meglio in alcuni lettori.
    Personalmente la critica che farei non è tanto la base storica fantasiosa, ma lo stile di scrittura "improvvisato", non lo definerei certo uno scrittore. Ma la trama, ecco, la trama è trascinante.
    Un mio amico è stato in Transnistria, e ho ritrovato in questo libro l'atmosfera e le descrizioni che avevo sentito da lui.

    Caduta libera non mi è piaciuto granchè, manca una trama interessante e ha i limiti di una scrittura non eccelsa (a mio parere, ovviamente).

    Lilin, una bufala venuta dal freddo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011...eddo-2/109502/
    A ciascuno e' affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.

  8. #7
    Administrator L'avatar di Mauro
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    Quote Originariamente inviato da daniela Visualizza il messaggio
    Lilin, una bufala venuta dal freddo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011...eddo-2/109502/
    Bello l'articolo, in effetti non è la prima volta che sento dire che in realtà Lilin non è altro che un personaggio poco pulito della Transnistria che ha trovato un buon modo per sfruttare l'aura di mistero (e di mito) che avvolge la sua terra di origine.
    Non è vero che ti fermi quando invecchi, ma invecchi quando ti fermi.

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